Banche. Unicredit: sindacati, serve confronto continuativo sul piano aziendale

Banche. Unicredit: sindacati, serve confronto continuativo sul piano aziendale

I sindacati incontrano i responsabili commerciali del gruppo Unicredit per conoscere alcuni aspetti essenziali delle politiche portate avanti dall’Istituto. “L’azienda si è impegnata a darci delle risposte sui tanti temi messi sul tavolo. Soltanto successivamente a questo confronto sapremo se ci sarà la reale possibilità delle parti di sviluppare un percorso che dia stabilità italiana a Unicredit e serenità ai lavoratori. Insomma, pretendiamo una discussione a 360 gradi per il futuro del gruppo e dei lavoratori al centro del nostro interesse” scrivono i segretari nazionali della Fabi, First Cisl e Fisac Cgil, Mauro Morelli, Mauro Incletolli e Susy Esposito assieme ai rappresentanti di Unisin dopo l’incontro di oggi con i rappresentanti di Unicredit per discutere il piano industriale. “Quella di oggi era solo la prima riunione e abbiamo preteso che prioritariamente fossero tolte dal tavolo le provocazioni contenute nella lettera di procedura spedita da Unicredit respingendola al mittente. Abbiamo ribadito – proseguono i sindacalisti – che vogliamo negoziare tutte le ricadute del piano sui lavoratori, governando le eventuali situazioni di mobilità e l’incidenza di operazioni, numericamente importanti sulla vita del personale. Vogliamo conoscere l’impatto sul territorio della chiusura dei 450 sportelli dichiarati e le motivazioni, stando attenti anche all’aspetto sociale delle sedi interessate”. Nel corso dell’incontro i sindacati  hanno ribadito “la volontarietà assoluta di eventuali esodi”, circa 5 mila secondo il piano aziendale 2020-2023, affermando che  i numeri dichiarati “sono inaccettabili e che a ogni due esuberi dovrà corrispondere almeno un’assunzione stabile nonché il ripianamento del turn over a qualunque titolo, non essendo questo oggetto di esuberi. Abbiamo chiesto di conoscere la platea alla quale era rivolto il piano esuberi nonché il tempo ipotizzato di permanenza al fondo e ancora le consulenze, i my agent, gli attivi in organico ed eventuali accordi di lavorazioni con realtà esterne. Dovremo anche conoscere i modelli organizzativi e di distribuzione e verificarne fattivamente il funzionamento”, aggiungono Esposito, Incletolli e Morelli e i rappresentanti di Unisin.

Nel corso della riunione i sindacati hanno ribadito alla banca la necessità “assoluta di un confronto continuativo che in maniera inequivocabile metta al centro tutte le problematiche e non ultima la valorizzazione delle risorse umane e della clientela”. I segretari delle organizzazioni sindacali, Mauro Morelli, Mauro Incletolli, Susy Esposito, Fulvio Furlan e Daniela Foschetti, evidenziano che “Unicredit ci racconta gli auspici della banca del futuro, noi abbiamo il dovere di rispondere oggi alle esigenze dei colleghi che cercano di sopperire tutti i giorni alle varie problematiche della clientela, non ultime quelle migratorie dovute alle troppe chiusure delle filiali degli ultimi anni”. Domani ci sarà un’altra puntata di un “piano – proseguono i sindacalisti – che ancora riscontra la ferma opposizione delle parti sociali. L’azienda, in difficoltà, si è riservata di rispondere ad alcuni rilievi su evidenti carenze da noi denunciate. Se la banca pensa in maniera utopica di sostituire le risorse umane con una tecnologia sempre più spinta che non risponde minimamente alle esigenze di una popolazione sempre più anziana, troverà la ferma opposizione di queste organizzazioni sindacali. Abbiamo infatti denunciato che stiamo lontanissimi dal concetto di banca a qualsiasi livello”.

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