Nuccio Iovene. La scorta per Liliana Segre è un’occasione per la sinistra antifascista di alzare la voce

Nuccio Iovene. La scorta per Liliana Segre è un’occasione per la sinistra antifascista di alzare la voce

Che Paese è mai quello in cui una signora di 89 anni, scampata per miracolo ai lager nazisti in cui da bambina era stata rinchiusa e allo sterminio degli Ebrei che in quei campi fu sistematicamente perpetrato, tra le poche sopravvissute di quella immane tragedia, e per questo diventata testimone di quanto accaduto per evitare che riaccadesse, dopo essere stata nominata appena un anno fa dal Presidente della Repubblica Mattarella senatrice a vita, sia costretta per le ripetute minacce ricevute a vedersi imporre una scorta a sua tutela? Che la circostanza sia accaduta solo una settimana dopo l’approvazione in Senato della mozione istitutiva, promossa appunto dalla senatrice Liliana Segre, di una Commissione contro ogni forma di odio, intolleranza e razzismo voluta proprio per monitorare e contrastare fenomeni preoccupanti e sempre più diffusi grazie all’uso dei social e alla potenza della rete, non è certamente un caso.

Una iniziativa, quella della Segre, a compimento naturale di una vita segnata in maniera indelebile dalle leggi razziali, dal fascismo e dalla Shoah prima e dal successivo impegno a ricordare, a coltivare la memoria per le future generazioni su quanto accaduto. Ma già quella approvazione era stata macchiata dal vergognoso e grave comportamento di tutto il centrodestra al Senato che, astenendosi nel voto e rimanendo seduto mentre l’Aula tributava un omaggio alla senatrice Segre, strizzava l’occhio  proprio a quelle forze che negli ultimi tempi si sono pericolosamente rese protagoniste di violenze e manifestazioni di odio, intolleranza e razzismo rialzando così la testa. Nel tempo anche la condanna formale, di rito, contro manifestazioni del genere è progressivamente, e colpevolmente, venuta meno ed in particolare la Lega di Salvini ha operato per sdoganare e legittimare l’ultradestra italiana. Un’ultradestra pericolosa e che non ha mai smesso di richiamarsi al fascismo ed ai suoi simboli più inquietanti,  attentare alla democrazia e alle sue istituzioni, dai tentativi di colpo di stato degli anni sessanta alla lunga e sanguinosa strategia della tensione fatta di stragi e bombe, e che periodicamente, ma puntualmente si ripresenta nei momenti di crisi del Paese per alimentare odio ed intolleranza da utilizzare per le proprie politiche. La differenza con altre fasi della nostra storia recente è che la scomparsa di tutte le forze politiche protagoniste del patto costituzionale e la loro assenza nel Parlamento ha via via ridotto l’antifascismo da elemento costitutivo della democrazia e della Repubblica in retaggio del passato, elemento nostalgico ed ideologico di cui sbarazzarsi. Con la Lega e Fratelli d’Italia, innanzitutto, pronti a presentarsi come sponda politica di quelle forze mentre chi avrebbe dovuto contrastare loro e l’ambiguità e la condiscendenza di questi ultimi ha abbassato la guardia e considerato l’antifascismo non più attuale e necessario.

E così ci si è svegliati in una Italia in cui nelle aree del disagio sociale lasciate sguarnite dalla sinistra, l’ultradestra non perde occasione di soffiare sul fuoco della rabbia e del malessere, ogni richiamo alla solidarietà ed al “politicamente corretto” viene deriso e schernito, in piena campagna elettorale si da la caccia al nero a colpi di pistola, si brucia ripetutamente una libreria in un quartiere popolare di Roma, a Pescara un sindaco leghista dice no alla cittadinanza onoraria proposta per la senatrice Segre, a Predappio (città natale di Mussolini) si nega il contributo del Comune per il treno della memoria che ogni anno porta gli studenti a conoscere i campi di Auschwitz, e appunto ad 89 anni Liliana Segre è costretta alla protezione della scorta a causa delle minacce ricevute. Episodi diversi e distanti, ma sempre più numerosi e preoccupanti, che ci parlano tutti di una realtà che non va sottovalutata, ma contrastata con forza dal punto di vista politico ed ideale, perseguita per come prevede la legge dalle forze di polizia e dalla magistratura, mentre le istituzioni tutte devono adoperarsi per difendere e garantire la libertà: quella della Segre di muoversi tranquillamente per continuare il suo lavoro prezioso, quella dei giovani librai di Roma della Pecora Elettrica o di ogni altro piccolo imprenditore minacciato dalla criminalità politica o da quella mafiosa di lavorare senza paura e senza ricatti, quella di ogni persona (qualunque sia il colore della pelle o il credo religioso) di vivere senza nascondersi e senza subire discriminazioni o comportamenti razzisti e violenti. Su questo la sinistra faccia fino in fondo la propria parte, facendo sentire la propria voce e la propria presenza, condannando ogni comportamento ambiguo e complice.

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