Patrizio Paolinelli. Tre domande a… Giorgio Benvenuto. Le elezioni in Umbria, la nascita di Italia Viva e la fine della presidenza Draghi alla Bce

Patrizio Paolinelli. Tre domande a… Giorgio Benvenuto. Le elezioni in Umbria, la nascita di Italia Viva e la fine della presidenza Draghi alla Bce

La destra ha trionfato alle recenti elezioni regionali in Umbria. Come valuta questo risultato?

Mi aspettavo la sconfitta della coalizione PD-5Stelle perché mi è sembrata da subito un’alleanza improvvisata, per quanto dettata dalla necessità. Oltretutto non mi è neanche parsa una scelta convinta da parte di nessuno dei due partner. Tant’è che durante la campagna elettorale, a quanto mi risulta, l’impegno di entrambi non è stato condotto fino allo spasimo. Cosa che certo non si può dire per la destra. Sicuramente hanno pesato le differenti posizioni all’interno del governo sulla Legge di stabilità e le polemiche che ne sono seguite. Poi credo sia stato un atto di leggerezza sostenere che le elezioni in Umbria non erano importanti. Tutte le elezioni sono importanti. Ora si tratta di riaprire un confronto con i cittadini, di precisare che il governo giallo-rosso nasce per impedire a Salvini di realizzare i suoi piani e di comunicare meglio i risultati ottenuti. Per fare due esempi, non mi sembra che sia stato adeguatamente valorizzato il recupero del rapporto con l’Europa e che si sia evitato l’aumento dell’Iva. Viceversa la coalizione di destra ha comunicato meglio, si è presentata alle elezioni compatta, non ha polemizzato al suo interno e si è mobilitata in forze. I risultati si sono visti: venti punti di distacco dagli avversari e Salvini da solo ha preso quasi gli stessi voti dell’alleanza PD-5 Stelle.

Matteo Renzi ha da poco ufficializzato alla Leopolda la nascita del suo partito. Cosa pensa di questa iniziativa?

Bisogna vedere gli sviluppi, perché Renzi è imprevedibile. Ha rassicurato il premier Conte. Ma tutti sappiamo che quando Renzi rassicura c’è da preoccuparsi. A suo tempo rassicurò Letta col famoso “Stai sereno” e quando fu lui a cadere sostenne che non bisognava fare alleanze coi 5Stelle. Poi è andata come è andata. Insomma, siamo dinanzi a un politico molto mobile, flessibile. D’altra parte, non si può dire con certezza se Renzi è di destra, di sinistra o di centro. È ovunque al momento giusto e spariglia sempre le carte. Perciò staremo a vedere. Un primo banco di prova è la prossima discussione in parlamento della Legge di stabilità. Per quanto riguarda il futuro di Italia Viva non credo si possano fare oggi delle previsioni attendibili. Di certo sappiamo che il quadro politico è in movimento, l’elettorato è volatile, i 5Stelle stanno crollando e molti cittadini chiedono di tornare a votare. Renzi si muoverà in una situazione molto fluida. Con quali risultati staremo a vedere.

Mario Draghi ha lasciato la Bce. Come giudica i suoi otto anni di presidenza?

Positivamente. Tenuto conto della situazione politica ed economica in cui si è trovato credo che si sia mosso molto bene. Ha gestito le cose con grande autorevolezza e i risultati parlano chiaro: ha salvaguardato l’euro e ha fatto in modo di stimolare l’economia attraverso la sua politica monetaria. Ahimè la gestione di Juncker non è stata all’altezza. La linea dell’austerità e la scelta di non spingere in avanti le politiche sociali e fiscali hanno fatto perdere delle grosse occasioni. Se l’azione di Draghi fosse stata accompagnata dalla Commissione europea forse avrebbe prodotto dei risultati migliori. Purtroppo neanche l’Italia è stata all’altezza e praticamente ha passato il tempo a chiedere qualche mezzo punto in più di sforamento del proprio bilancio. In conclusione si può dire che Draghi è stato coraggioso, ma non poteva fare di più di quel che ha fatto. Sicuramente ha evitato guai maggiori di quelli in cui poi siamo incappati e con cui ancora stiamo facendo i conti.

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