Nuccio Iovene. La Commssione Segre non è solo opportuna, ma anche urgente

Nuccio Iovene. La Commssione Segre non è solo opportuna, ma anche urgente

Mentre in tutta Italia continuano i casi di intolleranza e discriminazione, e l’ultradestra fascista rialza in modo preoccupante la testa, un importante segnale è arrivato sul piano istituzionale. A farsene promotrice, non a caso, è stata Liliana Segre. Sopravvissuta alla Shoah e testimone degli orrori delle leggi razziali in Italia, dello sterminio nei campi di prigionia nazisti e della ultima guerra mondiale, Liliana Segre è stata nominata dal Presidente della Repubblica Mattarella senatrice a vita. La sua prima proposta approvata in questi giorni al Senato è proprio quella relativa all’istituzione di una Commissione sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. La Commissione sarà chiamata a vigilare “sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche”.  La Commissione avrà inoltre il compito di controllare e indirizzare la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale e svolgerà anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, e nella promozione anche di ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale.

Nel momento in cui a fomentare e legittimare comportamenti razzisti sono purtroppo anche esponenti di primo piano del passato governo e di alcune forze politiche a partire dalla Lega di Matteo Salvini, che fin dal suo insediamento a capo della propria formazione politica ha sdoganato CasaPound  e altre formazioni neofasciste, questa iniziativa non è solo opportuna, ma anche urgente. Come ha ricordato la senatrice Segre la crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo che pervadono la scena pubblica, accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare attraverso i social, anche se non sempre immediatamente perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile. E la cronaca degli ultimi anni ce lo ricorda amaramente.

È stato grave quindi che,  all’indomani dell’ottantesimo anniversario della vergogna delle leggi razziali, tutto il centrodestra abbia scelto di astenersi nel voto sulla mozione istitutiva della Commissione accompagnando questa scelta con una plateale presa di distanza, a dimostrazione dell’ambiguità delle posizioni e dei comportamenti che in questi anni hanno fomentato un clima d’odio e di violenza, a partire dall’uso dei social, nel nostro Paese. E abbia scelto di farlo su temi che dovrebbero segnare un discrimine profondo tra chi sceglie di stare dalla parte della democrazia e chi opera per svuotarla e indebolirla, considerandola un impaccio o addirittura un ostacolo per le proprie mire. Fare chiarezza tra il prima e il dopo di questa fase politica ancora convulsa e delicata è allora un obbligo. Tutta la sinistra e il centrosinistra dovrebbero farne una bandiera irrinunciabile e prioritaria per ribadire che nel nostro Paese non c’è più posto né per il razzismo né per ogni altra forma di intolleranza e discriminazione, mantenendo alta la vigilanza e l’attenzione, denunciando ogni atto del genere e smascherando tutti quelli che colpevolmente li coprono, li minimizzano o li istigano.

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