Mattarella all’assemblea Anci: “i Comuni non sono la periferia della Repubblica, ma la sua base”. Zingaretti presenta gli emendamenti del Pd alla manovra. Le polemiche sul Mes

Mattarella all’assemblea Anci: “i Comuni non sono la periferia della Repubblica, ma la sua base”. Zingaretti presenta gli emendamenti del Pd alla manovra. Le polemiche sul Mes

“Questi sono giorni di confronto intenso sulla legge di bilancio. A me non compete prendere parte nella discussione di merito, ma ribadisco l’auspicio che la leale cooperazione tra le istituzioni della Repubblica trovi applicazione, e tragga nuova spinta, da una convergenza sugli indirizzi di bilancio”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie la platea dell’Anci, riunita in assemblea ad Arezzo, per lanciare un nuovo messaggio in tema di Manovra. Il passaggio è all’interno dell’intenso discorso rivolto a un migliaio di sindaci, che hanno confermato il presidente Decaro alla presidenza dell’associazione e tributato al Capo dello Stato lunghi applausi. Parole a cui ha subito fatto seguito un riferimento proprio alla situazione dei Comuni, che per Mattarella non vanno dimenticati, a maggior ragione in questo periodo. Dopo “sacrifici rilevanti negli anni più duri del risanamento”, adesso, “anche al fine dello sviluppo generale dell’Italia” questi “devono essere posti – ha scandito – nelle condizioni di rispondere alle domande delle rispettive comunità, garantendo quei servizi essenziali che sono condizione di piena cittadinanza e irrobustendo la capacità di autogoverno dei territori”. Anche perché i Comuni “non sono la periferia della Repubblica ma la base della Repubblica” e “costituiscono un tratto essenziale della nostra identità nazionale e, posti come sono alle radici dell’ordinamento, lo alimentano in virtù della rappresentatività e della maggiore vicinanza con le concrete comunità di vita”. Per questo, ha proseguito “non può esistere un’efficace strategia pubblica che escluda i Comuni o che li tenga ai margini”.

Zingaretti presenta alla stampa gli emendamenti del Pd alla Manovra 

“Questa Manovra offre un messaggio per le persone, per le imprese, per i lavoratori e per l’Europa, e il messaggio è che l’Italia ce la farà per via del pericolo scampato e di un indirizzo nuovo e utile a costruire speranza e fiducia in questo Paese”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti, presentando gli emendamenti del Pd alla Manovra nel corso di una conferenza stampa in Senato. Il gruppo dei Dem ha presentato una ventina di emendamenti, che intervengono su impresa, enti territoriali, welfare e famiglia, correzioni green e ambiente. Il tutto, assicurano, senza che venga alterato il saldo finale. Zingaretti ha ricordato la situazione difficile in cui si trovava il Paese a luglio e agosto, con lo spread alto e “la situazione seria di bilancio fuori controllo con la pretesa irresponsabile di non affrontare la situazione: ricordo la proposta di voler tassare le cassette di sicurezza degli italiani”. “Questa manovra invece – sottolinea Zingaretti – mette in sicurezza il Paese restituendogli credibilità perché è concordata con le istituzioni europee e dà agli investitori la percezione che il nostro sia un Paese credibile, tornato a fare i conti con i propri problemi”. Una manovra, aggiunge il segretario del Pd, che “propone un nuovo indirizzo, fondato su sviluppo, crescita ed equità”. “La nostra – conclude – sarà una battaglia emendativa per migliorare una manovra che ridia speranza al Paese e renda credibile poter dire che l’Italia ce la farà”. “Sulla manovra a Bologna abbiamo indicato la volontà di intervenire sull’azione di governo, sono ottimista e fiducioso sul fatto che si possa raggiungere la sintesi per un punto di equilibrio utile per migliorare e rafforzare la manovra senza stravolgerla” aggiunge Zingaretti, che afferma di non vedere “tensioni nel rapporto tra il governo e i suoi gruppi di maggioranza”.

Le polemiche sul Mes, il meccanismo europeo salva-stati di cui si chiede la riforma

Ci mancava solo la polemica sul MES per avvelenare il clima politico italiano. Come se non bastassero gli scontri sull’acqua alta che ha invaso Venezia o quelli che riguardano la ex Ilva di Taranto. Ora si aggiungono le polemiche sul trattato europeo sulla stabilità finanziaria che rappresenta l’evoluzione del vecchio fondo Salva Stati. E’ uno degli strumenti messi a punto a partire dal 2012 per fronteggiare nuove crisi finanziarie dopo quella che aveva travolto la Grecia e messo in ginocchio altre economie come Spagna, Portogallo e Irlanda. Intanto il nome: MES è acronimo di Meccanismo europeo di stabilizzazione. Il suo scopo è quello di evitare l’intervento della famigerata Troika (Fmi, Bce e Commissione europea) di cui in questi anni si è detto e scritto il peggio possibile considerando la durezza dei suoi interventi. Il MES rappresenta lo sviluppo delle precedenti istituzioni avendo come modello il Fondo Monetario internazionale. L’operativita’ e’ concentrata solo in Europa. La filosofia d’intervento, pero’, e’ la stessa: concedere aiuti in cambio di riforme strutturali e conseguenti sacrifici. La riforma del Mes sarà firmata a dicembre e non danneggerà in nessun modo l’Italia, ha sottolineato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, parlando del trattato di riforma del fondo salva-stati nel corso della trasmissione Otto e Mezzo su La7. “Nessuno ha firmato nulla, quindi neanche l’Italia”, ha precisato, “la firma del trattato avverrà a dicembre”, e comunque “non penalizzerebbe assolutamente l’Italia”. “Non sanno di cosa parlano” ed è “grottesco” accusare il premier Conte di alto tradimento, ha detto ancora Gualtieri, riferendosi agli attacchi lanciati da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Sostengo il mio predecessore, il Ministro Tria, che ha condotto questo negoziato ed è stato bravo. Salvini dovrebbe fare i complimenti a Tria perchè è riuscito ad evitare tutte le cose negative che alcuni volevano”.

Non c’è alcuna emergenza, il governo è pronto a prendere tempo, anche al rinvio della discussione se non si troverà un accordo complessivo in ambito europeo, ribadiscono fonti di governo, riguardo alla polemica sulla revisione del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità. Sarà il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ad illustrare alle Camere la posizione dell’esecutivo. Il tema probabilmente sarà affrontato al Consiglio europeo di dicembre ma l’Italia ribadirà quanto già sottolineato nei mesi scorsi, ovvero che è necessaria una riforma globale. Dunque non si esclude che il governo possa mettere il veto ma si punterà più che altro a prendere tempo, viene spiegato. Con una linea chiara: a decidere sarà il Parlamento. Del resto il presidente del Consiglio è già intervenuto alle Camere in audizione il 21 giugno scorso.

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