Coronavirus. Al 25 marzo 74.386 i contagi, 7.503 i decessi, 9.362 i guariti. Un lieve calo. La Spagna supera la Cina per numero di decessi. Conte alla Camera

Coronavirus. Al 25 marzo 74.386 i contagi, 7.503 i decessi, 9.362 i guariti. Un lieve calo. La Spagna supera la Cina per numero di decessi. Conte alla Camera

Un’apparente stabilizzazione della curva epidemiologica che però non deve farci abbassare la guardia. Per il quarto giorno consecutivo il trend del contagio da coronavirus è in calo ma il messaggio che arriva dalla Protezione civile è sempre lo stesso: mantenere alta la concentrazione. Sono 74.386 i casi totali di coronavirus in Italia, 5.210 in più di ieri. In lieve calo rispetto all’incremento comunicato 24 ore fa, 5.249. Di questi, 57.521 sono gli attualmente positivi (un aumento di 3.491, meno dei 3.612 di ieri), 9.362 i guariti (+1.036 contro +894 di ieri), e 7.503 i morti con 683 decessi in più, dato anche questo in calo (ieri erano stati 743). I numeri sono stati resi noti nel punto stampa in Protezione Civile, a Roma, che si è tenuto anche in assenza del commissario Angelo Borrelli, ma con Luigi d’Angelo, coordinatore dell’ufficio. Secondo la tabella sono 23.112 le persone ricoverate con sintomi (erano 21.937 ieri), 3.489 in terapia intensiva (contro 3.396 di ieri) e 30.920 in isolamento domiciliare (erano 28.697 ieri). “In campo ci sono 9600 volontari che si aggiungono alle altre forze di polizia e alle forze armate che stanno operando sul territorio. Ci sono 720 tende pre triage”, ha detto D’Angelo. Secondo i dati resi noti dalla Protezione civile risultano ad oggi 683 deceduti e 1036 persone guarite. La Lombardia continua ad essere la prima regione tra quelle in prima linea nella lotta al coronavirus. Secondo i dati diffusi dalla Protezione civile ci sono in Lombardia 20.591 casi positivi, un sostanziale incremento rispetto ai 19.868 di ieri. Il lodigiano, primo focolaio covid-19 d’Italia, dà una speranza a tutto il paese. Se infatti il lodigiano oggi registra soli 24 casi, per il secondo giorno consecutivo a Codogno, il paese di Mattia, paziente 1, non ci sono casi di contagio.

Il contagio nel mondo. Anche la Spagna supera la Cina per numero di decessi 

Il numero dei morti per coronavirus nel mondo ha superato la soglia delle 20mila vittime. Secondo i dati aggiornati della John Hopkins University, le persone decedute a livello globale sono 20.550, mentre i contagi sono 454.398 in 172 paesi. Le persone guarite sono 112.982. E ormai sono oltre tre miliardi le persone costrette a restare chiuse in casa a causa dei provvedimenti presi dalle autorità per arginare la diffusione del micidiale nuovo virus. Ogni continente, se si eccettua l’Antartide, ormai è interessato. Anche la Spagna, come l’Italia, ha superato la Cina per numero di morti. E in Gran Bretagna c’è un contagiato illustre, il 71enne principe Carlo (ma la moglie, Camilla, è negativa al test). In Cina le autorità dello Hubei hanno abbassato il livello di rischio a Wuhan da alto a medio. Cinque distretti della città da cui si è diffusa l’epidemia sono ora classificati a rischio “basso”, mentre altri otto sono a rischio “medio”. In tutto lo Hubei non ci sono più aree a rischio “alto”. Le Borse europee hanno chiuso in deciso rialzo dopo una seduta in volatile. Wall Street procede in netto rialzo con il Dow Jones sopra al 5%. Prezzi del petrolio in rialzo con il Brent sopra i 27 dollari e il Wti sopra i 24.

Il Parlamento torna in campo. L’informativa alla Camera del presidente Conte

A ranghi ridotti, anche perché non ci sono votazioni e dunque non serve il plenum. Ma Camera e Senato si riprendono la scena esercitando il loro potere di controllo. Prima con un question time “rafforzato”; poi con una informativa urgente del presidente del Consiglio. Ad ascoltare Conte, che per la prima volta parla alla Camera (lo farà giovedì in Senato) dell’emergenza coronavirus c’è un’Aula piena quanto si può. I gruppi si sono accordati per far venire nell’Emiciclo un sesto dei propri deputati in modo da garantire le distanze e ridurre al massimo la possibilità di contagio. In Aula ci sono un centinaio di deputati ad ascoltare Conte, che parla dai banchi del governo ben distanziato da sette ministri: nessuno di loro indossa mascherina e guanti che invece usano parecchi deputati ed i commessi. Per chi c’è, pur se con addosso guanti e mascherina distribuiti all’ingresso dell’Aula da un infermiere, è un ritrovarsi dopo un bel po’. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato per circa un’ora nell’Aula della Camera per una prima informativa al Parlamento sull’emergenza coronavirus. Il premier ha tracciato un bilancio delle cose fatte fino a oggi e anticipato alcune delle prossime mosse.

“Il dl Cura Italia è solo il primo passo, di carattere emergenziale: ci rendiamo conto che questo intervento, seppur significativo, non trascurabile, non è sufficiente. Per questo stiamo in queste ore lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità, al credito di cui il Paese ha tanto bisogno. Con il nuovo intervento normativo, confidiamo di pervenire con uno strumento complessivo altrettanto significativo” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso dell’informativa che sta tenendo in Aula alla Camera. “Non sono in condizione di dare cifre esatte, ma sarà altrettanto significativo – ha assicurato – Interverremo con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto. Il governo sta valutando tutte le iniziative per assicurare alle imprese, alle famiglie, ai lavoratori la liquidità necessaria per superare questo momento di grande ristrettezza”. “Dobbiamo lavorare già oggi per il rilancio di domani – ha rimarcato Conte – per semplificare la nostra P.A., la burocrazia. Per dare impulso agli investimenti pubblici e privati quando la nostra economia tornerà a correre”. “Abbiamo ravvisato nel Dpcm lo strumento giuridico più idoneo, perché agile, flessibile, in grado di adattarsi alla rapida, spesso imprevedibile evoluzione del contagio e alle sue conseguenze”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricostruito la gradualità delle misure adottata nelle ultime settimane, dopo il varo del primo Dl sull’emergenza coronavirus. E sempre, ha puntualizzato, “sulla base delle indicazioni provenienti dal comitato tecnico-scientifico”. Conte ha fatto rilevare, in particolare, che “il nostro ordinamento non conosce, a differenza di altri ordinamenti giuridici, un’esplicita disciplina per lo stato di emergenza, abbiamo dovuto costruire, basandoci sulla legislazione vigente, un metodo di azione e di intervento che mai è stato sperimentato prima”.  “La produzione” di mascherine “avviene prevalentemente fuori dall’Italia e per questo abbiamo avuto una iniziale difficoltà di reperimento per l’emergenza mondiale e con il mercato quindi saturo. La diffusione internazionale del virus ha comportato la lievitazione dei prezzi, distorsioni del mercato, il blocco delle esportazioni adottato da molti Paesi produttori e difficoltà per la necessità di dover pagare in anticipo la merce anche a fronte del grande rischio di doversi avvalere di intermediari poco trasparenti e propensi a truffe internazionali” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante l’informativa sull’emergenza coronavirus nell’aula della Camera.  “L’emergenza ci mostra l’importanza di tutelare le nostre industrie di interesse strategico, alla luce di un’ampia serie di rischi epidemiologici, ambientali, sismici ma anche informatici e geopolitici. Non possiamo trascurare nulla. I più preziosi asset del Paese vanno protetti con ogni mezzo” ha detto ancora il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un passaggio del suo intervento alla Camera. “Non sono in condizione di dare cifre esatte – ha spiegato il premier -, ma si tratterà di uno strumento complessivo altrettanto significativo. Dobbiamo lavorare anche per semplificare la nostra Pubblica amministrazione, la nostra burocrazia”. Ne è seguito un dibattito vuoto e surreale, almeno quanto l’impressione che dava l’Aula.

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