Conte vara un nuovo decreto: “Italia zona protetta”, estende divieti e regole, sospende scuole e università fino al 3 aprile, reclude tutti. Così Bruxelles darà il via libera al deficit?

Conte vara un nuovo decreto: “Italia zona protetta”, estende divieti e regole, sospende scuole e università fino al 3 aprile, reclude tutti. Così Bruxelles darà il via libera al deficit?

Italia zona protetta, questo il titolo del nuovo decreto presentato dal presidente Conte in serata a reti unificate. Cosa voglia dire davvero, questo tuttavia ancora non è chiaro. Si estenderanno le norme e i divieti contenuti nel decreto dell’8 marzo, ma nessuno sa dire, e neppure Conte, come si esca dalle ambiguità e dagli equivoci, soprattutto sulla mobilità di persone e merci. Italia zona protetta: va bene, ma si farà uno sforzo per spiegare a tutti gli italiani cosa ciò voglia dire? Non basta sussurrare che è meglio “restarsene a casa”. Non appare convincente questo baratto tra la libertà fondamentale del movimento e la sicurezza, come se davvero tutti gli italiani fossero assieme contagiosi e contagiati. L’unica autentica legittimazione di questa scelta appare dettata dalle difficoltà sorte nel sistema sanitario nazionale, che pure ha dato prova di enorme professionalità e preparazione. C’è però qualche sospetto relativamente alla posta in gioco con quest’ultimo provvedimento: di fatto, con questa emergenza, l’esecutivo in un solo colpo scavalca, nei poteri, le Regioni e il Parlamento (si tratta di Decreti del presidente del Consiglio, immediatamente esecutivi, che gli conferiscono poteri enormi in una Repubblica parlamentare); il presidente del Consiglio utilizza l’emergenza per dettare perfino comportamenti morali a tutti i cittadini, soprattutto ai giovani; si ha l’impressione che ora l’emergenza da coronavirus possa trasformare spazi cittadini, strade, locali chiusi e aperti in un immenso Stato di polizia. Sospettiamo che la posta in gioco non sia il contagio, ma qualcosa di più grave e più complesso (ed è la ragione del plauso unanime delle destre) che il resto d’Europa ha finora rifiutato: uno Stato di sudditi reclusi. E tutto ciò anche per convincere Bruxelles ad allentare il rigore sul deficit, la cui richiesta pare abbia toccato i 10,3 miliardi. Si spera che la democrazia manifesti i giusti anticorpi per vigilare su questa deriva.

La conferenza stampa di Giuseppe Conte

“Tempo non ce n’è. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi e dei deceduti. Ho deciso di adottare misure ancora più forti per contenere l’avanzata del Coronavirus. Sto per firmare il provvedimento #Iorestoacasa. Non ci sarà più una zona rossa. L’Italia sarà zona protetta” ha detto dunque il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, a Palazzo Chigi. “Le nostre abitudini vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo”. Il presidente del Consiglio ha spiegato che le nuove misure del dpcm saranno in gazzetta ufficiale questa sera ed entrano in vigore domani mattina. “Abbiamo sentito anche i presidenti delle Regioni questa mattina, tutti hanno condiviso l’estensione delle misure – ha spiegato -. Chiaramente ho informato anche il Presidente della Repubblica”.  “Bisogna evitare su tutto il territorio della Penisola gli spostamenti, possibili solo se motivati e richiesti con autocertificazione, le dichiarazioni devono essere veritiere o ci si espone a reato – ha aggiunto -, c’è il divieto degli assembramenti all’aperto e dei locali aperti al pubblico. Per quanto riguarda le manifestazioni sportive, non c’è ragione per cui proseguano le gare, penso anche al campionato di calcio, tutti anche i tifosi devono prenderne atto. Portiamo la sospensione delle attività didattiche sia nelle scuole che nelle università fino al 3 aprile”. Non è invece all’ordine del giorno una limitazione ai trasporti pubblici. Sullo scostamento del deficit Conte ha spiegato che è stata concordata in Ue una richiesta per 7,5 miliardi, ma si sta ragionando sulla possibilità di fare una richiesta un po’ piu’ elevata.  “E’ mio auspicio coinvolgere le opposizioni vista la gravità del momento. Domani ci sarà un confronto con le opposizioni per discutere sulle misure economiche – ha proseguito -. C’è un contatto, questa mattina ho sentito anche Salvini,la responsabilità è la nostra ma è giusto che le opposizioni siano coinvolte. Non è facile – ha concluso Conte – sono consapevole della responsabilità e della gravità nell’adottare queste misure ma sono costretto a intervenire per proteggere tutti noi e le persone più fragili. Oggi è il momento della responsabilità”, ha concluso.

La reazione del mondo politico è unanime.

Il primo a sposare la linea Conte è il capo politico del M5S, Vito Crimi: “Siamo totalmente concordi con le nuove misure, dobbiamo tutelare i cittadini e in particolare le categorie più fragili”. Il plauso arriva anche da Matteo Renzi, che esulta sia per l’estensione della zona rossa, sia per l’annuncio della disponibilità di Palazzo Chigi a nominare un “super commissario” all’emergenza, proprio come aveva chiesto il leader di Italia viva. Dal Pd è il vice segretario Andrea Orlando a commentare, favorevolmente: “C’è bisogno del sacrificio di tutti per sconfiggere il virus”. Anche le opposizioni – che domani incontreranno Conte capitanate da Matteo Salvini, rimettendo piede a Palazzo Chigi per la prima volta dopo la crisi dell’agosto scorso -, non si sottraggono, seppur con i dovuti distinguo. Per il segretario della Lega è “un primo passo, che apprezziamo, ma non basta”. Per il presidente di FdI, Giorgia Meloni, “allargare la zona rossa ci sta, ma c’è una confusione fuori misura”. Il concetto, comunque, è chiaro: da qualunque angolatura la si legga, questa pagina del nostro Paese finirà dritta nei libri di storia.

Azzolina, chiusura scuole è misura necessaria

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha appena annunciato l’estensione delle misure di contenimento del Coronavirus su tutto il territorio nazionale. Sarà un’unica grande zona protetta. La decisione riguarda anche le scuole: le attività didattiche sono quindi sospese in tutto il Paese fino al 3 Aprile. Già a partire dalle prossime ore forniremo a tutti informazioni più dettagliate, come abbiamo fatto in questi giorni. E’ una misura dolorosa ma necessaria, che condivido. Mi impegno a stare ancora più vicino a studenti e personale scolastico. Andremo avanti affrontando insieme questa emergenza. Le attività si sospendono ma #lascuolanonsiferma” scrive su facebook il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina.

Furlan (Cisl): giusto il provvedimento del Governo

“È giusto il provvedimento di stasera del Governo. Bisogna proteggere la salute dei cittadini. Questa deve essere oggi la priorità. L’Italia può uscire da questa emergenza solo con grande unità e responsabilità, rispettando le ordinanze e le indicazioni della comunità scientifica” scrive a sua volta su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan,

Mettere sul tavolo oltre dieci miliardi.

E’ questa una delle ipotesi che circola nella maggioranza alla vigilia della presentazione del decreto legge che servirà a sostenere le categorie colpite dal coronavirus. Lo scostamento del deficit previsto finora è al 2,5% ma potrebbe arrivare al 2,8%, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riunito nel pomeriggio a palazzo Chigi il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e i capidelegazione della maggioranza proprio per fare il punto sulle misure – soprattutto su quelle economiche – da prendere in questo momento per contrastare il diffondersi del contagio. Si attende domani l’audizione del responsabile di via XX Settembre di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato che avverrà in videoconferenza. Ma è il viceministro Antonio Misiani a confermare oggi che l’orientamento del governo è quello di modificare la linea. L’eventualità di arrivare a 10,3 miliardi dipenderà dal via libera di Bruxelles. L’interlocuzione è in corso ma di fronte alla situazione che si è venuta a creare in Italia dovrebbe arrivare semaforo verde. Soprattutto ora con la caduta di piazza Affari. Le opposizioni e anche Italia viva avevano chiesto di chiudere la Borsa ma è arrivato il no della Consob. Il timore nel governo è che lo spread – oggi arrivato a 227 punti, ai massimi da agosto – possa schizzare ancora più in alto. “A quel punto ogni scenario sarebbe possibile”, taglia corto un esponente della maggioranza. Il Pd e il Movimento 5 stelle in ogni caso fanno quadrato sul governo. Oggi in una riunione in videoconferenza di diversi esponenti della segreteria dem si è ribadita la linea del sostegno all’esecutivo. I fari sono puntati proprio sul decreto, con l’obiettivo di far sì che – spiega Misiani – nessuno perda il posto di lavoro per il Coronavirus.

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