Coronavirus: Borrelli, 21 decessi, 531 contagiati in Lombardia, sale a 151 numero in Veneto. Borse, la peggior settimana dal 2008. Landini: avviarsi verso graduale riapertura

Coronavirus: Borrelli, 21 decessi, 531 contagiati in Lombardia, sale a 151 numero in Veneto. Borse, la peggior settimana dal 2008. Landini: avviarsi verso graduale riapertura

“Il presidente Conte deve sapere che per noi non bastano i provvedimenti urgenti per le zone rosse… Serve un provvedimento che estenda, nel rapporto con le regioni gli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga, a tutte le forme di lavoro e alle imprese di tutte le filiere produttive e dei servizi coinvolte sia nelle zone rosse che fuori. Occorre un’idea di rilancio complessivo del Paese. Che affronti anche alcune questioni aperte ma dentro un massiccio rilancio degli investimenti. Bisogna trasformare l’emergenza coronavirus in un’occasione per dare una scossa al Paese”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un’intervista a ‘La Stampa’. Per Landini occorre “far ripartire tutte le attività, dall’industria al turismo, dalla scuola alla conoscenza e formazione. Servono investimenti ma anche una cabina di regia: è il momento di varare un’Agenzia per lo sviluppo che coordini cantieri, infrastrutture e azioni per i settori strategici. E una spinta all’università e alla ricerca. Vorrei far notare che sono ricercatori e ricercatrici precarie quelli che stanno facendo le scoperte più importanti per isolare il virus”. Landini tiene a “ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori a cominciare da quelli della sanità, che si sono impegnati al massimo. C’è stata una risposta eccezionale del Servizio Sanitario Nazionale pubblico, e sottolineo con forza pubblico” ma aggiunge che “va rafforzato il coordinamento tra lo Stato e le Regioni, che si è rivelato un punto di grande debolezza”. E poi: “alcune scelte hanno ingenerato una insicurezza tra le persone, come la chiusura delle scuole anche in Regioni dove non era successo nulla. Ora dobbiamo, con grande calma e responsabilità, applicare fino in fondo tutte le misure di sicurezza indicate dagli organismi sanitari internazionali, ma dall’altra bisogna gradualmente andare verso la riapertura di tutte le attività, dalle scuole ai cinema ai teatri”.

Alle 17 di oggi sono 821 i casi positivi al coronavirus in Italia, 46 i guariti e 21 deceduti. La metà dei contagiati (412) sono persone asintomatiche o con sintomi lievissimi, 345 persone sono ricoverate negli ospedali e 64 in terapia intensiva. I dati aggiornati sono stati forniti da Angelo Borrelli, capo della protezione civile e commissario straordinario per l’emergenza. E la vita nelle zone rosse “proseguirà regolarmente”, afferma Borrelli annunciando la riapertura delle Poste da lunedì 2 marzo. “I quattro deceduti di oggi sono tre ultraottantenni e un 77enne e non sono deceduti per il Coronavirus, o meglio la causa potrebbe essere il virus, ma lo stabilirà l’Iss”, ha concluso Borrelli.

La Lombardia è la Regione più colpita con 531 casi risultati positivi: di questi, 235 sono ricoverati e i pazienti in terapia intensiva sono aumentati, passando da 57 a 85. Sono arrivati a 4835 i tamponi elaborati, di questi il 75% negativo, l’11% positivo e il 14% ancora da processare. E dalla Regione Lombardia arriva la proposta di “mantenere per un’altra settimana le misure previste dall’ordinanza di domenica scorsa perché solo con 14 giorni potremo capire se la diffusione passerà da un rapporto di 1 a 2 a 1 a 1”, afferma l’assessore alla Sanità, Giulio Gallera, spiegando che ora “ogni paziente positivo trasmette il virus ad altre 2 persone” e che “se la diffusione si estende gli ospedali andranno tutti in crisi. Le misure adottate con l’ordinanza di domenica sono valide perché permettono di contenere la diffusione del virus”.

In Lombardia la diffusione del coronavirus è circoscritta, per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile e il 10%, soprattutto se si tratta di anziani, necessita di un passaggio in terapia intensiva. Il 10% dei casi sono operatori sanitari – prosegue Gallera -. Vogliamo andare dal governo con una proposta figlia di un pensiero scientifico forte. La Lombardia si muove solo su dati scientifici, se dovessimo chiedere ai lombardi di fare un sacrificio lo chiediamo sulla base della valutazione dei maggiori esperti”. Nel frattempo, l’Umbria registra i primi due casi d’importazione di infezione da coronavirus, non riconducibili dunque a focolai locali. Nei giorni scorsi, uno dei due pazienti si è recato in Emilia-Romagna mentre l’altro è venuto in contatto a Roma con un residente del comune di Castiglione D’Adda. I due pazienti hanno seguito tutte le indicazioni stabilite dal Ministero della Salute e hanno immediatamente contattato, al manifestarsi dei primi sintomi, il medico di famiglia e il responsabile di Dipartimento di prevenzione territoriale. Per entrambi, in isolamento fiduciario presso le loro abitazioni, dai sanitari è stata attivata la procedura e sono stati effettuati i tamponi a domicilio che sono risultati positivi. Si è in attesa della conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. La condizione di salute dei pazienti è sotto controllo e, allo stato attuale, non desta particolare preoccupazione.

La riapertura delle scuole rischia di far ripartire i contagi da Coronavirus?

“E’ una discussione molto complessa – ha risposto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro alla Protezione civile -; vari gruppi stanno lavorando su dei modelli. Altri Paesi dell’Ue iniziano ad affrontare questa problematica, come Germania e Uk. Stiamo valutando questo impatto e la riflessione verrà tradotta in provvedimento legislativo nei prossimi giorni”. A sua volta, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha messo le mani avanti sulle decisioni relative alla ripaertura dei plessi scolastici in tutto il nord: “Capisco le preoccupazioni dei genitori e delle famiglie e ne ho il massimo rispetto, va però detto che abbiamo affrontato la situazione con misure urgenti e precauzionali; ora l’obbiettivo è limitare quelle misure a poco a poco che migliora il quadro sanitario. Certo i ragazzi devono fare il più possibile per avere una vita normale, non bisogna lasciarsi andare titoli allarmistici di giornali che parlano di ‘stragi’ e di ‘colpe del governo’. Quello che spaventa del Coronavirus è che non si conosce. Compito della politica è rassicurare mostrando di aver la situazione il più possibile sotto controllo”. “Una situazione apocalittica non va bene al Paese, rischiamo danni economici che Italia non merita”, ha proseguito. Commentando quindi la vicenda di una bambina di 8 anni di Limena (Padova) additata e messa all’ indice perchè positiva, Azzolina ha evidenziato come “sembra si siano superate le Colonne d’ Ercole del buonsenso: ci vuole rispetto. Invito tutti al raziocinio: oggi si muore più per banali influenze che per il coronavirus. Attenzione ai pregiudizi, il ritorno al buonsenso è auspicabile”.

Le parti sociali scrivono al presidente del Consiglio Conte

“Il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace”, scrivono in una nota congiunta ABI – Coldiretti – Confagricoltura – Confapi – Confindustria – Legacoop – Confcooperative – Agci – Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) – Cgil – Cisl – Uil. “Nei giorni scorsi sono state tempestivamente assunte diverse misure per contenere il rischio sanitario a beneficio di tutti i cittadini. Gli esperti e le organizzazioni internazionali, a partire dall’OMS, ci hanno rassicurato sui rischi del virus e sulle corrette prassi per gestire questa situazione, che tutti noi siamo chiamati a rispettare. Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo. Oltre alle misure urgenti che il Governo ha adottato, o si appresta ad adottare, di necessario sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori, questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura. Un ruolo importante dovrà essere svolto anche dalle Istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell’Italia nell’interesse della stessa Unione Europea”.

“Il Cdm ha approvato il decreto urgente a sostegno dell’economia nelle zone colpite dal Coronavirus – ha annunciato su Facebook il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro –. Abbiamo subito messo in campo le misure a tutela della salute dei cittadini e l’Oms ne ha riconosciuto l’efficacia. Mentre in altri Paesi d’Europa si sta iniziando ora a fronteggiare l’epidemia, noi abbiamo già introdotto le norme a favore del mondo produttivo. I territori interessati ora possono ripartire e con essi anche l’Italia”.  I pagamenti delle bollette, sospesi fino al 30 aprile con il nuovo decreto sul Coronavirus approvato dal Consiglio dei ministri, potranno anche essere rateizzati. Le norme contenute nella bozza del decreto prevedono già questa possibilità – demandando all’Arera di stabilire le modalità – che potrebbe essere estesa, secondo quanto viene riferito, anche al saldo dei mancati versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi dell’Rc auto. Gli studenti che frequentano scuole chiuse a causa del Coronavirus non perderanno l’anno scolastico, anche se le chiusure dovessero protrarsi. Secondo quanto si apprende nel decreto sul Coronavirus approvato dal Consiglio dei ministri, è stata inserita una norma del ministero dell’Istruzione che deroga al limite dei 200 giorni minimi per la validità dell’anno scolastico. Con il nuovo decreto del presidente del Consiglio, atteso per domani, dovrebbe arrivare anche una divisione in tre colori delle zone del contagio, graduando il livello del contagio e le misure da attuare nei diversi casi. Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti ministeriali, il provvedimento è stato anticipato nel corso del Cdm che ha approvato il nuovo decreto legge con le prime misure economiche. Il governo si dovrebbe di nuovo riunire domani, nella sede della Protezione civile a Roma, per definire il dpcm e vararlo.

Borse, peggior settimana dal 2008

Il rischio di pandemia spaventa i mercati. Per i mercati azionari globali è stata la peggiore settimana dal 2008. Secondo il Financial Times, le azioni in media hanno perso un decimo del loro valore in questi sette giorni, mentre per il Wsj in 6 giorni il solo S&P, cioè l’indice che raggruppa le 500 maggiori società Usa, ha bruciato 3.400 miliardi di dollari, cioè due circa volte il Pil dell’Italia. Anche oggi le Borse europee sono andate a picco e in una sola giornata hanno bruciato oltre 320 miliardi di euro. Londra è arretrata del 3,11%, Milano del 3,58% (-22,5 miliardi di euro di capitalizzazione), Francoforte del 3,93% e Parigi del 3,38%. Tokyo ha perso il 3,7%. Anche Wall Street è in rosso con i tre listini che sono arrivati a perdere il 4% per poi recuperare parzialmente con perdite che oscillano attorno al 2%. L’indice Vix, il cosiddetto ‘indice della paura’, una delle misure più attentamente osservate sulla volatilità dei listini, è salito oltre i 42 punti, al top dall’ottobre 2011 a dimostrazione dell’incertezza e dello spavento che regna sui mercati. Anche il rendimento del Bund tedesco è arretrato a -0,620%, mentre lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto a quota 170, dopo un top a 182 punti. In compenso il prezzo dell’oro è calato a picco ed è sceso del 3,5% a 1.588 dollari l’oncia.  L’euro è andato in rally, sorpassando quota 1,10 dollari. Un rialzo legato al carry trading. In pratica gli investitori questa settimana hanno preso in prestito euro a basso costo per investire in attività più rischiose e ora, spaventati dalle turbolenze di mercato, stanno vendendo quelle attività e riacquistano euro. Continua a sprofondare il prezzo del petrolio, con il Wti in discesa del 4,5% sotto i 45 dollari al barile, il minimo da 14 mesi.

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