Fca e Psa vanno a nozze. Nasce il quarto costruttore di automobili al mondo. La spartizione dei poteri. Nel Cda i rappresentanti dei lavoratori. Positive valutazioni da sindacati e governo. Priorità piena occupazione e salvaguardia di tutti gli stabilimenti

Fca e Psa vanno a nozze. Nasce il quarto costruttore di automobili al mondo. La spartizione dei poteri. Nel Cda i rappresentanti dei lavoratori. Positive valutazioni da sindacati e governo. Priorità piena occupazione e salvaguardia di tutti gli stabilimenti

Fca, ex Fiat, e Psa, Peugeot, dopo una lunga e non facile trattativa hanno siglato  l’accordo per la fusione. Un avvenimento che segna la nascita del quarto costruttore  automobilistico al mondo per quanto riguarda i volumi e il terzo in base al fatturato con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli per ricavi pari a circa 170 miliardi di euro.  Il gruppo darà vita a sinergie annuali stimate in circa 3,7 miliardi di euro. Nessuna chiusura di stabilimenti, flusso di cassa positivo fin dal primo anno. Nell’arco di 12 mesi, al massimo 15 verrà perfezionata l’aggregazione fra i due colossi. Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gruppo c’è stata una perfetta spartizione di compiti e incarichi. Undici membri del Consiglio di amministrazione onde evitare eventuali pareggi in caso di votazioni.

John Elkann (Fiat) sarà il presidente, Carlos Tavarez (Peugeot) il chief executive Officier, il presidente del Consiglio di gestione. “Fatto innovativo”, affermano i sindacati, la rappresentanza dei lavoratori nel nuovo Consiglio di amministrazione, uno per Psa e uno per Fca. La fusione operativa fra i due gruppi avverrà tra circa un anno. Ma il “combinato agreement” fra i due gruppi partirà subito ed è di buon auspicio il fatto che già venerdì prossimo ci sarà un incontro fra i sindacati e azienda. “È  fondamentale dare avvio a questa fase di incontri che devono avere una loro sistematicità fino ad arrivare ad un confronto globale – sottolineano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive – . Per rendere veramente democratica l’innovazione – proseguono – è necessario che siano le lavoratrici e i lavoratori ad eleggere i propri rappresentanti. Accanto a questo è necessario un rafforzamento e un rinnovamento delle relazioni sindacali e dei diritti dei lavoratori nel contrattare la propria condizione. Ora che sono emersi questi nuovi elementi, ci aspettiamo che il governo apra una discussione nell’interesse dei lavoratori di Fca e della componentistica. L’automotive è un settore strategico per l’industria del nostro Paese, occorre arrivare al momento della fusione con un sistema adeguatamente potenziato e innovativo. Per la Fiom le priorità rimangono la piena occupazione e la salvaguardia di tutti gli stabilimenti”.

Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, sottolinea che “l’accordo tra Fca e Psa contiene le garanzie per tutti gli stabilimenti e la prosecuzione dei piani industriali già avviati. È di grande interesse la svolta verso la partecipazione dei lavoratori per cui da tempo la Cisl premeva sul vertice Fca. Nel prossimo cda vi saranno due rappresentanti dei lavoratori, uno per Psa e uno per Fca”. “Venerdì alle 14 a Mirafori – aggiunge Bentivogli – approfondiremo i dettagli dell’accordo e avvieremo un percorso perché siano definite le garanzie di sviluppo e occupazione per i siti italiani. Nasce così il quarto gruppo costruttore di automobili al mondo e con una possibilità concreta di investire sulla nuova mobilità elettrica e a idrogeno e verso la guida autonoma. La scommessa partita a Pomigliano e Mirafiori nel 2010 continua, ci auguriamo che il Governo italiano si occupi di questa fusione che è una delle operazioni di politica industriale più grande degli ultimi 20 anni”.

Anche Rocco Palombella, segretario generale Uilm, commenta positivamente la notizia: “È davvero molto positivo che si preveda la presenza di due rappresentanti dei lavoratori nel board della nuova società, che nascerà dalla fusione di Fca e Psa. La fusione sarà un processo lungo – aggiunge Palombella – ma noi incontreremo già venerdì i vertici di Fca, per incominciare a capire quali sono le strategie del gruppo nascente. La nostra priorità massima naturalmente è la questione occupazionale, consapevoli dei rischi che qualsiasi integrazione potenzialmente reca con sé. Ma abbiamo ricevuto due segnali molto rassicuranti da cui partire: prima la dichiarazione ufficiale che non ci saranno chiusure di stabilimento e poi oggi la notizia di due rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di amministrazione”.

Il ministro dell’economia, Gualtieri, che ha seguito le varie fasi della trattativa, al momento in cui è arrivato l’annuncio ufficiale ha preso posizione. “Il governo – ha detto – accoglie con favore questa alleanza e continuerà a monitorarne con attenzione l’impatto in termini di sviluppo, investimenti e occupazione. Esprimiamo anche apprezzamento per l’innovazione di governance che riguarda la rappresentanza dei lavoratori nel Cda. L’operazione pone le basi per accelerare lo sviluppo verso modelli a bassa emissione e minor impatto ambientale con importanti ricadute positive anche sul nostro paese”.

Infine diamo la parola ai protagonisti, a partire da Tavares per dovere di ospitalità. “Insieme”, dice, “saremo più forti nell’affrontare le sfide del futuro. Le sinergie consentiranno di investire fortemente nelle tecnologie e nei servizi che definiranno la mobilità nel futuro contribuendo al raggiungimento degli stringenti requisiti normativi globali sulle emittenti del CO2. Psa distribuirà ai suoi azionisti la quota del 40% detenuta nella società di componentistica”. Elkann  rende noto che  Fca  assegnerà agli  azionisti  Fca un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro. Elkann parla di un “percorso entusiasmante che sta reinventando l’automobile. Insieme  a Psa faremo qualcosa di straordinario, scriveremo un capitolo della storia dell’automobile. Obiettivo comune – prosegue – è quello di essere pionieri nello sviluppo di tecnologie rivoluzionarie”. E parla di “veicoli alimentati ad energie alternative, guida autonoma e connettività”. Solo un commento: li prendiamo in parola in particolare per quanto riguarda il rapporto con le organizzazioni dei  lavoratori e le libertà sindacali. A partire dalla elezione da parte dei lavoratori dei loro rappresentanti nei due consigli di amministrazione.

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