Whirlpool. Fallisce il tavolo a Palazzo Chigi. L’azienda annuncia chiusura stabilimento Napoli entro l’1 novembre. L’ira del governo, Patuanelli: “Surreale”. I sindacati: subito sciopero

Whirlpool. Fallisce il tavolo a Palazzo Chigi. L’azienda annuncia chiusura stabilimento Napoli entro l’1 novembre. L’ira del governo,  Patuanelli: “Surreale”. I sindacati: subito sciopero

Fallisce il tavolo convocato a Palazzo Chigi per affrontare la vertenza Whirlpool che vuol cedere lo stabilimento di Napoli. E arriva la risposta dei lavoratori e dei sindacati: “La totale chiusura e l’indisponibilità di Whirlpool a cercare soluzioni coerenti con l’accordo siglato, mette di fatto a rischio la tenuta del piano industriale e il futuro di oltre 5mila lavoratori in tutta Italia”. A dirlo è la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David, annunciando che “nelle prossime ore saranno valutate le iniziative di mobilitazione in risposta a questo ulteriore atto unilaterale dell’azienda”. Da subito vengono dichiarate unitariamente due ore di sciopero alla fine dei turni in tutti gli stabilimenti del gruppo, a oltranza nel sito di Napoli. Questa volta la risposta  arriva non solo dai sindacati ma anche dal governo. Già, perché la decisione dei sindacati è stata presa in seguito al “no” dei dirigenti dell’azienda pronunciato al tavolo convocato a Palazzo Chigi. E il governo con lo stesso Conte non l’ha presa bene. Nessun passo avanti sul futuro dello stabilimento di Napoli è stato fatto dalla direzione del gruppo  ed immediata  la reazione del  ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli che ha definito “surreale” il comportamento dell’azienda che  ”si siede al tavolo con il presidente del Consiglio nella stessa posizione di tre settimane fa”. “La procedura può essere ritirata e ci può essere lo spazio per fare cose diverse” ha proseguito il titolare del Mise, dimenticando tuttavia le responsabilità del suo precessore, Di Maio, che avrebbe potuto dare soluzione alla vertenza prima dell’estate. Se l’azienda non ha intenzione di fare passi indietro né di trovare compromessi, se Whirlpool “continua ad avere un atteggiamento di scelte unilaterali, anche il governo farà le sue scelte unilaterali”. E ancora: “Siccome è evidente che questa è una crisi industriale che deve essere trattata dal governo, assieme al governo decideremo nei prossimi giorni i prossimi passi. Ritengo che sia giusto coinvolgere tutte le componenti del governo”. Patuanelli sottolinea che sulla questione è intervenuto anche il premier Conte, il quale ha registrato che ”il tavolo non ha portato ad alcun passo in avanti”.  L’esecutivo – prosegue il ministro – è  pronto a negoziare soluzioni che escludano la cessione “verso l’ignoto” del ramo dell’azienda di Napoli. Se il problema di Whirlpool con la sede di Napoli ”è il prodotto, perché ha difficoltà di mercato, si può cambiare tipo di prodotto o cambiare fascia di gamma. Su questo c’è la massima disponibilità del governo a dare tutto il supporto”, ha continuato .“Ci sono molti strumenti che il governo può mettere in campo, ma per noi è fondamentale che ci siano impegni diretto di Whirlpool”, ha assicurato, spiegando che quella della multinazionale sulla cessione del sito di Napoli ”è una scelta unilaterale di Whirlpool perché questa procedura può essere ritirata e ci può essere lo spazio per fare cose diverse”. Poi  accusa: “Pensare che ci siano comportamenti predatori all’interno del tessuto produttivo italiano per noi non è accettabile e il piano industriale firmato a ottobre del 2018 deve essere assolutamente rispettato”.

A  rischio la tenuta del piano industriale, il futuro di 5mila lavoratori

Francesca Re David,  mentre annunciava una prima risposta di sciopero immediato sottolineava che “di fatto a rischio era la tenuta del piano industriale e il futuro di oltre 5mila lavoratori in tutta Italia”.  “Nelle prossime ore saranno valutate le iniziative di mobilitazione in risposta a questo ulteriore atto unilaterale dell’azienda. Da subito vengono dichiarate unitariamente due ore di sciopero alla fine di tutti i turni in tutti gli stabilimenti del gruppo”. Poi proseguiva “Da quanto si apprende dalla stampa, anche all’incontro di questa mattina tra il presidente del Consiglio Conte e la direzione di Whirlpool Italia, la multinazionale si è presentata davanti al massimo rappresentante del governo italiano con l’arroganza e le scelte unilaterali mostrate in questi ultimi mesi. Il governo ha chiesto anche oggi con fermezza il rispetto dell’accordo del 25 ottobre scorso e l’impegno diretto di Whirlpool nello stabilimento di Napoli”. Nel frattempo i lavoratori occupavano l’autostrada Napoli-Salerno. Passava solo qualche ora da quando le agenzie di stampa diffondevano la notizia del fallimento dell’incontro a Palazzo Chigi e dell’annuncio della mobilitazione da parte di Fiom, Fim, Uilm.

L’arroganza del grande gruppo americano che in Italia ha costruito un impero

E la risposta arriva con tutta l’arroganza possibile. La riportiamo per intero. “A seguito dell’incontro a Palazzo Chigi, alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, WHIRLPOOL EMEA sottolinea con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del Governo a discutere il progetto di riconversione del sito. Tale progetto, come più volte sottolineato, rappresenterebbe l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento di Napoli. Come infatti già presentato nei mesi scorsi, WHIRLPOOL EMEA durante l’incontro odierno ha ripercorso le opzioni alternative alla riconversione, non sostenibili nel medio-lungo termine. Vista l’impossibilità di una discussione sul merito del progetto di riconversione e i mesi di incontri che non hanno portato ad alcun progresso nella negoziazione, l’azienda, come comunicato durante la riunione a Palazzo Chigi, si trova costretta a procedere alla cessazione dell’attività produttiva, con decorrenza 1 novembre 2019″. Nessun  commento è possibile a chi come i dirigenti, i padroni di questo gruppo americano, un colosso che in Italia si è ancora più ingigantito, non solo dicono no alla disponibilità offerta dal governo e dai sindacati di trovare possibili soluzioni ma risponde dando ai lavoratori  quindici giorni. Poi tutti a casa. Una sola cosa: non può finire così. Dal governo si attende una  risposta. Riprendiamo una frase, un impegno preso dal ministro Patuanelli quando ha detto: “Se Whirlpool  continuerà ad avere  atteggiamenti di scelte unilaterali, anche il governo farà le sue scelte unilaterali”. Bene, non c’è tempo da perdere.

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