Coronavirus. Il governo incontra le parti sociali. Le risorse potrebbero essere superiori ai 3,6 miliardi previsti. La richiesta di non procedere a licenziamenti in questa fase

Coronavirus. Il governo incontra le parti sociali. Le risorse potrebbero essere superiori ai 3,6 miliardi previsti. La richiesta di non procedere a licenziamenti in questa fase

Il governo ha annunciato che le risorse per affrontare gli effetti dell’emergenza Coronavirus potrebbero essere “superiori ai 3,6 miliardi” trapelati. Lo hanno riferito i sindacati al termine dell’incontro con il governo a palazzo Chigi. “Il governo – ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini – ha detto che le somme che intende stanziare potrebbero essere superiori a 3,6 miliardi” e che questo sarà oggetto di approfondimenti nelle prossime ore. “Hanno confermato la richiesta di allargare le maglie del deficit – ha spiegato la segretaria generale Annamaria Furlan – e sui 3,8 miliardi forse possono arrivare a qualcosa in più”. “Abbiamo chiesto che se ci sono ammortizzatori sociali nessuna impresa possa licenziare, che sgravi contributivi e fiscali siano legati al fatto che non ci sono licenziamenti anche per il prossimo periodo”. Il leader Cgil, Maurizio Landini, riferisce così dell’incontro con il governo sull’emergenza coronavirus. C’è poi, dice, il “problema di come far ripartire subito gli investimenti”, non possono esserci fasi diverse ma “un collegamento tra quello che fai adesso e la riapertura immediata di investimenti per far ripartire lavoro e economia”, con “strumenti straordinari”.

I sindacati hanno chiesto al governo, nell’incontro tenuto a palazzo Chigi, di assumere infermieri e medici per affrontare l’emergenza Coronavirus. “Occorre rafforzare il sistema sanitario nazionale – ha detto Furlan – bisogna assumere professionalità che servono al sistema pubblico. Ci sono carenze da anni che non si può pensare di risolvere chiamando i pensionati, quando abbiamo giovani che vanno a lavorare all’estero”. “Non abbiamo abbastanza medici e infermieri”, ha detto Barbagallo. “Abbiamo posto il problema – ha specificato Landini – di andare verso un aumento delle assunzioni di medici e infermieri e di rafforzare la sanità pubblica”.

“Servono soldi pubblici”, per questo il tema delle eventuali misure per sostenere i genitori che lavorano dopo il provvedimento di chiusura delle scuole “dovrà essere affrontato insieme al tema degli ammortizzatori sociali. Ci è stato detto che nei prossimi giorni c’è la possibilità di una discussione”. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, riferisce così la posizione del Governo dopo l’incontro a palazzo Chigi. “Gli strumenti con cui si tutelano i genitori che devono lavorare è un punto che ci è stato semplicemente indicato come un tema generale che deve essere affrontato, e sono state indicate alcune cose, è uno di quei problemi che nelle prossime ore deve essere approfondito perché oggi c’è stato solo comunicato e non abbiamo avuto l’occasione di poterne discutere”, spiega.

Lo stop alle lezioni nella scuola “ci è stato comunicato a conclusione dell’incontro; quello che ci è stato comunicato è la sospensione dell’attività didattica, quelli che lavorano nella scuola, parlo di insegnanti, amministrativi, devono andare a scuola, non devono stare a casa. Son le attività didattiche che vengono sospese” ha detto Maurizio Landini al termine dell’incontro del governo con le parti sociali. Quanto agli strumenti con cui si affronta il problema “non ci è stato comunicato quali sono, ci è stato indicato come tema generale; gli strumenti con cui il governo sarà al fianco delle famiglie saranno in uno dei provvedimenti che dovrà essere affrontato insieme agli ammortizzatori sociali. Nel merito – ha concluso – non è stato affrontato” e sarà oggetto di approfondimenti tecnici.

“Abbiamo chiesto che se ci sono ammortizzatori sociali nessuna impresa possa licenziare, che sgravi contributivi e fiscali siano legati al fatto che non ci sono licenziamenti anche per il prossimo periodo” dice ancora leader Cgil, Maurizio Landini. C’è poi il “problema di come far ripartire subito gli investimenti”, non possono esserci fasi diverse ma “un collegamento tra quello che fai adesso e la riapertura immediata di investimenti per far ripartire lavoro e economia”, con “strumenti straordinari”.

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