Scuola. Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, a radioArticolo1: dal 31 ottobre all’8 novembre ciclo di assemblee in tutta Italia

Scuola. Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, a radioArticolo1: dal 31 ottobre all’8 novembre ciclo di assemblee in tutta Italia

La morte di un bambino nella scuola di Milano “ha profondamente colpito la comunità scolastica: come organizzazione sindacale abbiamo deciso di indire un ciclo di assemblee in tutta Italia, partendo dal 31 per arrivare all’8 novembre, in cui si ragiona su quello che oggi è la scuola, su ciò che bisogna fare per migliorarla, quale impegno spetta alla comunità educante e anche cosa chiedere allo Stato”. Lo afferma il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, ai microfoni di RadioArticolo1.

La legge 107, ovvero la “buona scuola” del governo Renzi, “non ha affrontato i punti critici”. Adesso, infatti, “occorre mettere a fuoco delle priorità fondamentali: gli investimenti nella scuola, che riguardano in questo caso il personale come i collaboratori, poi bisogna far ripartire una riflessione sulla missione che oggi la scuola deve avere. Qui serve un dibattito tra tutte le forze politiche, perché la scuola non è patrimonio di qualcuno, bensì dell’intero Paese”. Sul ruolo del nuovo governo, così il segretario: “Il ministro ha fatto dichiarazioni importanti, ma purtroppo ci troviamo nella stessa situazione di prima: non vediamo in alcun modo le risorse adeguate, quindi dovremo ancora una volta utilizzare l’iniziativa sindacale per accendere i riflettori”.

Sulle condizioni dei lavoratori, prosegue Sinopoli, “serve valorizzare le professionalità e farlo attraverso l’investimento in legge di bilancio. Ci aspettiamo di essere convocati dal ministro perché dobbiamo conoscere le sue determinazioni, per poi scegliere le iniziative adeguate con l’obiettivo di ottenere una discontinuità vera”. È necessario insomma “un segnale diverso a partire dal contratto, ma anche sugli investimenti, sulla sicurezza degli edifici, sul personale Ata, sui collaboratori scolastici perché è evidente che questa situazione non è sostenibile per il Paese. Chi lavora nella scuola è in grave difficoltà ma, nonostante tutto, è ancora una scuola aperta al mondo, citando Gianni Rodari, è la prima frontiera dello Stato”.

Da rassegna.it

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