Coronavirus. Sono saliti a 400 i casi positivi, e si comincia a guarire. La Procura di Lodi apre un fascicolo su paziente zero. Conte: “niente panico”

Coronavirus. Sono saliti a 400 i casi positivi, e si comincia a guarire. La Procura di Lodi apre un fascicolo su paziente zero. Conte: “niente panico”

“Sono 400 le persone contagiate, un incremento di 26 persone”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in conferenza stampa. “In Lombardia sono 258 contagiati, 71 in Veneto, 47 in Emilia Romagna. Sono 11 i casi di contagio in Liguria, 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia, 2 in Toscana, 1 a Bolzano, 1 nelle Marche. C’è anche una buona notizia, i due coniugi cinesi che sono ricoverati allo Spallanzani sono guariti, quindi i guariti salgono a 3”, ha aggiunto. Per quanto riguarda le notizie che circolavano su alcuni bambini positivi al coronavirus, Borrelli ha sottolineato che “non disponiamo di informazioni ufficiali, vi pregherei di fare attenzione, non so da dove escano queste informazioni. Quando avremo una informazione su questo ve la daremo. Da quello che so io – ha aggiunto – i casi in Liguria sono tutti concentrati e fanno parte di una comitiva. Non credo che sia assolutamente un nuovo focolaio”. Borrelli ha inoltre spiegato che sulla base dei risultati dei tamponi fatti “meno del 4% ha dato esito positivo, la metà dei positivi non ha bisogno di cure ospedaliere”. I pazienti ricoverati con sintomi sono 128, 36 sono in terapia intensiva, mentre 221 si trovano in isolamento domiciliare. Tre persone sono guarite, mentre 12 sono decedute. Questo l’ultimo bilancio della Protezione civile.  “Come conferma l’Oms, gli affetti da coronavirus per 4 casi su 5 hanno sintomi lievi. Quella dei tamponi è una misura operativa che non riguarda solo le persone che hanno sintomi ma anche chi ha avuto stretto contatto con le persone positive, c’è il massimo livello di attenzione e concentrazione per isolare il virus”. Il capo della Protezione civile ha infine sottolineato che oggi la commissaria della Salute dell’Ue “ha avuto parole di apprezzamento per l’attività condotta dal nostro paese per confinare il contagio definendo le misure adottate in Italia veloci e risolute”.

Procura di Lodi. Fascicolo a carico di ignoti su paziente zero

“In considerazione delle contraddittorie indiscrezioni di stampa emerse nella giornata di oggi in merito ad un accesso dei Nas presso alcuni ospedali del circondario nella giornata di ieri, la Procura di Lodi ritiene opportuno precisare che nella stessa giornata di ieri è stata avviata un’indagine volta ad accertare eventuali responsabilità nella gestione di quello che allo stato sembra essere il paziente zero del più grosso focolaio dell’epidemia che ha determinato l’attuale situazione di emergenza sanitaria del Paese”. Lo si legge in una diffusa della Procura di Lodi. “L’indagine – si legge ancora nella nota – è stata avviata d’ufficio, come consente la legge, a seguito delle concordanti informazioni giornalistiche che evidenziavano ritardi od omissioni nella gestione del predetto paziente e che hanno trovato conferma, proprio nella mattinata di ieri, nelle pubbliche dichiarazioni di un autorevolissimo esponente delle istituzioni”. “L’iscrizione di procedimento – scrive la Procura di Lodi nella nota – allo stato a carico di ignoti, è apparsa doverosa, seppur con la consapevolezza che ogni eventuale responsabilità è tutta ancora da dimostrare nel pieno rispetto delle garanzie difensive. Da parte della Procura di Lodi vi è piena solidarietà per quei sanitari dell’Ospedale di Codogno che sono da considerarsi vittime dell’eventuale reato commesso e che ancora oggi stanno encomiabilmente resistendo alle restrizioni imposte dalle autorità sanitarie. L’indagine è d’altronde volta, in principalità, all’individuazione delle posizioni di garanzia alle quali era connesso l’obbligo di applicare la massima cautela nella gestione della struttura dopo la scoperta del contagio. Per le note restrizioni sanitarie vigenti presso gli uffici della Procura di Lodi non sono previste conferenze stampa”, conclude la nota.

Il presidente del Consiglio Conte: “Niente panico”

È questo il messaggio lanciato dal premier, Giuseppe Conte, per stoppare “reazioni del tutto ingiustificate” che “compromettono la complessiva efficienza del sistema e innescano deprecabili speculazioni sui prezzi di alcuni prodotti”. La diffusione del Coronavirus, che ormai ha sfondato la soglia dei 400 contagiati, sta creando sacche di ansia nel cuore del Paese, ma a volte anche nei centri nevralgici di alcune istituzioni locali. Ecco perché il presidente del Consiglio, nella sua opera di comunicazione a largo raggio sull’emergenza, batte soprattutto su questo punto. Lanciando un avvertimento a chi in questi giorni sta provando a speculare sulla situazione: “L’approvvigionamento alimentare sarà assicurato con apposite misure soprattutto nelle zone cluster”.Conte, inoltre, torna sui suoi passi, dopo la polemica a distanza – anche se smentita da Palazzo Chigi – con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per le parole sui protocolli disattesi al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno: “Noi abbiamo un personale sanitario eccezionale, questo vale per tutte le strutture ospedaliere. Non è il momento delle polemiche, non era questa l’intenzione”. Al premier non va giù lo scatto in avanti delle Marche, con la decisione di chiudere le scuole: “Ci ha sorpreso lo scarto, questo non va bene perché si crea confusione e si creano effetti negativi”.Per Conte non ci sono solo grattacapi, però. Una boccata d’ossigeno arriva direttamente dalla commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, che definisce “non accettabili” i casi di Paesi contro l’Italia. “Vorrei ringraziare i ministri dei Paesi confinanti per aver deciso di tenere le frontiere aperte, evitiamo di prendere misure sproporzionate e inefficaci – sottolinea -. Se ci sono approcci divergenti nell’Unione è un problema, devono essere evitati”. Il primo ringraziamento arriva dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ferma un punto: “I virus non conoscono frontiere né si fermano, quindi c’è bisogno di coordinamento nazionale e internazionale”.Anche dal fronte sanitario iniziano ad arrivare notizie positive, come la guarigione dei due coniugi cinesi e del ricercatore di Luzzara, ricoverati allo Spallanzani di Roma. “I dati reali e la verità sono molto più importanti di qualsiasi ricostruzione approssimativa”, esulta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Che si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “L’Italia è un Paese trasparente, affidabile e sta lavorando intensamente. Bisogna essere uniti e compatti”. Parole che irrompono nel dibattito politico interno, dove Matteo Salvini ribadisce la mano tesa al governo, ma senza modificare di una virgola il giudizio negativo sull’operato del governo: “Se fosse accaduto in Francia o Germania quello che è successo in Italia, penso che Macron o Merkel non avrebbero additato i medici francesi o tedeschi come responsabili”. Il leader leghista vuole un intervento massiccio per drenare risorse nel sistema economico.

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