Massimo Piermarini. La diffusione del virus ha ridisegnato il campo dei rapporti economici

Massimo Piermarini. La diffusione del virus ha ridisegnato il campo dei rapporti economici

Il Coronavirus è la cartina al tornasole dei rapporti di forza in Europa e nel mondo? Sembra di sì. La diffusione del virus ha ridisegnato il campo dei rapporti economici, politici e militari tra gli Stati. Alcune evidenze sono intuitive: la situazione di indebitamento degli USA nei confronti della Cina e lo scontro sul commercio internazionale, che Trump pensa di risolvere in modo unilaterale a suon di dazi doganali, nel quadro di un rafforzamento notevole dell’economia e del ruolo politico mondiale della Repubblica popolare cinese e della Russia. La prima domanda da porsi è: chi aveva interesse a mettere in difficoltà la Cina dal punto di vista sanitario, sociale con ricadute economiche e politiche rilevanti? Il Coronavirus potrebbe essere una misura di guerra batteriologica a bassa intensità, di una guerra non dichiarata o guerra in tempo di pace, di cui sono specialisti, com’è noto, gli USA. Si tratta forse di testare l’efficacia di un virus prodotto in laboratorio e di usarlo per punire i paesi che intralciano gli interessi americani, in particolare la Cina e l’Italia che ha sottoscritto con la Cina un importante accordo, La “Via della seta”.

Accanto a questo aspetto, ve n’è un altro, percepito ed espresso da molti, relativo alla guerra psicologica e la guerra delle informazioni in corso. Alzare il livello di pressione psicologica sulla popolazione interessata al diffondersi dell’epidemia, adottare misure inutili come la restrizione della libertà di circolazione anziché dotare gli individui degli strumenti elementari di difesa dal contagio e i centri urbani delle necessarie opere di “sanificazione” e bonifica ambientale per contrastare il virus, non limitandosi a generiche misure di prevenzione. Così, mentre in tutto il mondo l’attenzione era rivolta sulla Cina e sull’Italia la NATO mobilitava e inviava 37.000 soldati (esercitazione “Defende Europe 2020”) in territorio europeo e altri 17.000 nell’esercitazione “Cold Response”, per saggiare le capacità di difesa della Russia, incurante dei rischi legati al Coronavirus. Soltanto tardivamente l’esercitazione viene sospesa. Ci si chiede se i soldati USA non abbiano già un vaccino o si sottopongono ad un rischio così elevato, moltiplicando la possibilità di contagio anche per la popolazione degli Stati europei dell’area UE. I politici non parlano di questo. Perché? Come è possibile che i cittadini siano a rischio di contagio e i militari Usa non siano a rischio di contagio? Perché gli USA non hanno preso misure sanitarie di massa sulla loro popolazione e si sono limitati a ordinare soltanto il blocco dei collegamenti aerei con l’Europa, eccetto il Regno Unito e a provvedere sussidi e ammortizzatori sociali in caso di contagio? Si tratta di una cospirazione o di azioni tese al conseguimento di interessi geopolitici? Il contesto di questi avvenimenti è quello di grandi esercitazioni NATO, Europe Defender 20, la più grande esercitazione nella storia della Nato, con impiego di decine di migliaia di militari USA e NATO (Europe Defender 20) che si dovevano svolgere da Aprile a Maggio ed è stata interrotta per la diffusione del virus. Il Pentagono ha deciso di ridimensionare la partecipazione USA e di modificare le modalità dell’esercitazione.

Il Coronavirus potrebbe essere usato dagli USA come una tenda di nebbia per altri obiettivi: dispiegare nuove forze in territorio europeo in funzione anti-Russia, in vista di un inevitabile confronto armato con la Cina e la Russia. L’Italia è un paese importante per il commercio nel Mediterraneo e un importante nodo strategico del disegno di contenimento dell’economia cinese e della presenza della  Russia in Medio Oriente (Siria) e della Cina nel Corno d’Africa. Il nostro paese dunque gioca un ruolo molto significativo nella partita in gioco. Ma il nostro paese ha molti problemi economico-finanziari e commerciali, soprattutto con l’Unione europea e con gli USA a causa delle barriere doganali di Trump. È alle prese con i limiti della spesa pubblica e con i debiti nei confronti dell’Europa, che non sembra andargli incontro in questa drammatica situazione. E non è l’unico paese che soffre per la politica economica di Trump. La Germania e la Francia gli fanno compagnia.

Passiamo alla guerra delle informazioni. La stampa asservita al Grande Fratello ha dirottato l’attenzione e la responsabilità dell’epidemia sulla Cina, mentre come ormai è noto che  il primo portatore in Europa è stato un tedesco. Il campo delle opinioni è diventato un terreno di lotta tra i due schieramenti. Perché orchestrare questa campagna di diffamazione nei confronti della Cina se non per guastare i rapporti di cooperazione con alcuni paesi europei, come l’Italia? Ormai da molti anni la Russia e la Cina sono i maggiori oppositori della politica commerciale USA. La collaborazione commerciale tra Russia, Cina e altri paesi ha messo in discussione il monopolio del dollaro nel mercato globale, con perdite significative degli USA dal punto di vista economico, che hanno raggiunto  una misura tale da veder compromessi anche gli obiettivi geopolitici della loro strategia globale. I commentatori hanno rilevato che da alcuni anni gli USA fanno di tutto per provocare la Russia, e la questione ucraina non si spiega in altro modo. La Cina, che ha sconfitto, con sforzi eroici, il Coronavirus, è adesso l’obiettivo  numero uno dell’offensiva generale politica, economica e militare di Trump. Al tempo stesso si sono intensificati i movimenti di forze militari ed è aumentata la tensione internazionale. È necessario essere consapevoli del pericolo che corriamo.

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