Ricerca Spi Cgil, Fondazione Di Vittorio e Tecné: pensionati generosi e perno irrinunciabile del welfare italiano

Ricerca Spi Cgil, Fondazione Di Vittorio e Tecné: pensionati generosi e perno irrinunciabile del welfare italiano

Pensionati generosi e perno irrinunciabile del welfare italiano. Sono 6 milioni infatti quelli che, pur tra mille difficoltà, aiutano economicamente le proprie famiglie per una spesa totale di circa 10 miliardi di euro all’anno. Molti di meno sono invece quelli che si fanno aiutare con 14 milioni che non ricevono alcun sostegno economico da parenti stretti, un milione e mezzo che lo riceve sporadicamente e solo 300mila che invece lo ricevono costantemente. E’ quanto emerge dalla ricerca “Sogni e bisogni dei pensionati” realizzata dalla fondazione Di Vittorio e Tecnè per lo Spi-Cgil in vista della manifestazione indetta dai sindacati per sabato 16 novembre al Circo Massimo a Roma.

Oltre il 90% dei pensionati ritiene però di aver perso in questi anni una parte più o meno consistente del proprio potere d’acquisto. Solo il 3% crede invece di averlo mantenuto inalterato. Impellente è la richiesta di migliorare il sistema di rivalutazione delle pensioni, misura indicata come urgente da oltre il 40% dei pensionati italiani. Il 31% chiede invece che si aumentino le pensioni più basse mentre il 17,5% che si diminuiscano le tasse, che sono considerate necessarie ma troppo alte dal 77,5% dei pensionati. La rivalutazione delle pensioni rispetto al costo della vita dovrebbe essere sempre al 100% tranne per quelle più alte per il 42% dei pensionati, al 100% solo per quelle più basse per il 25% e tutte al 100% per il 23%. Sono poi 3 milioni i pensionati che hanno in famiglia e a proprio carico una persona non autosufficiente. Il 92% ritiene che le risposte fornite dal sistema pubblico al tema della non autosufficienza non siano assolutamente adeguate. L’84% pensa inoltre che di questo debba farsi carico la fiscalità generale. L’80% ritiene inoltre che la risposta da dare ai bisogni assistenziali e sanitari di una persona non autosufficiente debba consistere in un mix di trasferimenti monetari e di servizi, il 14% in servizi qualificati e diffusi e il 2,5% solo in trasferimenti monetari.

“I pensionati italiani hanno ottenuto poco da questo governo – dichiara il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti – è come se fossero invisibili, anche se rappresentano ormai un terzo del Paese. Per questo il 16 novembre con Fnp-Cisl e Uilp-Uil torniamo in piazza a Roma al Circo Massimo per chiedere di fare di più, di rivalutare le pensioni, di dare la 14esima a chi ne ha più bisogno, di abbassare le tasse e di arrivare alla definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza”.

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