Contro la violenza sulle donne. Sabato a Roma la manifestazione di NonUnaDiMeno. I numeri terrificanti e il sondaggio sulla generazione Z

Contro la violenza sulle donne. Sabato a Roma la manifestazione di NonUnaDiMeno. I numeri terrificanti e il sondaggio sulla generazione Z

Sabato 23 novembre la marea femminista tornerà a inondare le strade di Roma “contro la violenza patriarcale, economica, istituzionale al grido di NonUnaDiMeno”, scrive Nudm in una nota. “Scendiamo in piazza – continua il comunicato – per affermare che l’unico cambiamento possibile è a partire dalla rivolta permanente: dalle pratiche, dalle lotte, dalla solidarietà femministe”. Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner; continuano le violenze di matrice omolesbotransfobica. “La violenza non ha passaporto né classe sociale – si legge ancora – ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni. Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemministi, come la casa delle donne Lucha y Siesta di Roma sotto minaccia di sgombero! L’indipendenza economica e la libertà di movimento sono le condizioni fondamentali per affrancarsi dalla violenza. Ma servono atti concreti: un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno. Serve abolire i decreti sicurezza e le leggi che mantengono in condizione di ricattabilità le persone migranti, e in particolare le donne! Porteremo in piazza i simboli che il movimento ha costruito, i pañuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l’aborto legale, i pugni di fuoco simbolo di rivolta, le maschere delle luchadoras della campagna per Lucha y Siesta”. “Saremo in piazza – conclude il comunicato di Nudm – senza spezzoni organizzati né bandiere e simboli di partito e sindacali. Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale nel quartiere San Lorenzo, per preparare lo sciopero globale femminista dell’8 marzo 2020. Il 22 novembre, Non Una di Meno parteciperà alla Trans Freedom March a Roma”.

Flc Cgil di Roma e Lazio e Fiom Cgil: sabato aderiamo a manifestazione “Non una di meno”

“Aderiamo e sosteniamo la manifestazione nazionale promossa dalla rete ‘Non Una di Meno’ per sabato 23 novembre in Piazza della Repubblica in vista della Giornata mondiale contro la Violenza sulle donne del 25 novembre” si legge in una nota della Flc Cgil di Roma e del Lazio. “Come sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza – continua la nota – ripudiamo la violenza sulle donne e la violenza di genere. Sosteniamo quindi ogni forma di mobilitazione che si batta per il contrasto alla violenza e alle discriminazioni sui luoghi di lavoro, alle disparità di accesso, retribuzione e carriera, che sostenga l’implementazione dei servizi sul territorio, come il potenziamento della rete dei consultori e dei centri antiviolenza, e infine per la piena applicazione della legge 194. Crediamo sia necessario partire dai luoghi del sapere e della conoscenza per costruire una società libera dalla violenza, dal sessismo e dalla cultura patriarcale. Ci batteremo sempre al fianco di chi lotta per l’eguaglianza dei diritti e contro ogni forma di discriminazione. Per questo invitiamo tutte e tutti alla massima partecipazione”.

“La Fiom-Cgil parteciperà alla manifestazione nazionale a Roma contro la violenza maschile e di genere promossa da Non Una Di Meno per sabato 23 novembre alle 14 da piazza della Repubblica. Sono in aumento i casi di violenza di genere in Italia: nel 2018 sono 142 le donne uccise (+0,7%), di cui 119 in famiglia (+6,3%). Continueremo ad esserci finché non saremo libere di scegliere e finchè non saremo libere dalla violenza economica e dal ricatto della precarietà. Non ci fermeremo finchè il cambiamento non sarà strutturale, a partire dalla scuola, dal lavoro, dalla salute, dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro. Per questo la Fiom-Cgil dà appuntamento a tutte e tutti questo sabato in piazza e per le strade di Roma, senza i nostri simboli ma per attraversare la città con i nostri corpi”.

Ancora troppe donne vittime di violenza

Nel 2018 in Italia sono stati denunciati alle Forze dell’ordine 4.887 reati di violenza sessuale, di cui circa il 90% con vittima una donna. Di questi, 397 a danno di un minore di 14 anni. Al primo posto per numero di violenze sessuali c’è Milano con 481 denunce, seguita da Roma con 411 e Torino con 215. La prima provincia per numero di violenze sessuali denunciate in rapporto alla popolazione residente è Trieste, seguita da Rimini e Bologna. Lo ricorda il Censis che oggi ha inaugurato una mostra fotografica nata da un progetto Respect sulle discriminazioni di genere realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La mostra fotografica “Un mondo senza donne” si trova presso la Casa dei diritti e delle differenze del Municipio Roma III Montesacro in via Gerolamo Rovetta. Sarà aperta al pubblico dal 21 al 29 novembre dalle ore 10.00 alle ore 20.00.

Il 10% delle ragazze della Generazione Z, cioè nate tra la seconda metà degli anni ’90 e la fine degli anni 2000, hanno subìto molestie sessuali; il 32% ha ricevuto commenti non graditi a sfondo sessuale online, il 7% ha subìto rispettivamente stalking e ricatti o minacce relative alla circolazione di proprie foto/video a sfondo intimo, mentre l’8,4% ha ricevuto minacce di violenza. Questa è l’allarmante fotografia scattata da Terre des Hommes e ScuolaZoo sulla Generazione Z, diffusa in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne, attraverso i nuovi dati dell’Osservatorio Indifesa, una grande indagine realizzata su oltre 8mila ragazzi e ragazze delle scuole secondarie in tutta Italia su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting.  Oltre la metà delle ragazze hanno ricevuto commenti volgari online sul proprio corpo, una circostanza che le ferisce e offende esattamente come se fossero avvenute al di fuori della rete. Il 64% dei maschi invece afferma di non essere mai stato vittima di body shaming e solo il 35% si dichiara offeso da quei commenti. Questo significa che le ragazze costituiscono il bersaglio principale e sono più esposte dei maschi agli attacchi e alle discriminazione di genere sulla rete. Sulla questione parità di genere c’è ancora molto da fare per il 63% delle ragazze della Generazione Z (e solo per il 48% dei maschi). Sondando l’opinione dei ragazzi (maschi e femmine), le forme di discriminazione peggiori che subiscono le donne risultano essere: molestie e violenze sessuali (per il 51%), mancato riconoscimento delle proprie capacità (per il 20,44%) e discriminazione economica (per il 13,89% guadagnano meno degli uomini a parità di lavoro). E alla domanda sul perché alcuni uomini esercitano violenza sulle donne, i ragazzi indicano tra le principali cause: problemi di dipendenza da alcool o droghe 25,81%; educazione familiare 20,76%; retaggio culturale 16,99% e l’essere stati a loro volta vittime di violenza o di abusi durante l’infanzia 13,19%. Ma c’è ancora una minoranza del campione (1 su 3) che dichiara che le donne dovrebbero anteporre il proprio ruolo di madre alla carriera. Un dato che fa riflettere, se si pensa che il dato sale a 1 su 2 se si prendono in considerazione solo le risposte fornite dai maschi. Inoltre, sebbene solo il 10% degli intervistati affermi che una ragazza vestita in modo provocante “se la va a cercare” (prevalenza maschi 16%), quasi il 29% del campione ritiene “facile” la ragazza che ha fatto un video o una foto a sfondo sessuale per il proprio ragazzo.

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