Ue. Ecofin, soddisfatte le condizioni per sospendere il Patto di stabilità

Ue. Ecofin, soddisfatte le condizioni per sospendere il Patto di stabilità

Ore decisive per il futuro della Ue. Fra oggi e domani, infatti, si capirà con esattezza quale sarà il futuro dell’euro e in definitiva della stessa Unione. Oggi la prima tappa con il via libera scontato alla clausola di esclusione del patto di stabilità. In sostanza salta il famoso parametro del 3% nel rapporto fra deficit e Pil che da quando è nato l’euro rappresenta il limite invalicabile per tenere sotto i controllo i bilanci dei singoli stati. Il fatto che sia saltato conferma la gravità del momento. La quarantena del patto era stato proposto dalla Commissione Europea, per consentire agli Stati membri di affrontare le conseguenze della Covid-19. Per i ministri, che si sono riuniti in teleconferenza, “ci sono le condizioni per l’utilizzo della clausola”, che consente temporaneamente di deviare dal percorso di convergenza verso l’obiettivo di bilancio di medio termine. Ma tutto sommato si tratta di un dispositivo scontato. Tutta l’Europa sta affondando e quindi i governi sono tenuti a intervenire a sostegno delle rispettive economie. Mettere dei vincoli rischia di aggravare il problema. Ma fino a questo punto non c’è nulla di veramente dirompente. In fondo ogni stato utilizzerà i soldi dei propri cittadini allargando il debito. Poi avrà tempo e modo di rientrare. Sempre ammesso che abbia davvero voglia di farlo. Se il mercato non fa esplodere gli spread non c’è problema. In ogni caso si tratta di un problema che andrà affrontato nei prossimi mesi.

L’urgenza vera è un’altra. Riguarda l’utilizzo del Fondo Salva-Stati (Mes) la cui dotazione, invece è rappresentata da risorse comunitarie. Di questo si occuperanno domani i componenti dell’Eurogruppo che riunisce i capi di governo dei Paesi Euro. Sulle modalità di intervento la spaccatura è ancora ampia. Si tratta di stabilire se l’impegno del Mes debba essere subordinato a una serie di condizioni da far scattare una volta lasciata alle spalle la crisi sanitaria secondo un programma di consolidamento dei conti pubblici oppure bisogna utilizzare la leva senza vincoli. Nel primo campo ci sono Germania e i suoi alleati del Nord, nel secondo Italia, Spagna e il ‘fronte del Sud’. La Francia sta con il ‘fronte del Sud’ sull’emissione di un coronabond, ma cerca un mediazione. Da quanto si capisce il negoziato ‘avanza’, ma si vedrà di più solo domani alla riunione dell’Eurogruppo, sempre in videoconferenza.

Dai Paesi Bassi non arrivano belle notizie. Il governo olandese insisterà su una “adeguata condizionalità” per qualsiasi tipo di utilizzo del Mes così come sancito dal Trattato. E’ quanto si legge in una nota del ministero delle finanze olandese. L’Aia conferma che la riunione di domani servirà a discutere del ruolo che la Commissione europea e il Meccanismo europeo di Stabilità potranno svolgere per aiutare i paesi membri colpiti dalla crisi, e ricorda che il Mes “ha diversi strumenti disponibili per i paesi che hanno o possono avere difficoltà”. I Paesi Bassi “si impegnano a garantire il rispetto di una forma appropriata di condizionalità come richiesto dall’attuale Trattato”. La settimana scorsa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva proposto di utilizzare i 410 miliardi di euro di cui dispone il Fondo Salva-Stati senza alcuna condizionalità. L’Olanda ha fatto sapere da subito di essere contraria a questa ipotesi e oggi ribadisce la sua posizione.

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