Cgil e Cisl. Il botta e risposta tra Furlan e Landini

Cgil e Cisl. Il botta e risposta tra Furlan e Landini

“Noi non giudichiamo dal colore politico di chi governa. La concertazione la si fa fra soggetti liberi e autonomi. Se viceversa serve a introdurre per legge la riforma della rappresentanza, il salario minimo o a modificare le regole sul mercato del lavoro, non va bene. Il nostro faro sono gli interessi dei lavoratori. Non firmiamo patti al buio, noi giudichiamo i governi dai fatti” sottolinea in una lunga intervista a ‘La Stampa’ la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Sul patto con il governo per il lavoro, a proposito del leader della Cgil Maurizio Landini, Furlan replica: “Se dopo tanto tempo Maurizio vuole far sua una nostra vecchia proposta, non posso che esserne contenta. Ma la concertazione è una cosa seria, non può essere fatta di sorrisi e buone maniere. Dico che bisogna essere chiari nelle scelte e negli obiettivi, dire dei sì o dei no”. Insomma “i problemi non si risolvono con le frasi a effetto. Per noi resta valida una proposta unitaria al governo. Ma mi chiedo: la Cgil vuole davvero discontinuità? Che farà la maggioranza sui decreti sicurezza? Il decreto sblocca-cantieri lo si migliora per evitare gli appalti al massimo ribasso? Quanti dei centosessanta tavoli di crisi hanno risolto finora? Trecentomila lavoratori non passeranno un Natale sereno”.

La replica di Maurizio Landini non si fa attendere

“Noi abbiamo fatto il nostro mestiere. Il problema non è se si sorride o si è seri, il problema è se si risolvono i problemi delle persone, dei giovani, dei lavoratori, dei pensionati. I governi la Cgil li ha sempre giudicati da quello che fanno” ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Radio 24, rispondendo alle parole della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Per il Paese “in questa fase c’è poco da ridere. E’ il momento di poche parole e molti fatti”, ha detto ancora Landini. “Penso che nel rapporto con il governo – ha affermato – Cgil, Cisl e Uil insieme abbiano fatto il loro mestiere e ci sono alcuni primi risultati”, ottenuti “grazie alla mobilitazione e alla lotta dei lavoratori. E’ sufficiente? No, perché con questo governo abbiamo un impegno. E gennaio è un mese molto importante perché si è impegnato ad aprire con noi ben quattro trattative: sulla riforma fiscale, sulla revisione della riforma Fornero, sul rinnovo dei contratti pubblici e le assunzioni nella Pa, sugli investimenti e il Sud”. E’ stato “un anno di mobilitazione che ha riempito le piazze in modo unitario. E’ la strada da seguire fino ad arrivare anche ad un nuovo Statuto dei lavoratori, perché tutti abbiano gli stessi diritti. Penso sia arrivato anche il momento di una legge sulla rappresentanza”, ha rimarcato Landini.

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