Migranti. Nave Alan Kurdi attesa a Taranto con 88 persone salvate. Il governo decide di rinnovare il vergognoso accordo con la Libia. E il Pd si spacca

Migranti. Nave Alan Kurdi attesa a Taranto con 88 persone salvate. Il governo decide di rinnovare il vergognoso accordo con la Libia. E il Pd si spacca

La nave Alan Kurdi arriverà per le 8 di domani mattina nel porto di Taranto che è stato assegnato all’imbarcazione della Ong Sea Eye come porto di sbarco da parte del Viminale. A bordo della nave ci sono 88 migranti di diverse nazionalità soccorsi in mare a nord ovest di Zuara, in Libia, il 26 ottobre. Tre di loro erano in condizioni di salute precarie e sono stati subito sbarcati. Per gli altri, invece, l’odissea è durata 7 giorni. In base all’accordo raggiunto a Malta, il Viminale ha fatto sapere che la Germania e la Francia accoglieranno 60 migranti, il Portogallo 5 e l’Irlanda 2. Intanto, un altro salvataggio è stato effettuato “tra ieri sera e stamattina, circa 200 persone in pericolo sono state salvate in acque internazionali e sono ora a bordo del mercantile Asso 30, battente bandiera italiana. La Guardia costiera è informata. Le persone sono scappate dalla Libia e devono essere portate in salvo in Europa!”. Lo scrive su Twitter Alarm Phone.

L’Italia ha chiesto al governo di Tripoli una commissione per modificare il Memorandum d’intesa sui migranti

Lo rendono rendono noto fonti di governo. In particolare, le richieste verteranno sul rispetto dei diritti umani nei centri di accoglienza dei migranti irregolari, spiegano le fonti. La Commissione affari esteri della Camera dei deputati avvierà poi nelle prossime settimane una serie di audizioni sulla Libia per produrre una risoluzione da sottoporre al governo in merito alla modifica del Memorandum Italia-Libia, che scade oggi e che sarà rinnovato per altri tre anni con entrata in vigore a febbraio 2020. Lo riferisce la deputata Yana Chiara Ehm su Facebook. “Una modifica con precise nuove condizioni nel testo è fondamentale e senza dubbio alcuno necessario”, ha osservato la parlamentare del Movimento 5 Stelle. “Le violazioni dei diritti umani, le vessazioni, torture, uccisioni sono in alcun modo accettabili e rinnovare il testo cosi com’è vorrebbe semplicemente dire che accettiamo queste atrocità”. I punti fondamentali della risoluzione, ha spiegato Ehm, riguarderanno la gestione dei campi governativi da parte delle Nazioni Unite; la chiusura immediata dei centri di detenzione e la presenza degli enti internazionali sino alla chiusura; la preparazione di piani di evacuazione attraverso canali umanitari europei e/o rimpatri volontari nei paesi di origine; il rafforzamento e controllo della Guardia costiera libica; il rafforzamento delle municipalità per una maggiore stabilita’ del paese. La replica delle autorità libiche è gelida. “Quando riceveremo le proposte, le verificheremo in base agli interessi libici” dichiara il portavoce del ministero degli Esteri di Tripoli, Mohammed al Qablawi, in relazione alla modifica di due articoli del Memorandum d’intesa sui migranti, chiesta dall’Italia. “Convocheremo una commissione che si occuperà della valutazione delle proposte italiane – aggiunge al Qablawi – e, sulla base degli esiti di questa, decideremo come proseguire nell’intesa”.

Le reazioni durissime contro la scelta sbagliata di governo e maggioranza. No al memorandum, e non solo dalle ong

“Oggi, l’accordo Italia-Libia sarà automaticamente rinnovato per 3 anni. In aggiunta al preoccupante supporto dell’#UE, l’Italia continuerà a formare, equipaggiare e finanziare la guardia costiera libica per intercettare le imbarcazioni in difficoltà e riportare le persone in Libia”. Così Sos Mediterranee su Twitter. “Abbiamo ascoltato tante storie su cosa passano queste persone in Libia, che sono davvero al limite dell’immaginabile – dicono – Molti hanno rischiato la vita nel tentativo di scappare, e sono stati intercettati e riportati all’inferno da cui fuggivano. Operando nella zona SAR libica, siamo testimoni della mancanza di coordinamento delle autorità marittime libiche che non rispondono o indicano un ‘luogo sicuro’ in Libia, in contraddizione con il diritto internazionale”.

E c’è frattura all’interno del Partito democratico. “Lo abbiamo denunciato in tutti i modi possibili, lo dicono le Organizzazioni non governative, l’Onu, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, al fianco di tanti parlamentari ci appelliamo da settimane al buonsenso contro un accordo che è una vergogna. Mi chiedo con chi conti di sedersi al tavolo delle trattative l’Italia. Il nostro governo lo ha capito che quei ‘rappresentanti istituzionali’ libici, con cui dovrebbe sedere allo stesso tavolo per modificare il Memorandum, sono dei criminali? Quegli accordi vanno stracciati, è inconcepibile che si parli ancora di rinnovi e modifiche” scrive sui social network l’eurodeputato Pietro Bartolo. E Matteo Orfini reagisce ancora più duramente. “Oggi con il rinnovo degli accordi con la Libia subiamo una sconfitta durissima, ma non per questo possiamo arrenderci. Si faccia subito una commissione di inchiesta, si cancellino i decreti sicurezza di Salvini. Si ripristini una missione di salvataggio in mare e si interrompa ogni collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica. Si metta mano a quegli indecenti accordi cambiandoli radicalmente. E si porti in parlamento questa discussione. Oggi è una pessima giornata, ma non rassegniamoci alla barbarie”. Inoltre, prosegue Orfini, “di questa barbarie il mio partito è corresponsabile”, dimenticando di osservare che egli stesso ne era il presidente. Tuttavia, Orfini non perde l’occasione per attaccare la “segreteria del Pd, non dice nulla, nulla di nulla. A quelli che ci hanno risposto che le cose le vogliono cambiare spetta dimostrare di non essere semplicemente degli ipocriti: si faccia subito una commissione d’inchiesta su quanto accaduto e testimoniato dalle inchieste (fossi al posto di Gentiloni e Minniti sarei in prima fila per chiederla, per fugare ogni dubbio)”, conclude Orfini. Dalla parte opposta del Pd replica invece Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri: “Stracciare il Memorandum, come qualcuno propone, vuole dire restare a guardare da lontano le atrocità commesse in Libia. Per fare un piano di evacuazione straordinaria e chiudere i campi serve il Memorandum. Strappandolo ci si lava la coscienza ma la situazione resta come è”. Non c’è che dire, il Pd naufraga nel caos, insieme a migranti che attraversano il Mediterraneo.

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