Camusso. Con la legge di stabilità a rischio decine di migliaia di posti di lavoro

Camusso.  Con la legge di stabilità a rischio decine di migliaia di posti di lavoro

C’è fretta, Senato e Camera non possono perdere tempo a discutere emendamenti alle leggi che vanno in commissione.  C’è il rischio di ingorgo istituzionale e Renzi “ordina” ai parlamentari di approvare la legge elettorale entro Natale. Non si sa ancora bene quale legge, ma non importa. Accade così che la Commissione bilancio della Camera elimina  1600 emendamenti, ne restano 2100. È vero che spesso vengono presentati emendamenti che, di fatto, sono estranei al testo in discussione. Ma quando vengono eliminati perché non ci sono le coperture la cosa si fa preoccupante. Accade per esempio che vengano stoppati emendamenti firmati da due deputati del Pd, Causi e Marchi i quali proponevano una tassazione separata per il tfr maturando anticipato in busta paga, in modo che non fosse il lavoratore a farne le spese .  Non si poteva approvare per mancanza di copertura, confermando che  il governo vuole far cassa  penalizzando quei lavoratori che hanno bisogno di incassare subito il tfr.  Insieme alla “battaglia” sugli emendamenti, moltissimi da parte del Pd, solo nove della minoranza, arriva  dalla Cgil un grido di allarme. Con le norme inserite nella legge di Stabilità che incidono sull’attuazione della riforma Delrio, c’è il concreto pericolo che nelle neonate province e nelle città metropolitane si abbiano decine di migliaia di posti di lavoro a rischio e che non siano rinnovati i contratti degli oltre 2000 precari attualmente occupati, bloccando, così, uffici e funzioni che il governo ritiene fondamentali. “Siamo molto preoccupati – afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil –  per gli ennesimi  tagli lineari al sistema delle Regioni e delle Autonomie Locali, per i  ritardi nel riordino delle funzioni oggi affidate alle province, con la conseguente ricollocazione delle persone che vi lavorano”.  Camusso parla di “immotivata riduzione della presenza dello Stato sul territorio”, con il rischio di creare “un numero abnorme di esuberi tra il personale e di ingenerare un circolo vizioso che non potrà che mettere in ulteriore sofferenza l’occupazione in tutto il settore pubblico”. “Come se ciò non bastasse – prosegue – si aggiunge una normativa sbagliata e inefficace sulla mobilità del personale che il governo si è intestardito a portare avanti nonostante gli evidenti problemi di efficacia. Non certo quella ‘mobilità’ costruita a seguito di un importante Protocollo firmato nel 2013 dal governo, dalle Regioni, dai Comuni, dalle province e dalle organizzazioni sindacali, che ha reso possibile il varo della riforma e che oggi è parte della Legge 56, bensì quella definita a seguito di altri provvedimenti assunti da questo governo con il decreto Madia e con il ddl di riforma della PA che si abbatteranno fino a bloccarla sull’attuazione della legge Delrio”. “Non solo, il mancato rinnovo, o meglio la mancata assunzione in pianta stabile dei 2000 precari che lavorano nelle province – conclude Camusso – bloccherà uffici e funzioni, quali i Centri per l’Impiego. Questi ultimi, ritenuti dallo stesso governo fondamentali, al punto tale da averne previsto la riorganizzazione nel Jobs Act e di avergli affidato la Garanzia Giovani. Il governo, dunque, si deve rendere conto che a questo punto è necessario il confronto con le organizzazioni sindacali e l’attuazione vera e trasparente della Legge Delrio e degli accordi che ne permettono l’applicazione”. Sempre a proposito di legge di stabilità, da segnalare una lettera inviata a Renzi di 180 parlamentari del Pd che chiedono di cancellare i tagli ai patronati in modo da evitare il ridimensionamento dei servizi offerti ai cittadini.

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