Il libro. Sergio Bellucci, “L’industria dei sensi”, Harpo editore. Bellucci ricostruisce il ruolo delle tecnologie nella storia della comunicazione. La presentazione a Roma e nel Lazio

Il libro. Sergio Bellucci, “L’industria dei sensi”, Harpo editore. Bellucci ricostruisce il ruolo delle tecnologie nella storia della comunicazione. La presentazione a Roma e nel Lazio

L’ultimo libro di Sergio Bellucci “L’Industria dei sensi” (Harpo editore) si mette in viaggio. A partire da giovedì 14 verrà presentato sia a Roma che in diverse località del Lazio. Questo il calendario: il 14 nella capitale alle ore 18.00 in via Vipera 5 (Monteverde Nuovo), il 15 a Rieti alle ore 18.00 presso la libreria Moderna in Via Garibaldi 244, il 16 a Monteporzio alle ore 20 presso il circolo Gramsci, via Verdi 21 (zona Centro Storico – vicino al ristorante Romoletto), il 25 di nuovo a  Roma alle ore 16.00 presso la Camera del Lavoro via Buonarroti 51 – Sala Fredda.

Il libro parla di una industria di nuovo tipo che  si è affermata nel ‘900 e ha cambiato l’intera storia umana. È un ciclo industriale che lavora in permanenza alla costruzione del senso della vita, costruendo il consenso politico necessario. L’industria di senso rompe i millenari rapporti di costruzione etico-morale delle società, marginalizza le strutture sociali e politiche con una ideologia autonoma ed entra in diretta concorrenza con le strutture culturali e religiose dei territori che invade. Il testo parte dalla ricostruzione del ruolo delle tecnologie della comunicazione nella storia umana; ricostruisce il ruolo della scrittura nella storia fino alla affermazione dei mass media del ‘900 e del web. È nel passaggio della crisi del ’29 negli USA che emerge il primo nocciolo dell’Industria di senso, la modalità di funzionamento della comunicazione di massa di tipo commerciale che in pochi decenni conquisterà il mondo e ne condizionerà definitivamente il suo sviluppo. Descrive il ruolo dell’Italia e della politica italiana nella sua affermazione in Europa. La possibile uscita dalla tenaglia è indicata nel libro attraverso la costruzione di un nuovo modello di stato sociale: Il welfare delle relazioni. Il testo è arricchito da una prefazione del mediologo Alberto Abruzzese e da una postfazione del politologo Giorgio Galli.

L’autore. Sergio Bellucci, giornalista e scrittore, dirigente politico e manager, ha scritto numerosi editoriali, articoli e saggi sui temi della comunicazione e della società dell’informazione. Membro del Comitato d’Onore dell’Osservatorio Internazionale sull’Audiovisivo e la Multimedialità (OIAM) della Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo. È stato dipendente del gruppo Fininvest dal 1978 e fino al 1993, durante tale periodo ha svolto anche attività sindacale nella CGIL come membro della Segreteria Nazionale della FILIS. Dal 1995 al 2006 è stato responsabile nazionale della Comunicazione per il Partito della Rifondazione Comunista. Dal febbraio del 2013 è direttore del quotidiano Terra e nel 2014 è diventato presidente della Free Hardware Foundation. Nel libro E-work. Lavoro, rete e innovazione analizza l’impatto delle nuove tecnologie digitali sulla vita umana con una particolare attenzione al mondo del lavoro. Secondo le sue analisi, l’avvento del digitale comporterebbe una “nuova organizzazione scientifica del lavoro”, definita “taylorismo digitale”, attraverso un impiego distorto della rete. Nelle tesi di E-work si prospetta la nascita del “lavoro implicito”, il lavoro effettuato obbligatoriamente, senza nessuna retribuzione e attraverso strumentazione a carico del lavoratore, che le piattaforme digitali stanno espandendo nel loro ciclo produttivo. Insieme a Marcello Cini ha scritto Lo spettro del capitale. Per una critica dell’economia della conoscenza, analisi del cambiamento epocale del capitalismo avvenuto negli ultimi venti anni: il passaggio da un’economia materiale ad un’economia immateriale, che produce un bene intangibile e non mercificabile: la conoscenza.

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