Governo e sindacati. Confronto aperto sulla manovra. Gualtieri sull’Iva si leva un sassolino dalle scarpe. Fiducioso sull’ok della Ue. Landini: ora servono risposte concrete. Furlan: troppe notizie fasulle sui media. Barbagallo: la valutazione finale sui risultati

Governo e sindacati. Confronto aperto sulla manovra. Gualtieri sull’Iva si leva un sassolino dalle scarpe. Fiducioso sull’ok della Ue. Landini: ora servono risposte concrete. Furlan: troppe  notizie fasulle sui media. Barbagallo: la valutazione finale sui risultati

Una giornata importante. Ci voleva l’apertura del confronto fra governo e sindacati sulla manovra di Bilancio, a partire dal Documento di  Economia e finanza per uscire dalle secche di un dibattito fondato sul nulla o meglio sulle indiscrezioni, su presunti scoop che stanno impegnando editorialisti, cronisti d’assalto, su confronti televisivi pietosi in cui fa la parte del leone Renzi Matteo, tutto intento ad attaccare il Pd che ha abbandonato per fondare Italia viva che, malgrado la sua pochezza in termini numerici, per  non parlare di quelli  politici e culturali, viene presentata dai media come una “cosa vera” con Renzi salvatore della patria. Basta fare riferimento alla pietosa intervista, pietosa sia per l’intervistato che per il ruolo svolto, o meglio non svolto, da Lucia Annunziata, la direttora dell’Huffington Post, e titolare in Rai della rubrica “In mezz’ora”. Basterebbe ricordare a Renzi Matteo che lui è tornato alla ribalta  in quanto, dopo aver “sistemato” alcune amiche e amici nel governo M5S-Pd-Leu, appena  è avvenuto l’insediamento lui ha telefonato a Conte dicendo che alcuni ministri e sottosegretari eletti in quota Pd  si trasferivano armi e bagagli  nella neonata Italia viva. In un paese civile i neorenziani si sarebbero dimessi. Ma lasciamo perdere, la dignità chi non ce l’ha la deve cercare. Evidente non vale per Renzi.

Una giornata importante per il futuro economico e politico del Paese

Chiuso questo capitolo  passiamo alla giornata importante per quanto riguarda il futuro economico e sociale che ci attende con la manovra di Bilancio. Con i sindacati, Cgil, Cisl, Uil si è avviato, come dice Maurizio Landini segretario generale della Cgil “un confronto vero con il governo”, come deciso nel vertice a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Conte. Poche ore per stabilire una  serie  di appuntamenti, tavoli tecnici, sui contenuti della ,manovra, per poi rivedersi, sempre a Palazzo Chigi prima che vengano assunte le decisioni sulla legge di stabilità. Un confronto vero, tanto che su uno dei temi scottanti, il rinnovo del contratto del pubblico impiego di cui non vi è e traccia nel Def, si è avviato subito il confronto. Landini precisa il calendario deciso con il premier: “Il taglio del cuneo fiscale e la riforma fiscale su cui ci sarà un incontro di approfondimento giovedì; le pensioni in senso generale, cioè sia il sistema pensionistico, sia la rivalutazione e la non autosufficienza, sulle quali ci sarà un tavolo venerdì; un nuovo incontro all’inizio della prossima settimana sugli investimenti, il Mezzogiorno e le politiche industriali”. In più, “c’è un approfondimento tecnico che si svolgerà già stasera (7 ottobre, ndr) per quel che riguarda il rinnovo dei contratti del pubblico impiego”.Se quello di oggi “è sicuramente un passo nella direzione giusta – ha precisato il numero uno della Cgil –, adesso bisogna che ci siano anche le risposte concrete. Sul piano del metodo si avvia un confronto serrato, sono tutti incontri da fare prima che vengano prese le decisioni sulla legge di stabilità. A proposito del taglio del cuneo fiscale, “noi lo vogliamo, ma le cifre messe sul tavolo ancora non sono sufficienti, vanno aumentate. Numeri non ne diamo, ma vogliamo raggiungere risultati concreti”. Landini ha ricordato l’assemblea dei delegati di Cgil, Cisl e Uil che si terrà mercoledì prossimo ad Assago (Milano): “Saranno circa 10 mila, con loro valuteremo quello che succede. Oggi si è fatto un passo nella direzione giusta, ma servono risposte”. Nella Manovra dovrà esserci spazio anche per le pensioni, per “la rivalutazione di quelle in essere”. Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, spiegando che tra i temi sul tavolo c’è anche “la riduzione della tassazione sulle pensioni”. Al termine del vertice a palazzo Chigi, il leader della Uil parla di un incontro “andato bene, benissimo dal punto di vista del merito”. Infatti, spiega, “da oggi pomeriggio si attivano i tavoli tecnici”. Però, aggiunge, “la valutazione finale sarà fatta sui risultati”.

“Da oggi ufficialmente è iniziato il nostro confronto sulla legge di Bilancio”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine dell’incontro sulla Manovra con il premier Giuseppe Conte. “La prima cosa che abbiamo precisato è che il tavolo di confronto è questo: ogni giorno leggiamo sulle pagine dei giornali dichiarazioni in tv di tanti che parlano della Finanziaria, se fa bene o no fare il cuneo, se dobbiamo togliere Quota 100 o no. Ci vuole rispetto – ha sottolineato – per il confronto che stiamo facendo”.

Il premier: riteniamo prezioso il contributo delle parti sociali

“Oggi – ha detto Conte  – c’è stata un’ulteriore occasione di confronto. Ci eravamo già incontrati il 18 settembre e in quel caso abbiamo discusso delle priorità strategiche per la prossima legge di bilancio che è in piena fase di impostazione. Abbiamo anche richiamato alcune nostre priorità, a partire da un piano di contrasto all’evasione affinché tutti paghino le tasse per poter tutti pagare di meno”. È questo “l’unico principio – ha sottolineato il presidente del Consiglio – che secondo noi ci consentirà di poter efficacemente alleggerire la pressione fiscale”. Conte al tavolo con i sindacati riferiscono le agenzie di stampa ha parlato anche di un piano di rilancio per il Mezzogiorno e della definizione di una nuova agenda di investimenti nell’innovazione e nella sostenibilità ambientale e, non da ultimo, del potenziamento delle misure a beneficio della sicurezza sul lavoro. “Riteniamo prezioso – ha affermato – il contributo delle parti sociali. Siamo qui per continuare il nostro dialogo. Non vogliamo realizzare la manovra in maniera autoreferenziale: dobbiamo lavorare fianco a fianco per costruire un’Italia più equa, più verde, più inclusiva e che riattivi il motore della crescita economica e dello sviluppo sociale. Un’altra direzione del governo è quella di sbloccare gli investimenti e accelerare la spesa. Evitare l’aumento delle clausole già di per sé ha un forte impatto, che andrà a sommarsi anche alle misure di sostegno ai redditi familiari, come anche il taglio al cuneo fiscale su cui oggi inizieremo a ragionare più dettagliatamente, e anche a una meticolosa azione di sblocco degli investimenti ancora fermi. Rispetto allo scenario tendenziale dell’aumento dell’Iva, il governo ha predisposto tutte le misure per evitare la stretta sui consumi delle famiglie che avrebbe comportato un rincaro medio a famiglia di 540 euro l’anno”. Conte, nel corso dell’incontro con i sindacati, ha fatto presente che “non vogliamo realizzare la manovra in maniera autoreferenziale: dobbiamo lavorare fianco a fianco per costruire un’Italia più equa, più verde, più inclusiva e che riattivi il motore della crescita economica e dello sviluppo sociale”. Un’altra affermazione riguarda “la direzione del governo che è quella di sbloccare gli investimenti e accelerare la spesa”.

L’assemblea degli industriali. Il Paese in bilico tra ripresa e recessione

Mentre si svolge l’incontro fra i sindacati e Conte arrivano anche le “previsioni” di Confindustria che tiene l’assemblea generale e di Istat. Previsioni a “tinte fosche” dicono le agenzie di stampa. Immediata è la risposta da parte del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri che dà appuntamento tra un anno, quando, afferma, “commenteremo una Italia in crescita”. Il  Pil resterà fermo sia nel 2019 sia nel 2020 sulla base di politiche invariate, ovvero con aumenti di aliquote Iva e accise per 23,1 miliardi di euro e spese indifferibili per 2,7 miliardi. Se invece l’Iva non aumentasse (come non dovrebbe aumentare) il tasso di crescita del Pil nel 2020 potrebbe essere leggermente positivo, pari a +0,4%. Il deficit in rapporto al Pil, però, sarebbe molto più alto, pari al 2,8%, rispetto all’1,7% del baseline, e all’1,8% del 2019. Il Paese è “in bilico tra ripresa e recessione” e appare “ancora sulla soglia della crescita zero, rischiando di cadere in recessione in caso di eventuali nuovi shock, che soprattutto dal fronte estero – afferma Confindustria – sono sempre possibili, come mostra l’elevatissimo grado di incertezza oggi presente sui mercati”. Malgrado questa valutazione  negativa, la direttrice di  Confindustria, MarcellaPanucci, non dà un giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo. Anzi, afferma di apprezzare “l’approccio responsabile del governo di declinare interventi su un piano triennale e mantenere l’equilibrio dei conti pubblici proprio per sostenere la nostra credibilità e fiducia”. Per quanto riguarda l’Istat si muove sulla falsariga degli industriali,  secondo cui proseguirà la fase di debolezza economica. “Il giudizio non è negativo”, precisa il capo economista di Confindustria Andrea Montanino, perché il deficit si sta avvicinando alla soglia critica del 3%: una strada alternativa alla correzione, insomma, non era possibile.

Il ministro dell’Economia: le nostre stime ancorata alla realtà effettuale

Si arriva così all’intervento di  Gualtieri  dal palco dell’Auditorium di Confindustria che completa  il quadro di una interessante giornata politico ed economica, senza l’ingombro delle invenzioni di Renzi Matteo, impegnato su ben altri terreni come riportano le cronache giudiziarie. Il ministro mostra un cauto ottimismo. Sottolinea che per quanto riguarda “le stime per la crescita l’obiettivo dello 0,6% è equilibrato o addirittura prudente”, afferma il ministro. “Quello 0,1% o 0 che abbiamo messo nella Nadef non teneva conto degli ultimi dati che venerdì 4 ottobre Istat ha presentato e che hanno rivisto lievemente al rialzo il profilo trimestrale del Pil fino al secondo trimestre di quest’anno. Questo dato fattuale ci incoraggia a ritenere che sia sul 2019 che sul 2020 le nostre stime non siano così ottimistiche ma siano ancorate alla realtà effettuale. La stima dello 0,6% nel 2020  è equilibrata e persino prudente”. Agli industriali chiede di “avere fiducia nel futuro del nostro Paese, di pungolarci se necessario”. Un deficit 2020 al 2,2% permette di portare avanti una manovra “moderatamente espansiva” che avvia il taglio del cuneo fiscale “porta più soldi nelle tasche dei lavoratori” e disattiva le clausole ma “non completamente in deficit, mettendo così il debito in una traiettoria discendente”, dice ancora il ministro dell’Economia. Parla di un “orizzonte triennale” su cui esprimere valutazioni. Le risorse “saranno tanto maggiori quanto più sapremo aggredire” la sacca delle inefficienze della spesa pubblica e rafforzare la lotta all’evasione, i cui numeri appaiono “insostenibili”, circa 109 miliardi l’anno secondo le ultime stime del Mef. Ancora. “Siamo fiduciosi” nel via libera della Commissione europea, dice  il ministro sottolineando che il dialogo con Bruxelles “è costante”, e che la flessibilità sul deficit chiesta da Roma “è in linea con le norme europee”. La stessa Panucci, chiudendo il convegno di Confindustria ha affermato di “condividere quell’approccio responsabile con cui si declinano gli interventi sul piano triennale. Il  2020 potrebbe rappresentare un anno di svolta per l’economia italiana”. La manovra, più “restrittiva” di sempre, 8 miliardi, in compenso assicurerebbe una crescita nel 2020 del +0,4%. Non solo. Gli economisti di Confindustria solo nel caso si renda assolutamente necessario per la tenuta dei conti pubblici, non escludono un possibile riordino delle aliquote Iva. A cominciare dai singoli beni consumati prevalentemente dalle famiglie con redditi elevati, “attenuando o comunque non aumentando l’incidenza dell’imposta sulle famiglie a basso reddito, che hanno tipicamente una maggiore propensione al consumo”. Gualtieri raccoglie, si leva un sassolino dalle scarpe, un sassolino renziano, dimaiano e salviniano che di economia e non solo, sanno quanto, forse meno, di un asino. Ci scusi l’asino per il paragone. “Ho notato – dice il ministro Gualtieri – il parere favorevole su alcune forme limitate di rimodulazione dell’Iva che a gettito zero può avere un effetto positivo sulla redistribuzione del reddito e può aiutare nell’incremento dei pagamenti digitali”.

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