Roma. In Campidoglio si spacca il M5S sulla gestione dei rifiuti e vota contro la sindaca Raggi. La fine di un’esperienza di governo?

Roma. In Campidoglio si spacca il M5S sulla gestione dei rifiuti e vota contro la sindaca Raggi. La fine di un’esperienza di governo?

I consiglieri del M5s in Aula Giulio Cesare bocciano la scelta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, di indicare nell’ex cava di Monte Carnevale, nella valle Galeria, il sito per realizzare la nuova discarica. In Aula sono state votate due mozioni gemelle presentate da Pd e Fratelli d’Italia che chiedevano la revoca della delibera di Giunta del 31 dicembre con la quale la sindaca Virginia Raggi ha indicato l’area per la discarica. I due atti sono stati approvati dalla maggioranza pentastellata. La prima, quella di Fd’I, con 28 voti favorevoli, 3 contrari e 3 astenuti, la seconda, quella del Pd, con 21 voti favorevoli, 1 contrario e 10 astenuti.

A permettere il ko in Aula della Giunta è stata la spaccatura del M5s. Emblematica la non partecipazione alle votazioni del capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti. La mozione di Fratelli d’Italia è stata votata da un buon numero di consiglieri di maggioranza (Roberto Allegretti, Agnese Catini, Andrea Coia, Roberto Di Palma, Daniele Diaco, Simona Donati, Paolo Ferrara, Simona Ficcardi, Eleonora Guadagno, Cristiana Paciocco, Sara Seccia e Angelo Sturni) che insieme al voto unanime dei consiglieri di opposizione hanno permesso alla mozione di passare. Altri tre consiglieri si sono astenuti. Solo tre invece hanno votato contro: Francesco Ardu, Carlo Maria Chiossi e Angelo Diario. Meno i voti favorevoli del M5s per la mozione del Pd, e cioè quelli di Agnese Catini, Andrea Coia, Daniele Diaco, Simona Ficcardi ed Eleonora Guadagno. A questi voti però si sono aggiunte le dieci astensioni di Annalisa Bernabei, Roberto Di Palma, Angelo Diario, Simona Donati, Cristiana Paciocco, Sara Seccia, Massimo Simonelli, Costanza Spampinato, Enrico Stefano e Angelo Sturni che hanno permesso alla mozione di passare seppur con soli 21 voti favorevoli. A votare contro l’atto presentato dagli esponenti Pd è stato il solo Carlo Maria Chiossi. Che tra le fila della maggioranza vi fosse una spaccatura lo si era capito già da un po’. Prima del voto la seduta era stata sospesa per una lunga e tesissima riunione di maggioranza nell’anticamera dell’Aula Giulio Cesare. I battibecchi tra il capogruppo M5s Giuliano Pacetti e la consigliera del Movimento Simona Ficcardi, a capo della fronda di dissidenti, sono proseguiti anche in Aula.

Proprio Ficcardi è intervenuta in Aula prima del voto. “Noi – ha detto – siamo contrari alle discariche in generale, ma oggi bisogna prendere atto di una situazione emergenziale e della necessità di individuare una discarica che sarebbe ingiusta sia a Roma che in provincia, ma che per corresponsabilità di diverse istituzioni ora serve. Penso sia necessario riaprire il tavolo tecnico che ha individuato gli 11 siti, in gran parte dentro cave, perché l’istruttoria è stata carente fin dall’inizio, fin dall’individuazione dei siti; inoltre l’atto votato nel 2019 in quest’Aula, la delibera per la salvaguardia della Valle Galeria, prevedeva una variante a tutela ma è stata anticipata ingiustamente dalla delibera di Giunta che individua l’area di Monte Carnevale”. “Io – ha dunque annunciato Ficcardi – voto a favore delle proposte dei due gruppi politici perché dopo la discarica di Malagrotta il territorio va risanato, è stato un errore mettere la Valle Galeria tra gli 11 siti: dopodiché è stato il Campidoglio a scegliere Monte Carnevale, ed è una sconfitta politica per il M5S che ha sempre lottato per la Valle Galeria”. “La richiesta di ritirare la delibera di Giunta è perfettamente coerente con quello che abbiamo sempre detto in quest’Aula e con il programma che come M5S ci ha visto vincere le elezioni”, ha concluso la consigliera. Anche Di Palma, che ha votato a favore della mozione di Fratelli d’Italia è intervenuto, ma per difendere, almeno in parte il Campidoglio: “E’ stata la Regione Lazio – ha detto – a imporre al Campidoglio di approvare la delibera del 31 dicembre bisognerebbe prendersela con i veri responsabili. Nonostante questo la mozione di Fd’I avrà il mio voto favorevole perché conosco la situazione della valle Galeria, ma voglio ricordare come l’immobilismo della Regione Lazio è stato fondamentale per arrivare a questa situazione”.

“È un fatto politico rilevante il voto sulle mozioni per il ritiro della delibera della Giunta Raggi sulla discarica a Valle Galeria: la stragrande maggioranza dei consiglieri M5S ha votato la prima mozione presentata dalle opposizioni. La sindaca deve prenderne atto e ritirare la sciagurata e improvvisata delibera del 31 dicembre scorso e, in generale, deve smettere di considerare il Consiglio comunale come un passacarte. Ringrazio i colleghi M5S che hanno dato priorità all’interesse dei cittadini rispetto all’appartenenza al gruppo. È stato un atto di coerenza difficile ma importante e raro nella vita politica a tutti i livelli” ha detto il consigliere capitolino di Sinistra X Roma e deputato di Leu, Stefano Fassina. “Il voto di oggi dell’Aula del Campidoglio sulla discarica di Monte Carnevale segna la fine dell’esperienza di Virginia Raggi” dichiarano Roberto Giachetti e Luciano Nobili, deputati di Italia Viva, a proposito dell’approvazione da parte del consiglio comunale di Roma delle opposizioni contro la discarica di Monte Carnevale. “Dopo 3 anni e mezzo di bugie sui rifiuti – spiegano – dopo aver portato Ama al collasso, dopo aver lasciato Roma sommersa dai rifiuti in uno stato di permanente emergenza quotidiana, dopo aver detto no a qualsiasi impianto o possibile soluzione, siamo alla comica finale. La Raggi individua un sito – sbagliato – per la discarica di servizio e viene sconfessata in Aula dal suo stesso partito”. “Non le resta che una via dopo il suo conclamato fallimento da sindaca: salvare la dignità e dimettersi stasera stessa. Ma non è solo il suo fallimento, è il fallimento di tutti i populisti: possono vincere un’elezione ma non sono in grado di governare. Roma ne è la prova evidente”, concludono.

Share