Coronavirus. 12 i decessi e 374 i contagiati, 9462 i tamponi effettuati, questo il bilancio in Italia. Conte lancia il decreto bipartisan per l’emergenza e incassa la fiducia sulle intercettazioni

Coronavirus. 12 i decessi e 374 i contagiati, 9462 i tamponi effettuati, questo il bilancio in Italia. Conte lancia il decreto bipartisan per l’emergenza e incassa la fiducia sulle intercettazioni

“Il dato complessivo dei contagiati da coronavirus a oggi è di 374 persone, con un incremento di 52 persone rispetto a ieri. Delle 374 persone, 12 sono deceduti e uno è guarito: l’ultimo deceduto risulta in Emilia Romagna, ma è un paziente di Lodi, 69enne, con patologie pregresse respiratorie” ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, al punto stampa con i giornalisti alla sede del Dipartimento. “L’Istituto superiore di Sanità – ha continuato – farà gli approfondimenti anche per poi collegare e ricollegare la morte” dell’ultima vittima “come conseguenza del coronavirus o di altre patologie in atto”. Borrelli ha spiegato che “in Lombardia ci sono 258 casi, con un incremento di 18 rispetto a ieri; in Veneto 71, con un incremento di 28; in Emilia Romagna 30, con un incremento di 4; il Piemonte è fermo a 3; nel Lazio sono 3, 3 in Sicilia, 2 in Toscana, 2 in Liguria, uno nella Provincia di Bolzano e nelle Marche. “I tamponi sono a oggi 9462, un numero veramente consistente”, ha concluso il capo della Protezione civile.

Il quadro politico, il decreto legge in corso di approvazione alle Camere 

Si profila un via libera unanime della Camera al decreto che contiene le misure urgenti per fronteggiare la diffusione del contagio da coronavirus. Nonostante le tensioni che si sono registrate nelle ultime ore tra il premier Giuseppe Conte e le Regioni, in particolare la Lombardia – con successiva distensione a seguito dell’intesa raggiunta sull’ordinanza che dovrà essere adottata dalle regioni non direttamente colpite dal coronavirus e, soprattutto, delle nuove parole del premier apprezzate da Attilio Fontana dopo l’affondo sulla gestione del virus da parte di un ospedale lombardo – i leghisti sono pronti a fare la loro parte e dire sì al provvedimento. Stessa linea collaborativa da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia (per la verità quest’ultime due forze di opposizione hanno sin da subito mostrato un atteggiamento non ‘aggressivo’). E così, domani, l’Aula di Montecitorio si appresta in tempi rapidissimi a licenziare in prima lettura il decreto, che poi dovrà passare all’esame del Senato. La “battaglia” però riprenderà l’indomani, giovedì, quando l’Aula tornerà ad occuparsi del decreto Intercettazioni, sul quale il centrodestra ha innalzato un muro, fortemente contrario alle nuove norme sugli ‘ascolti’. Dopo aver votato la fiducia (304 i sì e 226 i no), la Camera dovrà esaminare giovedì mattina gli ordini del giorno. E lì potrebbe – almeno è questa l’intenzione – scattare l’ostruzionismo, con l’obiettivo, viene spiegato, di tentare di allungare di molto i tempi così da mettere a rischio l’approvazione finale del provvedimento, che deve essere convertito in legge entro sabato, pena la decadenza. Le opposizioni potrebbero infatti presentare una marea di ordini del giorno. Il voto finale, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo, è fissato per la stessa sera alle 20,30

Regge tregua nel governo. Iv-Pd, stop alle liti 

 Fino a pochi giorni fa era lo scorpione di Esopo che, non potendo rinnegare la propria natura, uccide il rospo mentre questo lo aiuta a guadare il fiume. Oggi Matteo Renzi e l’autore di quella similitudine, Dario Franceschini, utilizzano le stesse parole per chiedere alle forze di maggioranza e opposizione un ‘cessate il fuoco’ delle polemiche per affrontare insieme l’emergenza del Coronavirus. “Zero polemiche, adesso. Vale per tutti. Seguiamo le indicazioni della scienza: l’Italia affronti unita il Coronavirus. Finita l’emergenza chi vorrà avrà tempo per rinfacciarsi gli errori; noi invece saremo in prima fila per rilanciare l’economia devastata da questi giorni”. Il ministro della cultura sottoscrive poco dopo: “Stop immediato a ogni polemica. In queste ore non ci possono essere maggioranza e opposizione, destra e sinistra, regioni e governo”. Il riferimento di Franceschini è alle parole dure che il presidente del consiglio ha riservato ad alcuni presidenti di regione colpevoli di agire troppo autonomamente. “Non si può andare ciascuno per conto proprio”, dice Conte alla fine dell’ennesima giornata passata a fare da spola tra palazzo Chigi e l’unità operativa per l’emergenza Coronavirus allestita nella sede della Protezione Civile. Parole alle quali il premier aggiunge una ipotesi che suona come una minaccia: se non si dovesse riuscire a coordinare le azioni tra governo centrale e regioni, il premier è pronto a mettere sul piatto la revisione delle “prerogative delle regioni”. Quella a cui Conte sembra fare riferimento è la revoca della competenza, prevista dalla Costituzione, delle regioni sulla salute pubblica per accentrarla in capo al governo. Un concetto, poi, parzialmente rettificato da una nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che il premier è “soddisfatto” della collaborazione con le regioni: “Il coordinamento tra i vari livelli istituzionali funziona molto bene ed è fondamentale per riuscire a contenere nel migliore dei modi questa emergenza. Così è stato ad oggi e così, è l’auspicio, dovrà essere anche in futuro con tutte le Regioni, con le quali bisogna essere pronti a creare iniziative ancora più coordinate laddove fosse necessario”. E, perché il messaggio arrivi forte e chiaro, Conte aggiunge che ci sono solo tre modi di fermare il virus: “Collaborare, collaborare, collaborare”. Una linea su cui tutte le forze di maggioranza si trovano d’accordo, pur senza passare da vertici notturni o triangolazioni telefoniche: fonti della maggioranza riferiscono, infatti, che lo stop alle polemiche “è stata una linea dettata solo ed esclusivamente dal buonsenso”. Ed è questo stesso buon senso ad aver consigliato a Renzi e Conte di rinviare il faccia a faccia – previsto per domani o giovedì – per fare chiarezza sul ruolo di Italia Viva all’interno della maggioranza. L’incontro, spiegano le stesse fonti, non si terrà questa settimana ed è stato rimandato a data da destinarsi. Ma se nella maggioranza le polemiche sono sopite, l’opposizione continua a ‘bombardare’ Conte e lo fa proprio sulle regioni.

Fp Cgil, fondi per premiare lavoratori PA

“Chiediamo a Governo e Regioni di inserire nei provvedimenti delle prossime ore fondi aggiuntivi da dedicare al personale sanitario, dello Stato, della sicurezza, degli enti locali che in tutto questo periodo ha lavorato nelle zone focolaio”. Lo afferma la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in una nota. “Queste lavoratrici e questi lavoratori hanno messo a rischio anche se stessi per il bene pubblico, ora – sottolinea la sindacalista – riteniamo giusto che a loro si riconosca la professionalità e lo spirito di servizio”. Per Sorrentino “chi è costretto ad astenersi dal lavoro per ordinanza non va giustamente penalizzato e si sta lavorando in tal senso, ma chi in queste ore è in frontiera e garantisce la sicurezza e la salute di tutti va premiato”.

 

 

 

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