Felice Besostri. I paradossi della politica. I pentastellati né carne né pesce

Felice Besostri. I paradossi della politica. I pentastellati né carne né pesce

Mentre per smentire il detto “muto come un pesce” le sardine si sono dotati di 106 portavoce, anzi portavoci, udite le dissonanze sulla partecipazione di CasaPound alla riuscitissima manifestazione di San Giovanni, mi stupisce il silenzio paradossale e contraddittorio dei pentastellati sul referendum costituzionale eventuale previsto dall’art. 18 Cost., quando una revisione costituzionale abbia ricevuto in ciascun ramo del Parlamento  meno dei 2/3 dei voti dei membri assegnati nella votazione finale. I sostenitori della democrazia diretta e partecipata e presentatori di un ddl costituzionale per introdurre i referendum consultivi e propositivi, dovrebbero avere riflessi pavloviani, ogni volta che si parli di consultazione referendaria: invece, silenzio. La Casaleggio ed associati ha il controllo della comunicazione del M5S, forse la sola esecuzione e non l’ideazione, quindi non sapremo chi ha preso la decisione della consegna del silenzio e perché. I M5S sono riusciti  a far digerire la drastica riduzione dei parlamentari, ai loro così diversi e riluttanti  partner di governo giallo-verde(bruno) prima e giallo-rosso(pallido) poi.

Era una loro bandiera difesa con le unghie e coi denti, meno con il ragionamento, anche a fronte di coloro, che criticavano l’entità della riduzione, ancorché favorevoli a una riduzione complessiva dei parlamentari, come chi scrive. Non esiste un numero magico del numero dei parlamentari. In ogni caso  la motivazione basata sul loro costo come indennità e diarie è un’argomentazione talmente inconferente   e volgare perché su quella strada non c’è limite: con 200 Camera e 100 Senato si risparmiava di più e un Parlamento per quanto ridotto costa sempre più  di un uomo solo al  comando come propone Salvini. Per tener fede alla sua natura, non solo il M5S  dovrebbe parlare di referendum, ma addirittura promuoverlo con la raccolta di almeno 500.000 firme: avrebbe spiazzato tutti i suoi critici ed era un’occasione per prendere il polso dei suoi simpatizzanti  ed elettori, che si sono smarriti dal 2018 ad oggi, in misura clamorosa alle europee e nelle elezioni regionali. Avrebbero gettato sul piatto un consenso popolare massiccio ad una loro proposta. Così, invece, danno l‘impressione di non crederci. Neanche oso pensare che si tratti di scaramanzia, visti gli esiti di chi si intesta un riforma/deforma costituzionale. Conclusione. Con la loro presenza e il loro impegno  a riempire le piazze fisicamente e prima o poi attraverso le menti, con progetti concreti, le sardine non fanno i pesci in barile, i pentastellati con la  loro inazione e i loro silenzi non sono più né carne, né pesce.

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