Coronavirus. Al 15 marzo, 24747 i contagi totali, 2335 i guariti, 1809 i decessi. La situazione nel mondo. Sindacati sanità sul piede di guerra. Guerra tra governo e i presidenti Zaia e Fontana

Coronavirus. Al 15 marzo, 24747 i contagi totali, 2335 i guariti, 1809 i decessi. La situazione nel mondo. Sindacati sanità sul piede di guerra. Guerra tra governo e i presidenti Zaia e Fontana

Sfondata quota 20mila attualmente malati di coronavirus. In Italia sono per l’esattezza, ad oggi, 20.603 (+2.853 in un giorno). Il totale di persone finora coinvolte dall’epidemia è di 24.747 cui si aggiungono 2.335 guariti (+369 rispetto a ieri) e 1.809 morti (+368 rispetto a ieri). In terapia intensiva sono 1.672 (+344) i pazienti, mentre i ricoverati con sintomi sono 9.663 (+2.237) e 9.268 (+3.067) i positivi in isolamento domiciliare. Il dato è stato fornito dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel consueto briefing pomeridiano tenuto con il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, per fare il punto sulla situazione nel Paese. Si contano le prime vittime in Calabria (1) e in Sardegna (2). Finora la Lombardia conta 1.218 deceduti, l’Emilia Romagna 284, il Veneto 63, il Piemonte 81, le Marche 46, la Liguria 33, il Lazio 16, la Puglia 16, il Friuli Venezia Giulia 14, la Campania 9, la Toscana 8, la provincia di Trento 6, quella di Bolzano 5, l’Abruzzo 3, la Sicilia 2, l’Umbria 1, la Valle d’Aosta 1. Nessuna vittima in Molise e in Basilicata. Per quanto riguarda i pazienti in terapia intensiva a livello di regioni, la Lombardia ne conta 767, l’Emilia Romagna 169, il Veneto 129, il Piemonte 171, la Toscana 107, le Marche 98, Liguria 66, Lazio 31, Abruzzo 28, Campania 22, Trento 19, Friuli 12, Sicilia 15, Umbria 13, Puglia 6, Calabria 6, Bolzano 4, Molise 4, Valle d’Aosta 3 e Basilicata 2.

La pandemia di Covid-19 continua intanto a diffondersi inesorabilmente nel mondo, a ritmi diversi ma senza risparmiare nessuno e il segretario generale dell’Onu Guterres ha avvertito del rischio di recessione globale. Superati i 6 mila morti. Solo la Cina ha invertito la rotta con i 20 contagi registrati oggi, di cui 16 provenienti dall’Estero. Aumentano i numeri anche in Giappone (1.484 casi e 29 morti), negli Stati Uniti (quasi 3 mila casi e 57 decessi) dove il governatore di New York ha chiesto a Trump di mobilitare l’esercito, in Iran con 1.200 positivi solo nelle ultime 24 ore, il totale è 13.938 casi e 724 morti. Impennata di casi anche in Olanda. In Francia si vota per le comunali ma l’affluenza è in netto calo al 38,7%, e rispetto al 2014 è il 16% in meno. Raddoppiano i contagi in Malaysia, arrivati a 428, dopo un evento in una moschea nella capitale a cui hanno partecipato oltre 10 mila persone. La Gran Bretagna mette in conto una possibile quarantena di quattro mesi per gli over 70. Dopo un primo caso positivo di un turco tornato dall’Arabia Saudita, Ankara ha disposto la quarantena per 10 mila persone rientrate dal pellegrinaggio. Pechino, città, e l’Australia hanno chiesto la quarantena gli arrivi. In Africa, intanto, si registrano i primi contagi nelle Seychelles e in Congo.

I sindacati al governo: dove sono le mascherine? Intollerabile la penuria

Lettera dei sindacati ai vertici di governo e degli organi che gestiscono l’emergenza coronavirus: alcuni provvedimenti sono “sbagliati” e si riscontrano “inefficienze” organizzative “insopportabili” e pericolose, attaccano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo insieme ai rappresentanti delle categorie del comparto sanitario e della funzione pubblica nella lettera al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza e al commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. C’è “un’intollerabile situazione relativa alla scarsità e alla inadeguatezza nella diffusione dei dispositivi di Protezione Individuali che riguarda sia le strutture sanitarie che le strutture sociosanitarie residenziali del nostro paese”, si legge nel testo, dove si denuncia la recente “distribuzione in diverse regioni, da parte delle aziende sanitarie, di mascherine in tessuto sintetico che non possiedono i requisiti necessari per garantire l’adeguata protezione a chi opera nelle strutture direttamente dedicate alla cura del Covid-19”. Questo, rilevano, “sommato alla oramai cronica scarsità dei dispositivi che porta le aziende a veri e propri razionamenti degli stessi, ove presenti, oltre a mettere a repentaglio la salute degli operatori e delle persone che – in ambito lavorativo e privato – entrano in contatto con loro, sta generando un diffuso e fortissimo malumore” nel personale. A ciò si aggiunga, proseguono nella lettera, “lo sconcerto e la rabbia generata nei professionisti” della norma che stabilisce che i sanitari esposti a pazienti Covid-19 non siano più posti in quarantena, prevedendone la sospensione dal lavoro solo in caso di sintomaticità manifesta o di positività acclarata. Una norma questa “profondamente sbagliata e che va quanto prima corretta”.

E intanto in Lombardia e Veneto, i presidenti leghisti Fontana e Zaia operano come se fossero capi di Stato. L’ira del governo Conte

L’unità nazionale chiesta e ottenuta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo video intervento sembra essere durata poco più di una settimana. Alla vigilia del Consiglio dei Ministri convocato per varare il decretone contenente le misure sanitarie e le misure economiche per fare fronte all’emergenza Coronavirus, si rialzano i toni fra maggioranza e opposizione. E non solo. A dare fuoco alle polveri, dopo giornate di tensioni latenti, è stato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha accusato il governo di scarsa attenzione per quanto accade nella sua regione. E questo nonostante il governo abbia raccolto, la scorsa settimana, l’appello della Lombardia a emanare misure restrittive più stringenti. “Credo che ci sia una percezione sbagliatissima a Roma e non solo”, dice Fontana. Un ‘corpo a corpo’ con il presidente del Consiglio che si è arricchito anche della nomina di Guido Bertolaso – ex capo della Protezione Civile con poteri di Commissario straordinario ai tempi del terremoto in Abruzzo – per la costruzione di un ospedale nella Fiera di Milano. All’attacco di Fontana risponde, durissimo, il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, che da giorni guida la cabina di regia Stato-Regioni istituita alla Protezione Civile: “Non c’è né tempo né voglia per rincorrere polemiche o sciacalli. Se ci sono avvoltoi che intendono spargere altri virus in un momento così delicato per l’Italia sappiano che stanno gettando fango su migliaia di italiani che in questo momento combattono una delle prove più dure del paese dopo la seconda guerra mondiale”. Il nome di Bertolaso era stato fatto anche da Matteo Renzi e dall’opposizione, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni in testa, per affidargli l’incarico di Commissario Straordinario all’emergenza, al posto di Borrelli. Palazzo Chigi, al contrario, ha preferito nominare Domenico Arcuri commissario per gli approvvigionamenti di dispositivi medici. Il sospetto di parte della maggioranza è che la richiesta di nominare Bertolaso fosse motivata non dalla necessità di gestire meglio l’emergenza, ma allo scopo di ‘oscurare’ l’immagine del premier.

Il Veneto, a sua volta, attiva il ‘bazooka’ sanitario: per evitare situazioni di crisi come in Lombardia, e nell’incertezza di quando sarà il picco pandemico, Luca Zaia alza il livello delle misure di contenimento del virus. La Regione darà il via ad un maxi-monitoraggio della popolazione con i “tamponi su strada”, davanti a supermercati e uffici postali, e intanto ha predisposto un piano di ospedali dedicati Covid-19. Uno per ognuna delle 7 province, portando la dotazione totale a 3.000 posti letto. Ciò per rispondere all’ipotesi della maggior pressione possibile. Sui ‘tamponi di massa’, però, arriva la fredda risposta dell’Istituto Superiore di Sanità: “Siamo inseriti in un contesto internazionale e abbiamo una continua collaborazione con l’Oms, il fatto che altri Paesi europei adottino nostre stesse misure dà la dimensione che è importante essere coordinati. Il parere del comitato tecnico scientifico è quello espresso a livello internazionale” ha detto il presidente Silvio Brusaferro.

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