Coronavirus. 1577 i contagiati, 34 i decessi ma salgono a 83 i guariti. Scuole e università: lezioni sospese ancora fino all’8 marzo in 4 regioni. Landini e Boccia al governo: agire in fretta

Coronavirus. 1577 i contagiati, 34 i decessi ma salgono a 83 i guariti. Scuole e università: lezioni sospese ancora fino all’8 marzo in 4 regioni. Landini e Boccia al governo: agire in fretta

Dai dati aggiornati della Protezione civile, 1.577 persone risultano positive. I guariti sono 83 (+33 oggi), mentre i deceduti sono 34 (+5 oggi): questo numero, però, “potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso”. Sono 798 i contagiati in isolamento domiciliare, senza sintomi, mentre 639 i ricoverati con sintomi. Il 9% – 140 persone di cui 106 in Lombardia – si trova in terapia intensiva. Nel dettaglio regionale, i casi accertati in Lombardia sono 984 (i casi ad oggi positivi al tampone del Coronavirus nella provincia di Milano sono 46, di cui 18 in città), 285 in Emilia-Romagna, 263 in Veneto, 25 in Liguria, 17 in Campania, 49 in Piemonte, 13 in Toscana, 25 nelle Marche, 6 nel Lazio, 9 in Sicilia, 3 in Puglia, 5 in Abruzzo, uno in Calabria e nella Provincia autonoma di Bolzano. Ad oggi sono stati effettuati 21.127 tamponi.  “In questo momento vediamo ancora un’accelerazione nel numero dei nuovi casi. Un’accelerazione attesa, purtroppo, e dovuta al fatto che le misure di contenimento sono state messe in atto a praticamente da una settimana e il tempo di incubazione medio è intorno a 4-5-6 giorni, mentre il tempo massimo è intorno ai 12-13 giorni. Prima di vedere un eventuale effetto, che ci aspettiamo e speriamo di vedere presto, dobbiamo chiaramente aspettare almeno un’altra settimana, 10 giorni” ha detto Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, in conferenza stampa alla Protezione civile sull’emergenza coronavirus. “I casi gravi – spiega – sono una frazione piccola dei casi totali, è chiaro che meno casi totali abbiamo minore è anche il numero dei casi gravi”. Va considerato, ricorda l’esperto, che “abbiamo una popolazione particolarmente anziana, che dobbiamo proteggere, continuando a mettere in atto misure di contenimento che possano ridurre la circolazione virale e il numero totale di casi”.  “I primi casi, retrospettivamente ed ufficialmente, risalgono all’inizio del mese di febbraio, ma l’infezione probabilmente già circolava in parte nella seconda metà del mese di gennaio. Su questo stiamo facendo verifiche e quando presenteremo i dati potremmo fare delle ricostruzioni retrospettive oltre che delle proiezioni” ha affermato il professor Giovanni Rezza.

Resta la sospensione della didattica fino all’8 marzo nelle scuole e nelle università di Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, alle si aggiungono il Friuli Venezia Giulia e la provincia marchigiana di Pesaro e Urbino, mentre in Piemonte e in Liguria si dovrebbe tornare alla normalità entro il 7 marzo. Ecco quel che recita il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, immediatamente esecutivo “le Università e le Istituzioni di cui al precedente periodo assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni”.

Maurizio Landini e Vincenzo Boccia. L’appello: il governo agisca in fretta

Mercoledì al governo “chiederemo di agire in fretta”. E’ questo il messaggio che il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il segretario della Cgil Maurizio Landini porteranno all’incontro convocato dal premier Giuseppe Conte con imprese e sindacati il prossimo 4 marzo per fare il punto sull’emergenza del coronavirus e le ricadute che avrà sull’economia italiana. “L’azione del governo deve essere immediata”, ha sottolineato Boccia, intervistato da Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’. “La dimensione economica è diventata un’emergenza” e il governo deve ora “fare un salto di qualità”, perché “le polemiche” non servono a nulla in una situazione così delicata, ha spiegato il presidente di Confindustria. In un contesto emergenziale “la capacità di decisione e di azione di un Paese è determinante”. Un messaggio tra le righe rivolto al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che ha annunciato, non prima di venerdì prossimo, un nuovo pacchetto di aiuti da 3,6 miliardi di euro da finanziare in deficit. “Non basta chiedere un po’ più di flessibilità all’Europa – ha commentato Boccia – bisogna essere protagonisti di una stagione riformista europea e chiedere un grande piano infrastrutturale transeuropeo da 3mila miliardi di euro”. Impensabile invece “concentrare adesso le risorse su un Green New Deal”, perché è necessario usare tutte le risorse disponibili per attivare infrastrutture e cantieri. Già a fine febbraio imprese e sindacati avevano sottoscritto un comune appello indirizzato al presidente Conte per rilanciare gli investimenti. “La domanda privata” inevitabilmente arretrerà, spiega Boccia, anche se l’epidemia di coronavirus dovesse finire oggi non sarebbe automatica la sua ripresa. Per questo occorre sostituirla con la domanda pubblica. E questo si può fare attivando quanto prima i cantieri. “Il modello ponte Morandi deve riguardare tutte le infrastrutture”, ha spiegato il presidente di Confindustria sottolineando che il rilancio dell’economia non è antitetico alle misure sanitarie. “Serve un’azione di sistema”, ha rilanciato Landini, “siamo bravi ad affrontare l’emergenza” ma occorre una risposta strutturata. E oggi, con il diffondersi del coronavirus paghiamo il prezzo di “non aver investito a sufficienza nella ricerca e di non aver fatto assunzioni”, tanto che dalla Regione Lombardia è arrivata la proposta di inserire nel dpcm la possibilità di assumere medici e infermieri in pensione per far fronte alla mancanza di personale sanitario. “Una contraddizione assurda”, ha commentato il segretario della Cgil. “Bisogna sbloccare assunzioni e investimenti”, perché “è lavorando che si sconfigge il virus”. Sia Boccia sia Landini si sono detti pronti ad avviare una cabina di regia stabile per far fronte all’emergenza coronavirus. “All’incontro con Conte porteremo proposte concrete – ha anticipato Landini, e una di queste sarà l’istituzione di “un’Agenzia nazionale per lo sviluppo che, come avviene già in altri paesi Ue, possa coordinare gli indirizzi e gli investimenti”.

Anche lo scrittore Luis Sepulveda, cittadino cileno residente in Spagna, e molto amato in Italia, è stato contagiato dal Coronavirus. Lo riferisce la stampa spagnola. Lo scrittore è stato in visita nel Nord del Portogallo dal 18 al 23 febbraio, e ha iniziato ad accusare i sintomi il 25 febbraio. Il governo di Lisbona ha chiesto informazioni all’esecutivo di Madrid su Sepulveda perché sta tentando di ricostruire il percorso di contagio del virus. Il Coronavirus fa chiudere a Roma la chiesa di San Luigi dei Francesi. L’edificio, a due passi dal Senato, serra i battenti su richiesta dell’Ambasciata di Francia, dopo il caso di un prete residente in Italia, risultato positivo al Covid-19. Chiusa anche Sant’Ivo dei Bretoni, altra chiesa molto frequentata dai francesi che vivono o visitano Roma. Il prelato risultato positivo, un 43enne di base a Roma, è rientrato in Francia in auto nei giorni scorsi, ed è attualmente ricoverato all’ospedale parigino ‘Bichat’. I media d’Oltralpe rassicurano sulle condizioni del malato, ma la chiusura dei due luoghi di culto, in pieno centro, preoccupa la capitale italiana mentre si assiste, da una settimana, al diffondersi dell’infezione in altre Regioni italiane. Cinema, teatri e locali di intrattenimento soffrono il calo di clienti nel primo weekend dopo l’esplosione dell’emergenza, anche se la situazione, sottolineano le istituzioni, è sotto controllo.

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