Coronavirus. Nuove e più restrittive ordinanze, da governo, regioni e comuni

Coronavirus. Nuove e più restrittive ordinanze, da governo, regioni e comuni

Vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. Resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono alcuni dei punti della nuova ordinanza del ministero della Salute, che prevede disposizioni in vigore da sabato 21 fino al 25 marzo. Chiusi, tra l’altro, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali. Restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Nei giorni festivi e prefestivi è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza. “È necessario fare ancora di più per contenere il contagio. Garantire un efficace distanziamento sociale è fondamentale per combattere la diffusione del virus. Il comportamento di ciascuno è essenziale per vincere la battaglia”, afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo avere firmato la nuova ordinanza con l’allargamento delle misure restrittive.

Raggi firma ordinanza: stop accesso a spiagge romane

“Ho appena firmato un’ordinanza per vietare l’accesso al litorale di Roma, quindi alle spiagge, alla pineta di Castel Fusano e a quella di Acqua Rossa. Questo avrà conseguenze sulla nostra vita ma andrà a ridurre ulteriormente quelle che sono occasioni o luoghi dove si può sviluppare il contagio di questo virus”. Così in un video su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi comunicando le nuove disposizioni. “Credo che questi sacrifici siano fondamentali per invertire la rotta del contagio e ricominciare quanto prima a poter riprendere la nostra vita. È uno sforzo che dobbiamo fare in questo momento e che faremo tutti insieme”, sottolinea Raggi. “E’ appena uscita l’ordinanza del Ministro della Salute che vieta l’accesso del pubblico ai giardini pubblici, alle ville e ai parchi”, sottolinea la sindaca di Roma rilevando che queste “nuove disposizioni influiranno in maniera impattante sulla nostra vita”. “Non è quindi consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ma è consentito svolgere attività motorie vicino alle proprie abitazioni purché nel rispetto della distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case”, conclude Raggi.

Bonaccini firma nuova ordinanza per provincia Rimini 

Nuove e ulteriori misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del Coronavirus nell’intero territorio della provincia di Rimini. Le prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. L’atto si articola su tre pilastri di fondo. Sospensione pressoché generalizzata della attività economiche, ad esclusione di quelle essenziali o che autolimitino i contatti fra le persone al proprio interno; il rafforzamento dello stop a tutte le attività sociali per assicurare efficacemente il contenimento e il distanziamento sociale e un riassetto complessivo della mobilità della provincia che punta a potenziare i controlli sulle regolarità degli spostamenti delle persone all’interno dei criteri fissati dal Decreto governativo dello scorso 8 marzo (solo motivi comprovati di lavoro, salute o necessità essenziali). L’ordinanza arriva dopo la relazione inviata in Regione dal Direttore generale della Ausl di Romagna che chiede un intervento straordinario in tema appunto di “contenimento e distanziamento sociale” nel territorio provinciale alla luce della “preoccupante evoluzione epidemiologica del Covid-19 nei territori dei due Distretti sanitari di Rimini”. Una situazione che rischia di mettere “in gravissima difficoltà i presidi ospedalieri dell’intera area riminese”.

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