Il punto sul coronavirus in Italia. 152 i contagiati, e 3 i decessi. 110 in Lombardia e 21 in Veneto. Le disposizioni del decreto legge. Scuole e università chiuse in tutto il nord. Roma sospende concorsi pubblici nazionali

Il punto sul coronavirus in Italia. 152 i contagiati, e 3 i decessi. 110 in Lombardia e 21 in Veneto. Le disposizioni del decreto legge. Scuole e università chiuse in tutto il nord. Roma sospende concorsi pubblici nazionali

Continuano ad aumentare i contagiati dal Coronavirus in Italia: al momento sono 152 in tutta Italia, comprese le tre vittime e il caso guarito e dimesso dallo Spallanzani. Sono i dati aggiornati forniti dal Commissario Angelo Borrelli. In particolare il conteggio segna 110 casi in Lombardia, 21 in Veneto, 9 in Emilia Romagna. Nel dettaglio, ha spiegato Borrelli, “sono 110 i contagiati in Lombardia, 21 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio. Complessivamente abbiamo 55 persone ricoverate con sintomi, 25 in terapia intensiva, 19 in isolamento, e 27 in verifica”.

La situazione in Lombardia e in Emilia Romagna illustrata dai rispettivi assessori alle Politiche sanitarie

“Non siamo in pandemia, ma è bene limitare assembramenti. I casi positivi sono 112, distribuiti tra Lodi, Codogno, Cremona, Pavia e Milano. Di questi 112, 53 sono in ospedale, 17 in terapia intensiva” ha affermato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della conferenza stampa convocata questo pomeriggio a Palazzo Lombardia per fare il punto e per presentare le azioni per contrastare il contagio contenute nell’ordinanza regionale. Dei 112, 3 sono a Bergamo, 14 a Cremona, 49 a Lodi, 1 in Monza e Brianza, 2 a Milano, 6 a Pavia, 1 a Sondrio e 36 in verifica, ha spiegato Gallera. “Lavoriamo per meccanismi che riducano la diffusione virus. Dopo la prima fase, ora e’ evidente che, vista la presenza in varie regioni e il numero crescente di contagi, stiamo provando a gestire la seconda fase, per contenere la diffusione del virus”. Confermati 9 casi in Emilia Romagna di persone contagiate da Coronavirus prese in carico all’ospedale di Piacenza. “Nessuna e’ in condizioni critiche”, ha spiegato l’assessore alle Politiche per la salute in Emilia Romagna Sergio Venturi, durante una conferenza stampa dopo le misure adottate sul territorio per contrastare la diffusione dl virus. Tutti i contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. Dei nove diagnosticati al virus, 5 sono ricoverati presso il nosocomio piacentino in isolamento, mentre 4 si trovano al proprio domicilio, sempre in isolamento. “Un paziente è ricoverato dal 17 febbraio a Piacenza. Al momento non è più in terapia intensiva. Ha un’insufficienza respiratoria ma non è in condizioni che destano preoccupazione”, ha concluso l’assessore.

Sono tre dunque i decessi in Italia per Coronavirus. Oppure, sarebbe meglio dire, “con” il Coronavirus. Nel senso che di nessuno c’è la certezza che sia stato il virus nato in Cina a uccidere. Il primo caso reso pubblico, un pensionato di 77 anni di Vo’ Euganeo, era già ricoverato da oltre dieci giorni all’ospedale di Schiavonia, nel padovano, per precedenti patologie, quando è morto il 21 febbraio. Mentre il secondo decesso annunciato in realtà risale a prima: un’altra pensionata, 77 anni anche lei è stata trovata morta il 22 febbraio nella sua casa di Casalpusterlengo, nel Lodigiano. Solo post mortem è stato fatto il test, risultato positivo, ma anche lei aveva patologie pregresse. La Regione Veneto ha annunciato comunque un’autopsia per chiarire le cause del decesso. Stesso discorso per la terza vittima, annunciata oggi dalla Regione Lombardia. Si tratta anche in questo caso di una donna anziana, ricoverata a Crema in oncologia, quindi anche lei con una situazione già seria.  La rapida diffusione del contagio al Coronavirus porta l’Italia al terzo posto nella classifica mondiale dei contagiati, superando il Giappone. 1) Cina 77570 2) Corea del Sud 602 3) Italia 155 4) Giappone 135 5) Singapore 89 6) Hong Kong 74 7) Iran 43 8) Thailandia 35 9) Usa 35 10) Taiwan 28.

Le decisioni del governo Conte nel decreto legge varato nella tarda serata di sabato

 Il governo Conte ha varato un decreto che inasprisce l’isolamento per le prossime due settimane delle aree a rischio contagio da Coronavirus e che introduce misure straordinarie al di fuori dalle zone in quarantena che vanno dallo stop delle gite scolastiche in Italia e all’estero, lo stop delle attività lavorative, la chiusura delle università e il divieto di tenere eventi sportivi. Un’opzione, quest’ultima, che scatterà subito per le partite di calcio in programma oggi in Veneto, in Piemonte e Lombardia. A rischio anche il Carnevale di Venezia, che oggi non si è fermato, si è svolto regolarmente, ma è “probabile” che arrivi uno stop e che da domani siano sospesi i festeggiamenti. Dopo questo primo decreto, a breve, il governo ne varerà un altro per aiutare le attività economiche e le imprese colpite, anche al di fuori delle ‘zone rosse’ più a rischio. Il decreto Conte prevede che nelle aree focolaio, in Lombardia e in Veneto, non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni sportive e degli altri eventi così come delle scuole e delle altre attività educative e ludiche. Chi violerà le misure di cautela rischierà conseguenze penali secondo l’articolo 650 del Codice penale. Ci saranno presidi delle forze dell’ordine per far rispettare i divieti di circolazione, di entrata ed uscita e nel caso se necessario si ricorrerà anche alle forze armate. Si allarga anche il raggio di azione delle misure di sospensione delle attività. I ministri competenti potranno decidere di interessare anche aree non focolai” in restanti aree del territorio nazionale. In particolare il ministro dell’Istruzione potrà intervenire per sospendere le gite scolastiche mentre il ministro dello Sport potrà farlo per gli eventi sportivi.

Parole rassicuranti da Conte e dal ministro Speranza

“Abbiamo fatto tutto quanto potevamo fare raccogliendo sempre le indicazioni del comitato tecnico scientifico. Poi diventa un fatto fortuito: se scappa tra le maglie un soggetto con una carica virale, in poco tempo può diffondere un contagio” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ospite a DomenicaIn su RaiUno. “Siamo stati l’unico paese europeo che ha disposto la chiusura dei voli diretti con la Cina. Non solo, sui voli indiretti sono stati sottoposti a controllo 50mila passeggeri al giorno nel solo aeroporto di Fiumicino. Ma per quanti controlli puoi effettuare, c’è un periodo di incubazione e non puoi fare una prova tampone a 50mila viaggiatori al giorno nel solo Fiumicino…”. “Ma è importante – ha aggiunto Conte – anche adesso cercare di contenerlo, non dobbiamo rassegnarci a che ormai ci sia il contagio. Se lo conterremo, come stiamo facendo e confidiamo di fare, tuteliamo la salute dei cittadini e in particolare dei nostri anziani”.  Il ministro della Salute Roberto Speranza collegato dalla sede della Protezione civile ha affermato a sua volta che il governo è “al lavoro e c’è la collaborazione costante con i presidenti delle Regioni coinvolte per rafforzare le misure per il contenimento” del Coronavirus. Speranza lo ha detto intervenendo a “Mezz’ora in più” su Rai3. Il decreto approvato ieri dal Cdm, ha aggiunto il ministro “ci mette nelle condizioni di agire con grande tempestività”. La grandissima parte dei casi è concentrata attorno a due focolai che “abbiamo deciso di isolare”, ha aggiunto per poi precisare: “Occorre la collaborazione dei cittadini. Oggi più che mai abbiamo bisogno di una mano da tutti”. A cominciare col seguire le “semplici” dieci regole messe a punto dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute. “Il Paese è unito”, ma, ha aggiunto Speranza, “chiediamo ai cittadini di fare tutti il possibile” per aiutare a contenere il contagio.

Dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, l’allarme Coronavirus fa chiudere scuole e università 

Un provvedimento precauzionale, adottato dalle varie Regioni visto l’aumento dei contagi, che si combina con la sospensione delle gite scolastiche in Italia e all’estero a partire da oggi. La sospensione delle lezioni a Milano e in tutta la Lombardia sarà per 7 giorni, prorogabile fino a 14, ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Ogni ulteriore decisione si baserà sull’evoluzione della situazione, che viene costantemente monitorata. L’ordinanza firmata dal presidente della Lombardia Attilio Fontana di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza prevede la “sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado” fino ai “master”, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie. Disposizioni simili sono in vigore in Veneto e Piemonte fino al primo marzo: se la situazione sanitaria non dovesse migliorare lo stop potrebbe essere prolungato. “Sappiamo di creare un grave disagio per tutti – ha detto il governatore Luca Zaia – ma la salute viene prima di tutto, non avrei mai voluto firmare un documento del genere”. Lo stop temporaneo delle lezioni, dagli asili alle università, è stato decretato anche in Emilia-Romagna. Anche in Regioni non toccate dal virus sono state disposte chiusure, come misure di massima prevenzione. In Liguria il rettore di Genova ha sospeso per una settimana ogni attività didattica dell’università. Una decisione bollata come “unilaterale” dal governatore Giovanni Toti che spiega: “stiamo predisponendo un’ordinanza regionale condivisa col ministero che preveda elementari precauzioni”. Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha ordinato che in Alto Adige siano chiuse per una settimana le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali). Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso l’Università, Scuola superiore di sanità “Claudiana” e Conservatorio “Monteverdi”. Il Friuli Venezia Giulia ha chiesto al Governo le stesse misure previste nelle regioni vicine: “Scuole chiuse e manifestazioni culturali e sportive sospese a data da destinarsi”. Quanto alla sospensione delle gite scolastiche che il Miur ha sottolineato essere in vigore già da oggi, è arrivata la richiesta dei presidi di fare immediata “chiarezza”. Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che sia il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’istruzione, a disporre la sospensione degli stessi “ma non attribuisce alcun potere di intervento immediato ai dirigenti scolastici nelle more della sospensione”, osservano i dirigenti scolastici. “In particolare, non è chiaro su quale soggetto ricadrebbero i costi delle sospensioni adottate nel frattempo. Per evitare l’apertura di contenziosi sfavorevoli per le scuole – e per le tasche dei genitori – chiediamo che il Ministero chiarisca immediatamente”. Anche la mobilità dei lavoratori della scuola nelle aree interessate dai contagi sarà al centro di un incontro che nei prossimi giorni si svolgerà tra i sindacati e il ministero dell’Istruzione.

Il Campidoglio sospende “a scopo preventivo” tutte le procedure concorsuali nazionali sul territorio di Roma Capitale

La misura è contenuta in un’ordinanza sindacale, adottata nell’ambito delle azioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica COVID-19, volte a prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus. La sospensione avrà validità da domani, lunedì 24 febbraio, fino all’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dal Decreto legge in fase di pubblicazione. Nello specifico, il provvedimento riguarda i due concorsi banditi dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali le cui prove sono in programma il 24, 25 e 26 febbraio 2020 presso la Scuola di formazione e aggiornamento del Corpo di Polizia e del personale dell’Amministrazione penitenziaria di Roma e tutte le altre procedure concorsuali a carattere nazionale che si svolgeranno nel territorio di Roma Capitale.

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