Coronavirus. A questo punto serve un segnale per chiarire, tranquillizzare, responsabilizzare. Da chi se non da Mattarella?

Coronavirus. A questo punto serve un segnale per chiarire, tranquillizzare, responsabilizzare. Da chi se non da Mattarella?

Chiuse per due settimane le scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia: una misura straordinaria, di cui non si ha memoria, almeno per quel che riguarda il recente passato; e altri, non meno urgenti e gravosi provvedimenti. Decisioni di cui non si contesta la necessità, l’urgenza; sicuramente saranno state adottate dopo attenta valutazione; comunque destinate a “pesare”; inevitabilmente avranno ricadute e ripercussioni: come “immagine” del nostro Paese all’estero, dove già siamo “osservati” con preoccupazione e diffidenza; e che comporteranno ulteriori disagi e sacrifici per le famiglie, specie quelle con bambini i cui genitori lavorano. Sono giorni, questi, dove – soprattutto nei cosiddetti “social” – accade di leggerne di ogni colore: “informazioni” diffuse irresponsabilmente da irresponsabili: che sfogano le loro frustrazioni e carenze psicologiche al pari di quegli stolti imbecilli che, protetti dall’anonimato, inneggiano al fascismo e al razzismo.

La difficoltà di contrastare il Coronavirus, il suo essere ancora un qualcosa di “oscuro” che non si sa come combattere, alimenta ogni sorta di fantascientifica teoria; si sollevano polveroni proprio quando sarebbero  necessarie parole chiare, precise: che spieghino in modo “elementare” come stanno le cose; capaci di stroncare sul nascere le strumentali polemiche che alcuni politici scientemente alimentano, nella speranza di accattare qualche consenso, facendo leva sulla comprensibile paura provocate da minacce sconosciute. Per questo, urgono “messaggi” da parte di persone in grado di parlare al cuore e al cervello del popolo che siamo. Di questo, c’è soprattutto necessità: senso di responsabilità, e consapevolezza; limpidi esempi di compostezza che possono venire solo da una persona che per il suo operato, e per il ruolo istituzionale che ricopre, risulta credibile, autorevole. Im breve: ci si permette di suggerire che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si avvalga delle sue prerogative: mandi un messaggio alle Camere, e attraverso esse, a tutto il Paese. Un “messaggio” diffuso a reti unificate, pubblicato sui giornali. Un “segnale” forte all’intera “nazione”, come s’usa fare nei momenti dell’emergenza; che al tempo stesso chiarisca, informi, tranquillizzi, fughi ansie e timori, renda tutti responsabili e partecipi.

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