Coronavirus. Il bilancio al 9 marzo: 7985 positivi, 724 guariti, 463 le vittime. I tamponi effettuati 53826. 5 le categorie dei pazienti. Il Coni sospende lo sport italiano fino al 3 aprile

Coronavirus. Il bilancio al 9 marzo: 7985 positivi, 724 guariti, 463 le vittime. I tamponi effettuati 53826. 5 le categorie dei pazienti. Il Coni sospende lo sport italiano fino al 3 aprile

Al 9 marzo, sono 9.172 i casi totali di coronavirus nel nostro Paese, 1.797 più di ieri. Di questi, ha illustrato il commissario all’emergenza Angelo Borrelli nel punto stampa, 7.985 sono quelli attualmente positivi, 724 il totale dei guariti (+102 su ieri) e 463 le vittime (+97). I ricoverati con sintomi sono 4.316, quelli in terapia intensiva sono 733 e 2.936 sono in isolamento domiciliare. Nelle ultime settimane sono stati effettuati 53.826 tamponi. “Per i decessi: l’1% è nella fascia di età 50-59, il 10% 60-69 anni, 21% tra 70-79, 44% 80-89 anni, 14% ultra 90enni. I deceduti perlopiù sono persone fragili con pluripatologie pregresse” ha spiegato Angelo Borrelli, in conferenza stampa a Roma. “Oggi è proseguita l’attività di raccordo con le regioni per la strumentazione necessaria, e abbiamo avviato la consegna di 325 ventilatori respiratori per le terapia intensive e subintensive, la distribuzione parte con la Lombardia”. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha quindi aggiornato i dati dei contagi: i casi positivi sono 5.469, ieri 4.189, l’altro ieri 3.420 e il giorno prima 2.612. I deceduti ad oggi 333, ieri 267, l’altro ieri 154 tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso. L’87% ha più di 75 anni, l’11% ne ha fra 65 e 74 e il 2% fra 50 e 64 anni. I dimessi e trasferiti al domicilio 646, ieri 550 e l’altro ieri 524. In isolamento domiciliare ci sono 1248, ieri 756 e l’altro ieri 722, in terapia intensiva 440, ieri 399 e l’altro ieri 359. I ricoverati non in terapia intensiva 2.802, ieri 2.217 e l’altro ieri erano 1.661 e i tamponi effettuati 20.135, ieri 18.534, l’altro ieri 15.778.  Il 38 enne di Codogno, il cosiddetto ‘paziente uno’, “è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. E’ stato cioè ‘stubato’ in quanto ha iniziato a respirare autonomamente”.

L’epidemiologo Rezza (ISS) su Roma

“I cinesi avevano un tasso di letalità del 2-2,5% e già dicevamo che era sovrastimato, c’è una marea di infetti che non arriva alla diagnosi. Noi quando abbiamo deciso di fare i tamponi solo ai sintomatici ci aspettavamo una crescita del tasso di letalità perché il denominatore si restringe. Dopodiché la popolazione cinese è molto più giovane di quella italiana, ma se stratifichiamo questo dato per fasce di età vediamo che il tasso di letalità in Italia è più basso” ha detto Gianni Rezza (Iss), nel punto stampa alla Protezione Civile. “Quello su Roma è stato un allarme preventivo, sulla scorta di quello che abbiamo visto a Codogno” ha poi aggiunto Rezza, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa alla Protezione Civile sulla situazione della capitale alle prese con Covid-19. “Ora, se vediamo anche un piccolo aumento in una località lontana dalla” vecchia “zona rossa, è giusto attenzionarla”, ha spiegato Rezza. Ed è stato corretto, secondo l’esperto, estendere questa zona di attenzione a tutta Italia, come è avvenuto con il nuovo Dpcm. Intanto, sono oltre 500 i morti in Europa per coronavirus, dopo che le autorità italiane hanno riferito oggi di altri 97 decessi. L’Italia è il paese europeo con più vittime, 463 morti; la Spagna ha registrato 28 decessi e la Francia 21. Oggi i primi due decessi in Germania.

Bonaccini. Emilia Romagna: provvedimenti omogenei in tutta Italia

“L’emergenza non è terminata e non sappiamo quando terminerà” dice il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in diretta facebook dalla sede della Regione, esortando gli emiliano-romagnoli “a non prendere sottogamba le indicazioni e a spostarsi solo per necessità impellenti”. “Dobbiamo cambiare le nostre abitudini – ammonisce – facciamolo per noi e i nostri familiari”. “Ho fiducia nella nostra gente – assicura -, dimostrate ancora una volta il vostro consueto senso civico. Sarà dura ma non ho dubbi che ce la faremo”. Bonaccini, poi, dà un “grande abbraccio” virtuale “alle persone colpite da coronavirus e ai loro familiari” e fa un “grande ringraziamento ai direttori generali delle aziende sanitarie locali, ai medici, infermieri, operatori sanitari, medici e farmacisti che hanno dato una risposta straordinaria”. “Domani – annuncia – mi verrà presentato un piano per la terapia intensiva e decideremo velocemente come attuarlo”. Intanto, si va verso la chiusura alle 18 di bar e ristoranti in tutta l’Emilia-Romagna, non solo nelle province ‘arancioni’. L’ha prospettato il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in diretta facebook dalla sede della Regione di Bologna, insieme al commissario regionale per l’emergenza, Sergio Venturi. “Ho visto che il sindaco Virginio Merola ha deciso di chiudere bar e ristoranti alle 18 anche a Bologna – sottolinea Bonaccini – ho posto la questione agli amministratori delle quattro province che non sono comprese nel decreto. Valuteremo se farlo in tutta la regione. Io vorrei orientarmi verso un provvedimento perché tutti chiudano bar e ristoranti alle 18. Tutto quello che possiamo omogeneizzare, come misure, si deve omogeneizzare, per il massimo contrasto al virus”. “I dati di oggi sul Coronavirus ci dicono che c’è una diminuzione in percentuale dei casi rispetto ai giorni scorsi ma non ci soddisfano di certo” conclude.

Sono 5 le categorie dei pazienti

Cinque categorie di pazienti divisi in base alla gravità, e per ognuna delle quali vengono indicate la destinazione più opportuna e il trattamento da attuare. E’ questo quanto contenuto nella sintesi del Rapporto Prima Linea Covid-19, pubblicato dalla Simeu, Società italiana della medicina di emergenza urgenza e redatto da alcuni dei direttori di Pronto Soccorso delle zone più colpite dal Coronavirus nel mese di febbraio 2020 in Italia, fra cui Lodi, Piacenza e Padova. Si tratta di un documento che parte dalla raccolta e analisi dei dati clinico-epidemiologici delle prime tre Regioni colpite dal coronavirus, Lombardia, Emilia e Veneto, per passare alle modalità di individuazione dei casi sospetti, alle misure di profilassi attuate nei Dea “epicentro” del contagio, alle modalità di impiego di spazi, presidi e tecnologia e che termina con i percorsi diagnostico-terapeutici in dea e con la gestione dei flussi dei pazienti.

La prima categoria individuata è di chi ha febbre senza insufficienza respiratoria e con la radiografia del torace normale: in questo caso l’indicazione è l’auto-quarantena in attesa dell’esito del tampone. La seconda è di chi ha febbre con la radiografia del torace o l’emogasanalisi indicativi per il focolaio o per l’insufficienza respiratoria modesta: per loro è prevista l’ossigenoterapia o l’osservazione breve intensiva o il ricovero in degenza ordinaria. La terza è di chi ha febbre con insufficienza respiratoria moderata-grave documentata dall’emogasanalisi: per loro, l’ossigenoterapia, la ventilazione meccanica a pressione positiva (Cpap), il ricovero in degenza ordinaria o la terapia subintensiva. La quarta categoria è per i pazienti che si trovano in insufficienza respiratoria con sospetta sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) in fase iniziale o con polmonite complicata: per loro la terapia d’ossigeno, la ventilazione meccanica, l’intubazione orotracheale (Iot) e ventilazione invasiva, con ricovero in terapia subintensiva o in terapia intensiva. L’ultima categoria è per i pazienti che hanno un Ards all’esordio: per loro la Cpap o la Iot e la ventilazione invasiva con ricovero nelle stesse unità di terapia delle precedenti.

Coni, sospese tutte le attività sportive fino al 3 aprile 

Si è svolta al Foro Italico una riunione, indetta dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Confermando che in ogni azione e circostanza la tutela della salute è la priorità assoluta di tutti, al termine della riunione il CONI all’unanimità ha stabilito che: tutte le decisioni prese dalle singole FSN e DSA fino ad oggi sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore; sono sospese tutte le attività sportive ad ogni livello fino al 3 aprile 2020; per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità; di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori; viene altresì richiesto al Governo di inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell’annunciato piano di sostegno economico che possa compensare i disagi e le emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni.

Dopo la consultazione online cha ha coinvolto ormai 14mila studenti, l’Unione degli Studenti incontra la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Dichiara la coordinatrice nazionale Giulia Biazzo: “Non è stata data nessuna garanzia per l’acquisto di pc e tablet né per l’utilizzo del WiFi per chi ne ha bisogno: il Ministero sta raccogliendo i dati e sulla base dei quali stabilirà quante richieste può soddisfare. E’ grave che a causa della mancanza di finanziamenti strutturali al diritto allo studio che abbiamo sempre denunciato in questa situazione di emergenza ci siano studenti a cui viene negato di poter studiare!”. “Rispetto ad eventuali modifiche all’esame di maturità o al posticipo della fine dell’anno scolastico, per ora non cambia nulla. Queste misure” riporta Biazzo “saranno prese in considerazione solo se la sospensione didattica verrà prolungata oltre al 15 Marzo (3 Aprile per la zona rossa). Per precauzione stiamo preparando proposte alternative di esame”. “Su didattica online, prove Invalsi, PCTO e recupero non c’è nessuna novità” continua l’UdS “ad oggi resta tutto a discrezione del docente; ciò continuerà a provocare disparità, confusione e modalità di didattica e valutazione sbagliato: pretendiamo che sia garantito a tutti il diritto al recupero!”. “Il Ministro dell’Economia nel frattempo sta elaborando un decreto per provvedere ai rimborsi delle gite scolastiche, che però probabilmente verranno erogati tramite voucher alle famiglie. Ribadiamo infine l’appello alla responsabilità fatto dalla Ministra” conclude il sindacato studentesco. “E’ fondamentale diffondere solo le notizie ufficiali, e rispettare scrupolosamente tutte le indicazioni delle autorità per contenere l’emergenza”.

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