Grecia. La crisi umanitaria dei profughi siriani scatenata dal premier turco Erdogan assume dimensioni catastrofiche. Gli appelli dell’Onu alla comunità internazionale

Grecia. La crisi umanitaria dei profughi siriani scatenata dal premier turco Erdogan assume dimensioni catastrofiche. Gli appelli dell’Onu alla comunità internazionale

Il numero di migranti che hanno lasciato la Turchia alla volta dell’Europa ha raggiunto le 117.677 persone. Lo ha twittato il ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu. I migranti stanno abbandonando il paese dirigendosi verso i confini con la Grecia e la Bulgaria. Il flusso massiccio di persone è stato innescato il 27 febbraio dall’annuncio del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, secondo cui le autorità turche non avrebbero più fermato i migranti diretti verso i paesi dell’Unione europea. La decisione è stata presa dopo che un attacco dell’aeronautica governativa siriana ha ucciso 34 militari turchi nel governatorato di Idlib, nella Siria nord-occidentale. “Pensavano che stessimo bluffando, ma quando abbiamo aperto le porte sono cominciate ad arrivare le telefonate…” ha detto il presidente turco Erdogan parlando della sua decisione di lasciar passare i migranti verso l’Ue. Erdogan traccia un parallelo tra l’Isis (o Daesh) e la Siria di Bashar al-Assad. “Come abbiamo fermato i gruppi terroristici di Daesh, Pkk e Feto, avrà la stessa sorte anche il regime tirannico siriano”, ha detto il presidente turco riferendosi anche al Pkk, considerato organizzazione terroristica dal governo di Ankara e al movimento guidato da Fetuallah Gulen (Feto), che il governo turco considera la mente del fallito golpe del luglio 2016. Rivolgendosi apertamente a Russia e Iran, sostenitori di Damasco, il presidente ha sostenuto di “non avere alcuna ostilità nei loro confronti in Siria” e di voler “garantire la sicurezza” del suo Paese e porre fine a una “crisi umanitaria scatenata dallo spostamento di milioni di siriani” verso la Turchia. Dopo l’avvio dell’operazione ‘Scudo di Primavera’, Erdogan ha ricordato che il suo governo ha dapprima preferito la via della diplomazia. “Iniziamo solo a mostrare la nostra forza a chi pensa che la nostra sensibilità a evitare spargimenti di sangue sia una debolezza”, ha detto il presidente durante una riunione del suo partito, l’Akp. “I responsabili di questa situazione sono coloro che si sono sentiti in grado di minacciarci – ha proseguito nelle dichiarazioni riportate dai media ufficiali – E’ nostro dovere vendicare i nostri soldati”. Erdogan ha poi avvertito: “Chi minaccia di attaccare i nostri punti di osservazione a Idlib non ha ancora imparato la lezione”.

La reazione siriana

La Siria di Bashar al-Assad, dal canto suo, chiede alla comunità internazionale di “condannare l’aggressione turca” e accusa la Turchia di Recep Tayyip Erdogan di “investire sulle sofferenze dei siriani per ricattare i Paesi europei”. Secondo una fonte del ministero degli Esteri di Damasco, citata dall’agenzia ufficiale siriana Sana, la “aggressione turca” costituisce una “palese violazione del diritto internazionale” e la comunità internazionale deve intervenire per “porre fine alle azioni del regime di Erdogan, che si concretizzano nel sostegno al terrorismo e nel rischio della sua diffusione nella regione e nel mondo”. La fonte parla del “trasferimento di terroristi in Libia” e poi accusa la Turchia di “investire sulle sofferenze dei siriani per ricattare i Paesi europei consentendo a ondate di sfollati di dirigersi verso l’Europa”. Si tratta, conclude la fonte, “di una seria minaccia per la sicurezza, la pace e la stabilità” nel mondo.

L’Onu denuncia: la comunità internazionale ignora gli sfollati siriani

La comunità internazionale sta ignorando i bisogni di circa un milione di sfollati siriani che si trovano vicino al confine con la Turchia. E’ quanto emerge dal rapporto stilato dalla Commissione Onu d’inchiesta sulla Siria, che si chiede come mai il mondo non stia fornendo gli aiuti umanitari necessari a queste persone, tra cui ci sono centinaia di migliaia di bambini esposti alle rigide temperature invernali. ”Credo che sia scandaloso che la comunità internazionale non sia riuscita finora ad affrontare questa situazione. C’è urgenza di agire”, ha detto il presidente della Commissione d’inchiesta Paulo Pinheiro nel corso di una conferenza stampa. ”L’Europa è tristemente riluttante nel farsi carico dei rifugiati”, ha aggiunto Hanny Megally, membro della Commissione, aggiungendo che ”i Paesi dovrebbero almeno aiutare i siriani in Siria, anche se non gli permettono di entrare”. Gli esperti dell’Onu non hanno commentato la recente decisione della Turchia di permettere ai rifugiati siriani di migrare verso l’Europa.

Merkel: Turchia dialoghi con Ue e non si rifaccia su rifugiati

“Capisco che la Turchia sta affrontando una grande sfida per Idlib”, ha detto oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel ai giornalisti reagendo alla nuova crisi migratoria generata dall’annuncio del presidente turco Recep Tayyp Erdogan che giovedì ha detto che la Turchia non avrebbe più impedito ai rifugiati di lasciare il suo territorio. “Per me è tuttavia inaccettabile che il presidente Erdogan e il suo governo non esprimano questa insoddisfazione in un dialogo con noi come Unione europea, ma che usino invece i rifugiati. Per me, non è questo il modo di andare avanti”, ha proseguito Merkel.  La cancelliera tedesca ha aggiunto che l’Unione europea e la Turchia dovrebbero riprendere i colloqui sul loro accordo sui rifugiati e che la Germania è anche aperta a sostenere la Turchia a livello bilaterale. Più di 10.000 migranti, soprattutto dalla Siria, ma anche da altri Paesi del Medio Oriente e dall’Afghanistan, hanno raggiunto le frontiere turche con gli Stati Ue di Grecia e Bulgaria da giovedì quando Ankara ha annunciato che non li avrebbe trattenuti nel suo territorio.

Centro Astalli, la Ue ricollochi i profughi dalla Grecia tra gli Stati membri. Si metta fine allo scellerato accordo con la Turchia

Alla luce di quanto sta accadendo ai migranti bloccati in Grecia e in seguito alle tragiche notizie dell’escalation di violenza e morte nella zona di Idlib in Siria, il Centro gesuitico Astalli si appella a istituzioni nazionali e sovranazionali chiedendo l’evacuazione immediata dei campi profughi in Grecia. “I migranti che versano in condizioni disumane in territorio europeo siano immediatamente ricollocati in tutti i Paesi Ue. Ognuno faccia la sua parte e l’Italia per prima dia il suo contributo”, scrive in una nota il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Si apra “immediatamente un corridoio umanitario europeo per i siriani in fuga dalle bombe, ponendo fine allo scellerato accordo con la Turchia che ha di fatto condannato milioni di persone a miseria, disperazione e morte”, continua. “L’Unione europea agisca immediatamente – si legge ancora nella nota – esigendo il rispetto dei diritti dei migranti a ricevere protezione e a non essere respinti o peggio usati come strumento di guerra e di trattative tra parti. Si rompa la coltre di immobilismo e indifferenza con cui da troppo tempo si accettano soprusi e privazioni da parte di governi con cui si continua a interloquire nonostante le gravissime violazioni dei diritti umani ai danni di popolazione civile e migranti”, conclude il Centro Astalli.

Share