Roma. Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio: “La città è con noi. Ripartiamo dallo sciopero del 25 ottobre per costruire un futuro diverso”. Landini: “i romani sanno cosa non funziona”

Roma. Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio: “La città è con noi. Ripartiamo dallo sciopero del 25 ottobre per costruire un futuro diverso”. Landini: “i romani sanno cosa non funziona”

Si è aperta una frattura nel rapporto tra la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e le organizzazioni sindacali. Sono lontani i tempi del progetto “Fabbrica Roma”, quando sembrava che Raggi avesse aperto un dialogo costruttivo con i corpi intermedi della città. La divisione tra palazzo e piazza è emersa con maggiore evidenza in vista dello sciopero generale delle 18 aziende partecipate dal Campidoglio indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl per venerdì 25 ottobre. Ieri, ma anche oggi, la sindaca ha rivolto un appello ai sindacati affinché revochino lo sciopero. “Continuo a invitare i sindacati a revocare questo sciopero che, dal nostro punto di vista, non ha motivazioni. In Roma metropolitane c’è la garanzia dei livelli occupazionali, c’è l’intenzione di mantenere la società in mano pubblica”, ha detto oggi Raggi lasciando il Mit a termine di un incontro con il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, chiarendo di avere “rassicurato il ministro sul nostro progetto, che è proprio quello di risanare la società e di gestire gli eventuali, e sottolineo eventuali, esuberi all’interno del perimetro delle società di Roma Capitale”.

Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio, replica alla sindaca: “a lei chiediamo un atto di responsabilità.  La città è con noi”

A Jobsnews il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio conferma: “il 25 ottobre Roma si bloccherà. E’ la prima volta che i lavoratori di tutte le Partecipate del Campidoglio scioperano in massa. E’ la cifra del sommo degrado in cui è sprofondata la capitale, la plastica manifestazione di uno stato di esasperazione collettiva. Troppe gocce hanno fatto traboccare il vaso.  Da ultimo, la liquidazione di Roma Metropolitane”. Inoltre, aggiunge Azzola, non si tratta di uno sciopero politico o peggio di una “strumentalizzazione politica delle legittime rivendicazioni dei lavoratori”. Anzi, per il sindacalista, “questa è la comoda interpretazione sdoganata ai cittadini dalla sindaca Raggi e dall’assessore Lemmetti, che nella gestione delle aziende capitoline non hanno certo brillato per senso di responsabilità, coerenza e capacità. La Giunta sta lasciando cadere i servizi pubblici nel degrado più assoluto, sta mettendo le municipalizzate, da Ama a Farmacap, nelle condizioni di non operare, umiliando quotidianamente i lavoratori, stracciandone i diritti. Diritti, lo ricordiamo, garantiti dalla Costituzione. A Roma si vive e si lavora male. E’ un dato di fatto ed è giunta l’ora di dire basta. E’ una questione di dignità”, afferma Azzola. Il punto è che, prosegue, che “l’amministrazione comunale deve rendersi conto di avere a che a fare con le persone, non con dei semplici numeri. I lavoratori vanno ascoltati, le parti sociali vanno ascoltate. I tavoli di confronto servono a quello, ma bisognerebbe convocarli. Come prassi comune, non come extrema ratio per scongiurare le mobilitazioni. Gli inviti al dialogo suonano un po’ fasulli quando arrivano dopo episodi vergognosi come quello del 1° ottobre. Ci ricordiamo tutti dei lavoratori di Roma Metropolitane, travolti dalla Polizia mentre manifestavano pacificamente”. Azzola naturalmente si rivolge ai romani, che ormai sono stanchi di sopportare una tale situazione di degrado: “ci scusiamo con la cittadinanza. Sarà una giornata difficile. Una giornata che tutti noi avremmo voluto passare in modo diverso. A questo proposito ribaltiamo l’invito della sindaca giunto ieri sera dalla sua pagina Facebook e ribadito in queste ore. È a lei che chiediamo un atto di responsabilità. Riveda le sue scelte, nomini assessori che siano all’altezza dei compiti loro affidati, dimostri con i fatti quanto prospetta e promette ai cittadini e ai lavoratori. In questi giorni abbiamo ricevuto da più parti conferme e adesioni allo sciopero. La città è con noi. Ripartiamo dal 25 ottobre per costruire per Roma un futuro diverso”, conclude Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio.

Landini, sciopero? Sotto occhi tutti cosa non funziona

Sullo sciopero del 25 ottobre è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Ma quale sciopero politico? Lo sciopero parte dal fatto che è sotto gli occhi di tutti come le aziende non stanno funzionando e c’è una responsabilità anche del Comune nel non affrontare, anche insieme ai sindacati, un problema molto serio che riguarda il funzionamento di quelle aziende”. Replicando alla sindaca di Roma, interpellato a margine di un convegno alla Lumsa dedicato a Federico Caffè, Landini dice: “Invece di chiedere di ritirare gli scioperi, sarebbe utile che il Comune accetti di discutere con i lavoratori il modo in cui risolvere i problemi. Lo sciopero – osserva – credo avrà la solidarietà da parte della città, perché la città vede che le cose non funzionano e c’è bisogno di cambiarle”. Insomma, precisa Landini, quello di venerdì “è uno sciopero non per difendere qualche posto di lavoro ma per mettere al centro della discussione un’idea diversa della città. Il sindaco apra il confronto e trovi le soluzioni insieme ai sindacati; lo sciopero non è quindi contro i cittadini ma per far funzionare meglio la città”, chiude.

Roma Multiservizi, in arrivo 3500 licenziamenti. La rabbia e l’indignazione di Cgil Cisl e Uil

Nel dibattito sul senso dello sciopero di venerdì, è caduto come un fulmine la questione della messa in liquidazione di Roma Multiservizi, un’altra delle società della costellazione delle partecipate del Comune di Roma. E Cgil, Cisl e Uil reagiscono con forza e indignazione. “Mentre la sindaca Raggi continua a fare appelli per chiedere la revoca dello sciopero del 25 ottobre promettendo il mantenimento dei livelli occupazionali, dalla Multiservizi ci comunicano che entro domani partiranno le lettere di licenziamento per 3.500 dipendenti. E’ gravissimo quanto sta accadendo. Gravissimo che i sindacati non siano stati informati”. E inoltre, aggiungono i sindacati, “gravissima questa tempistica e queste modalità. La sindaca vuole dialogare? E di cosa? Di licenziamenti e liquidazioni decisi in maniera arbitraria e unilaterale? Stanno liquidando Roma e con essa migliaia di romani. Altro che sciopero generale. Ci sarebbe bisogno di un blocco ad interim di questa gestione scellerata del Comune e delle aziende municipalizzate. Se non si trova una soluzione immediata a questa situazione, il 25 sarà solo l’inizio. Proseguiremo su questa strada ogni giorno” concludono in una nota i segretari generali della Cgil Roma e Lazio, della Cisl Roma Capitale e Rieti, della Uil del Lazio, Michele Azzola, Carlo Costantini e Alberto Civica.

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