Mentre la manovra di Bilancio procede al rallentatore, la destra organizza un penoso e devastante show alla Camera contro Gualtieri. Cgil, Cisl, Uil: mobilitazioni a dicembre

Mentre la manovra di Bilancio procede al rallentatore, la destra organizza un penoso e devastante show alla Camera contro Gualtieri. Cgil, Cisl, Uil: mobilitazioni a dicembre

Una maggioranza in grande difficoltà politica, si scontra anche sulla legge di Bilancio. I lavori sulla Manovra in Senato procedono a rilento. Si susseguono incontri tecnici e riunioni di maggioranza con l’obiettivo di arrivare a scremare le modifiche e avviare le votazioni a partire da sabato in modo da consentire l’approdo in Aula il 3 dicembre o poco dopo. Governo e maggioranza stanno cercando la sintesi sulle correzioni da apportare alle microtasse, a partire da plastic tax e auto aziendali, e al capitolo enti locali. Su un altro fronte, quello dell’Iva agli assorbenti, continua la battaglia di alcune parlamentari. Laura Boldrini del Pd, assieme a diverse colleghe, davanti alla panchina rossa di Montecitorio, ha girato un video chiedendo la drastica riduzione della cosiddetta ‘tampon tax’ sugli assorbenti, abbassando l’Iva dal 22% al 10%. Le deputate di maggioranza del cosiddetto ‘Intergruppo donne’ hanno incontrato lo stesso ministro dell’Economia per avere rassicurazioni sulle coperture per questo abbassamento dell’Iva. Insomma, i lavori parlamentari sulla Manovra sono in stand by, perché maggioranza ed esecutivo stanno cercando di trovare una soluzione sugli emendamenti da votare nelle prossime ore in Commissione Bilancio del Senato. Un pacchetto di emendamenti ministeriali, da oltre 200, è stato ridotto a 60, prevedendo più specializzandi in medicina e la proroga di vari bonus. La commissione, a quanto si apprende, dovrebbe essere convocata per sabato 30 novembre.

Nel frattempo, le opposizioni di destra hanno inscenato alla Camera un penoso show, urlando e schiamazzando contro il ministro Gualtieri che nell’altro ramo del Parlamento, al Senato, era protagonista di un’audizione sul Mes. Alla fine la peggio l’ha avuta la poltrona di uno stenografo, travolta e sfasciata dal leghista Daniele Belotti durante il parapiglia che si è scatenato nel tardo pomeriggio alla Camera. È il leghista Claudio Borghi ad attaccare la maggioranza sul Mes, supportato da un accorato intervento di Giorgia Meloni: “Gualtieri ha detto che il Mes è inemendabile, avete tradito l’Italia”, grida. A questo punto è Piero De Luca (Pd) a capovolgere l’accusa: il Mes, dice, porta la firma del governo gialloverde e quindi di Matteo Salvini. Apriti cielo, dai banchi della Lega si alzano urla e fischi. Anche quelli di Fdi si scaldano: “Sensi facci una foto”, gridano con coro da stadio all’indirizzo di Filippo Sensi, che con le sue foto spesso documenta i lunedì deserti in aula. Il presidente Roberto Fico sospende la seduta e la diretta tv s’interrompe. Fonti parlamentari di maggioranza raccontano di attimi concitati. Marzio Liuni della Lega corre verso Fico e gli punta un dito in faccia. Altri leghisti lo seguono. Volano insulti pesanti, raccontano ancora, all’indirizzo di alcune deputate del Pd, in particolare di Deborah Serracchiani che si trova lungo la traiettoria verde. È qui che Belotti, già ultras dell’Atalanta, si lancia in picchiata dai banchi della Lega e, prima ancora di scontrarsi con Emanuele Fiano e gli altri deputati del Pd che hanno alzato una barricata umana, travolge e spacca una poltrona utilizzata dagli stenografi d’aula. Che con la seduta sospesa, per fortuna, erano in salvo. Uno spettacolo indecente, uno schiaffo all’autorevolezza del Parlamento. La trasformazione della Camera in tugurio, grazie agli ultras leghisti. E su una questione che il ministro ha chiarito con grande merito.

Cgil-Cisl-Uil, bene dialogo ma risorse insufficienti, via alla mobilitazione

Intanto, proprio sui temi legati alla manovra finanziaria, “Cgil, Cisl, Uil confermano e ribadiscono il proprio giudizio in merito alla manovra economica, il cui iter parlamentare è ancora in corso. Apprezzano la disponibilità dimostrata dall’Esecutivo e la conseguente ripresa del dialogo e di una parte dei contenuti proposti dal governo, ma ritengono insufficienti le risorse che pure sono state messe in campo sui capitoli della piattaforma unitaria. I risultati ottenuti sono il frutto sia dell’enorme partecipazione di lavoratori, pensionati e giovani alle iniziative di piazza, avviate sin dallo scorso 9 febbraio, sia del successivo confronto con il governo, ma non sono affatto esaustive delle rivendicazioni unitarie. Cgil, Cisl Uil ritengono che sia necessario dare continuità alla mobilitazione, non solo per evitare peggioramenti e sollecitare alcuni miglioramenti della manovra che sarà approvata definitivamente entro la fine dell’anno, ma anche per chiedere di avviare una stagione di riforme, da condurre in porto già nei prossimi mesi” scrivono in una nota congiunta le confederazioni. Cgil, Cisl e Uil aggiungono che “a sostegno di queste rivendicazioni e di tutte le altre richieste contenute nella piattaforma, sia per la manovra in corso di approvazione sia in vista del prossimo Def, indicono una settimana di mobilitazione con iniziative nei territori e tre manifestazioni/assemblee nazionali aperte, che si svolgeranno in Piazza Santi Apostoli a Roma”.

Il 10 dicembre dedicata alle questioni del Mezzogiorno, dell’industria, dei servizi e di uno sviluppo ambientalmente sostenibile, contro i licenziamenti, a sostegno dell’occupazione e delle vertenze aperte, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, per la riforma degli appalti e dello sblocca cantieri. Il 12 dicembre per chiedere il rinnovo dei contratti pubblici e privati, il superamento dei contratti pirata, la riforma e le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali. Il 17 dicembre sulla riforma fiscale per una redistribuzione a vantaggio dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e per ridurre il fenomeno dell’evasione; sulla previdenza, per un’effettiva rivalutazione delle pensioni e per proseguire nell’opera di riforma della legge Fornero in un’ottica di effettiva flessibilità verso il pensionamento; per chiedere un welfare più giusto e una legge sulla non autosufficienza, spiegano i sindacati. “Le tre manifestazioni/assemblee vedranno protagonisti le delegate e i delegati dei lavoratori che al governo e alle imprese porranno i problemi delle rispettive imprese e da quelli i temi e le proposte avanzate nella piattaforma unitaria e discusse nelle assemblee dei lavoratori. Una modalità che vuole essere anche una strada per rendere protagonisti i lavoratori, i loro problemi, la loro capacità di proposta”, concludono.

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