Dai sindacati chiaro segnale al governo. Landini (Cgil), non siamo disposti a farci prendere in giro. Barbagallo (Uil): risultati insufficienti. Sbarra (Cisl): la mobilitazione non si ferma. Pedretti (Spi Cgil ): in piazza in tante città

Dai sindacati chiaro segnale al governo. Landini (Cgil), non siamo disposti a farci prendere in giro. Barbagallo (Uil): risultati insufficienti. Sbarra (Cisl): la mobilitazione non si ferma. Pedretti (Spi Cgil ): in piazza in tante città

Cgil, Cisl, Uil mandano un chiaro segnale al governo. Dopo le tre giornate di manifestazioni a Piazza Santi Apostoli, quella di stamani con la presenza di tanti pensionati che, giorno dopo giorno presidiano il Parlamento, la mobilitazione continuerà anche nel 2020. Lo annunciano il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e con lui il segretario generale della Uil, Carmelo  Barbagallo e il  segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. “Il governo – afferma Landini – lo deve sapere con chiarezza: non facciamo sconti a nessuno. Molte delle nostre richieste non sono state ancora accolte: il cambiamento è ancora insufficiente. E allora questa nostra mobilitazione dovrà continuare. O il cambiamento è concreto o questo movimento sindacale è in grado di allargarla questa mobilitazione: per noi i governi si giudicano da quello che fanno. Non siamo disposti a farci prendere in giro da nessuno. A gennaio – prosegue – apra i tavoli di trattativa su vere riforme: quelle sulle pensioni, cambiando la legge Fornero, e quella sul fisco” perché, conclude, “non esiste nessun cambiamento del Paese che non si basi sul lavoro e sui diritti di chi lavora”.

“Se sono disponibili a cambiare il Paese insieme a noi – prosegue Landini – siamo pronti a fare la nostra parte, ma non siamo disponibili a farci prendere in giro da nessuno”. “Innanzitutto bisogna che il governo confermi gli impegni presi e che a gennaio si aprano i tavoli sulla riforma delle pensioni, sulla riforma del fisco, sulla definizione del cuneo fiscale e sulle politiche industriali e si dia davvero avvio al rinnovo dei contratti e alla riforma del pubblico impiego, siano tavoli che inizino e diano risultati. È evidente che per quello che ci riguarda sono tavoli che hanno un senso: siccome si sono presi l’impegno di dire che entro aprile si deve discutere il nuovo Def, per noi entro marzo ci vogliono i risultati concreti e impegni introdotti nella legge che faranno – aggiunge Landini – e si apre una fase di vera e propria trattativa sulla legge di stabilità che vuole portare a casa risultati seri”.

Dal governo vogliamo risultati concreti che portino il Paese fuori dalla crisi

Barbagallo, nel suo intervento, ha dato un voto al governo “l’insufficienza. Intenzioni lodevolissime – dice – ma risultati insufficienti”.  Riferendosi alla manovra di bilancio afferma: “ci chiedono di aspettare l’inizio dell’anno prossimo e noi aspetteremo -riferendosi all’apertura dei tavoli su pensioni e fisco – vorremmo però fare accordi che portino il Paese fuori dalla crisi. Al momento ci hanno ascoltato ma ancora non hanno capito, noi vogliamo i risultati e perciò gli staremo con il fiato sul collo”.

Il segretario generale aggiunto della Cisl ricorda che  sono in piazza per la terza volta. “Sono state tre grandi tappe di un cammino che ha scandito l’importanza del lavoro, della giustizia sociale, della coesione sociale. Oggi alziamo uniti le voci per rimettere al centro le ragioni del welfare, della terza età, di una riforma fiscale che alleggerisca il carico sui redditi medio-popolari da lavoro e da pensione”. “Va data risposta in particolare – aggiunge – a tanti pensionati che oggi si sentono trattati come il bancomat della società. Sono ridicoli e offensivi i 7 euro lordi annui sulle pensioni. La rivalutazione deve essere piena e immediata, non può essere rinviata al 2022. Vergognoso anche solo averlo proposto.

Superare definitivamente la legge Fornero. Un patto tra generazioni

Bisogna superare definitivamente la Legge Fornero: noi diciamo che 41 anni di contributi devono bastare, che va valorizzata la maternità con un anno di contribuzione in meno per ogni figlio”. Chiede la conferma di  Quota100, insieme all’Ape Sociale e a un allargamento del perimetro lavori usuranti-gravosi. Fondamentale costruire pensioni di garanzia per giovani intrappolati in percorsi frammentati. “Serve un patto tra generazioni: non accetteremo mai la politica di chi ci chiede di scegliere tra i ragazzi o gli anziani. L’Italia si salva intera o non si salva.  Sul piano politico i tavoli non sono mancati. Ma la qualità del confronto – dice Sbarra – noi la misuriamo solo sul terreno dei fatti. Se il presidente Conte vuole davvero il dialogo, metta in campo emendamenti di Governo coerenti con la nostra Piattaforma e finanzi subito una legge quadro sulla non autosufficienza. La mobilitazione non si fermerà fin quando non vedremo risultati concreti”.

I pensionati, una parte della società che ha fatto crescere il Paese

Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil, un grande sindacato dei pensionati ricorda che “Stiamo presidiando il Parlamento, praticamente, giorno per giorno  per verificare se risponderanno o meno agli obiettivi che ci siamo posti”. Le nostre richieste, sottolinea il segretario generale dello Spi Cgil, “sono responsabili e non così onerose. Arrivano da una parte della società che ha fatto crescere il Paese facendolo diventare grande. E vorremmo evitare che adesso scivolasse indietro”. Fa presente che mentre è in corso la  terza manifestazione nazionale a Piazza Santi Apostoli, i pensionati sono scesi in piazza ad Aosta, Grosseto, Perugia e Terni,  nei giorni seguenti sarà il turno di Taranto, Siena, Firenze e Trapani. Ma anche a Roma Spi, Fnp e Uilp nazionali continuano il loro pressing sulle istituzioni: dopo i primi due presìdi sotto Montecitorio della scorsa settimana (11 e 12 dicembre), i sindacati replicheranno nelle giornate di giovedì 19 dicembre (dalle 10.30 alle 12.30) e venerdì 20 dicembre (dalle 16.30 alle 18.30), sempre davanti alla Camera dei deputati.

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