Banche. Sul salvataggio di Popolare Bari si è sfiorata la crisi di governo. Tensioni, minacce, e infine rinvio senza decreto. First Cisl: “governo agisca in fretta”

Banche. Sul salvataggio di Popolare Bari si è sfiorata la crisi di governo. Tensioni, minacce, e infine rinvio senza decreto. First Cisl: “governo agisca in fretta”

Bankitalia ha annunciato il commissariamento della Banca popolare di Bari per “perdite patrimoniali” e il governo si muove per il salvataggio dicendosi pronto a tutelare i risparmiatori, ma non mancano le tensioni nel governo. Il Consiglio dei Ministri convocato in serata e concluso poco dopo le 22.30, dopo un’ampia discussione, ha espresso la determinazione “ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud, in maniera pienamente compatibile con le azioni di responsabilità volte ad accertare le ragioni che hanno condotto al commissariamento della Banca”, si legge nella nota di palazzo Chigi. Il salvataggio, spiegano fonti del Mef, avverrà tramite Mediocredito e l’obiettivo “è quello di sottoporre il testo del decreto al prossimo Cdm per la sua approvazione”. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, nella riunione a Palazzo Chigi, ha illustrato i contenuti di uno schema di decreto che “prevede il potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (Mcc), interamente controllata da Invitalia”. L’incremento della dotazione patrimoniale della banca, continuano le stesse fonti, “consentirà alla suddetta di operare quale banca di investimento che possa accompagnare la crescita e la competitività delle imprese. Nell’ambito e in linea con la suddetta missione, lo schema di Decreto prevede l’attuazione di un primo aumento di capitale che consentirà a Mcc, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari”.

Banca d’Italia “ha disposto lo scioglimento degli Organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria in ragione delle perdite patrimoniali”. Ai commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini, assieme ai componenti del comitato di sorveglianza Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso, viene affidato il compito di predisporre le “attività necessarie alla ricapitalizzazione” e di finalizzare le “negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all’intervento di rilancio”. “La banca prosegue regolarmente la propria attività. La clientela può pertanto continuare ad operare presso gli sportelli con la consueta fiducia” è il messaggio tranquillizzante lanciato dalla banca.

Per salvare il colosso del Sud serve un aumento di capitale fra 800 milioni e 1 miliardo dopo un piano di ristrutturazione che prevede tra le altre cose circa 800 esuberi, come ha detto l’amministratore delegato dell’istituto pugliese, Vincenzo De Bustis, nei giorni scorsi. Da Bruxelles il premier Giuseppe Conte nel primo pomeriggio sui dossier che riguardano la Popolare di Bari e Monte dei Paschi ha precisato che “al momento non c’è nessuna necessità di intervenire in nessuna banca”. “Il sistema bancario italiano ha compiuto grandi progressi negli ultimi due anni, sia per i crediti deteriorati sia per i fondamenti che assicurano stabilità. Il sistema complessivamente è in buona salute”, ha aggiunto. Ma sul consiglio dei ministri di stasera fonti M5s hanno chiarito: “non si fanno Cdm risolutivi finché non c’è un accordo sul metodo. Che sia chiaro: il Movimento 5 Stelle vuole salvare i risparmi e non le banche”. Poco dopo è intervenuto da Catanzaro il capo politico del M5S, Luigi Di Maio: “Abbiamo sempre detto che aiuteremo i risparmiatori, non i banchieri: in questo momento c’è un problema con la Banca Popolare di Bari, ma noi dobbiamo andare a vedere a chi hanno prestato i soldi”. “Pensiamo – ha aggiunto Di Maio – a un decreto che aiuti i risparmiatori, non gli amici delle banche. Serve una riflessione sul decreto”. Ma “la convocazione improvvisa di un Consiglio dei ministri sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna quindi un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito” ha tuonato Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Italia Viva. Il capodelegazione Pd, Dario Franceschini, ha replicato a distanza: “I ministri del Pd hanno partecipato al Consiglio dei Ministri. In ogni scelta di governo, e a maggior ragione quando si tratta di tutelare i risparmi dei cittadini, noi mettiamo doverosamente senso di responsabilità. Le minacce, le aggressioni agli alleati, le assenze per fare notizia, le lasciamo ad altri”.

Attacca il governo anche la Lega: “Come può nel giro di poche ore il presidente del Consiglio sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un consiglio dei ministri d’urgenza mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell’istituto? – hanno sottolineato Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti – Un pacato ‘no comment’ avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo da questo pomeriggio a stasera: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza”.

Sul piano sindacale è la First Cisl a intervenire nel confuso groviglio di posizioni. “Il governo deve agire sulla Popolare di Bari e deve agire in fretta. Lo stallo che si è registrato stasera in Consiglio dei Ministri va superato perché le divisioni tra le forze di maggioranza non devono pregiudicare il salvataggio della banca” afferma il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani. “La strada da seguire è quella già percorsa per Carige, per la quale si era intervenuti per decreto con garanzie statali sull’emissione di obbligazioni. E come per Carige è necessario che sia allestita un’operazione di sistema che veda al centro il Fitd”, aggiunge Colombani. “First Cisl è impegnata a tutelare i lavoratori in questo momento difficile – conclude il leader dei bancari della Cisl – Vigileremo affinché qualsiasi soluzione sia nel segno della responsabilità. In ballo c’è il destino di una banca di fondamentale importanza per la società e l’economia del Mezzogiorno”.

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