Fca-Psa. Cgil e Fiom: fusione rischiosa. Al governo: subito un tavolo di confronto. 160 vertenze al Mise. Sciopero e assemblee delle tute blu. Manifestazione a Napoli. Istat: sale la disoccupazione

Fca-Psa. Cgil e Fiom: fusione rischiosa. Al governo: subito un tavolo di confronto. 160 vertenze al Mise. Sciopero e assemblee delle tute blu. Manifestazione a Napoli. Istat: sale la disoccupazione

Metalmeccanici in campo. Mentre i media inneggiano alla fusione Fca-Psa, ovvero Fiat Chrysler Automobiles N.V e Peugeot, quarto gruppo a livello mondiale, valore 3,7 miliardi, ancora non è stata definita la sede della nuova, società e ben poco si conosce sui progetti del gruppo, innovazione, auto elettriche e niente di più preciso in particolare  riguarda l’Italia, essi si fanno carico dei problemi di un settore portante dell’economia italiana. Anche da parte del governo,  a differenza del governo francese, non risulta che si sia prestata attenzione all’operazione. Se ne accorge il presidente Conte, il quale afferma che “Fca-Psa è una operazione di mercato cui il governo non  può restare indifferente, va garantito livello di produzione italiana”. Dal ministro Patuanelli è stato costituto un tavolo di confronto per l’automotive, i sindacati ne sollecitano l’apertura proprio a partire della operazione Fca-Psa di cui parlano la segretaria generale della Fiom, Re David, il vicesegretario generale della Cgil, Colla e il segretario confederale Cgil, Miceli. Tanti sono i problemi in campo in questo settore. Tanti e di grande importanza: Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil hanno dato vita oggi ad una grande giornata di lotta, due ore di sciopero in tutta Italia, con assemblee nei luoghi  di lavoro. L’occupazione, le  160 vertenze aperte al Ministero per lo sviluppo economico. A Napoli manifestazione con i lavoratori della Whirlpool.

Istat. Disoccupazione sale al 9,9% In tre mesi persi sessantamila posti di lavoro

Proprio mentre era in corso la giornata di sciopero, l’Istat diffonde dati molto preoccupanti. A settembre la disoccupazione sale dello O,3 su agosto, al 9,9%  dato annuale, inferiore solo a Grecia (16,9%) e Spagna (14,2 %). La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è al 28, 7% più 1,1%. In tre mesi sono stati persi 60mila posti di lavoro. Per quanto riguarda il Pil nel terzo trimestre registra una crescita dello 0,1%. Dice l’Istat che i dati confermano “la persistenza di una sostanziale  stagnazione dell’economia italiana dall’inizio del 2018”. Ci vengono a mente le parole del ministro degli esteri, Giggino Di Maio, secondo il quale va tutto bene, che non c’è alcun bisogno di “alleanze strutturali” (non si capisce che vuol dire, forse non lo sa neppure lui, ndr) dal momento che gli obiettivi dell’accordo di governo sarebbero stati raggiunti, e fra questi la riduzione del numero dei parlamentari e quota cento.

Vacuo ottimismo del presidente di Confindustria. “Abbiamo bisogno di giganti europei”

È in questo quadro che si colloca l’operazione Fca-Psa, con forti preoccupazioni dei sindacati proprio a partire dai colossi dell’auto che si stanno spartendo i mercati. Ci pare del tutto fuori luogo la presa di posizione del presidente di Confindustria, Boccia, il quale non riesce a trattenere l’entusiasmo per l’ accordo Fca-Peugeot. “Abbiamo bisogno – cinguetta – di giganti europei per accettare la sfida con Cina e Stati Uniti. Si conferma la propensione europea a un grande gigante, potenzialmente europeo che è nella linea di ciò che sosteniamo”. Parla poi di operazione “interessante” e sottolinea che è necessario “considerare la concorrenza in Europa non solo in chiave nazionale”. Ci viene da chiedere se Boccia sia a conoscenza delle vertenze  aperte proprio in grandi gruppi multinazionali  che vogliono  abbandonare, dopo aver fatto i loro affari, le aziende rilevate nel nostro Paese. Di tutt’altro parere sono i sindacati, impegnati in vertenze a difesa degli impianti e della occupazione. Basta leggere le cronache, in testa un nome, Whirlpool. E le preoccupazioni nascono anche per la fusione Fca-Psa. Parla Francesca Re David, segretaria generale  Fiom Cgil.

Re David. Il governo si assuma la responsabilità di convocare Fca

“Siamo molto preoccupati per gli stabilimenti italiani del gruppo – dice Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil, intervistata da Radio anch’io – soprattutto perché con la fusione Fca-Psa ci sarebbero 23 impianti in Europa, con una presenza di Peugeot del 43 per cento. Fra i lavoratori italiani del gruppo Fca si teme per la sopravvivenza dei loro stabilimenti. In Italia c’è una capacità produttiva installata di un milione e mezzo di auto, ma ne vengono prodotte meno della metà. Poi i nostri impianti sono pieni di cassintegrati, dunque questa fusione è molto rischiosa. Andare verso progetti di alleanze sul mercato è necessario, ma con Peugeot è controproducente, perché ha quasi metà della produzione in Europa”. “La preoccupazione per gli stabilimenti è altissima, la fusione Fca-Psa è chiaramente molto rischiosa. Dopo 20 anni bisognerebbe che un #governo si assumesse la responsabilità di convocare Fca per chiedergli qual è la sua posizione sugli impianti italiani. L’azienda, oggi una multinazionale, ha preso tanti soldi in Italia e continua a prenderli attraverso gli ammortizzatori sociali. Dunque, non è una faccenda tra privati, e della fusione dovrebbe essere informato direttamente anche il nostro governo, come è avvenuto in Francia con il rispettivo esecutivo. In Italia non esiste una politica industriale e il settore dell’auto ne è l’esposizione di massima evidenza, ma siccome quello che succede tocca direttamente gli 80.000 dipendenti di Fca, ma anche i 200.000 dell’indotto, noi chiediamo che il governo italiano convochi un tavolo in cui Fca sia chiamata a dire qual è il suo piano industriale”, ha concluso la dirigente sindacale.

Colla. Ad ogni fusione abbiamo un tremolio. Il governo dica che “non si toccano i lavoratori”

Dal canto suo il vicesegretario generale della Cgil, Vincenzo Colla richiama l’intervento del governo francese. “Mi sembra – dice – che di là ci sia un governo che sia già intervenuto e che abbia detto ‘non si toccano i lavoratori’. Forse è giunto il momento che anche il nostro governo dica lo stesso”. Vincenzo Colla, intervenendo ad una assemblea ad Ancona, prosegue: “Ad ogni fusione noi abbiamo un tremolio. Facciamo le fusioni, va bene, ma le economie di scala – sottolinea – le facciamo non sulle piattaforme meccaniche, sulla tecnologia, ma  sui lavoratori. C’è qualcosa che non va”. È necessario “che questo gruppo sia in grado di stare in Europa e abbia economie di scala commerciali. E abbiamo bisogno di stare nella grande catena dell’automotive, che sarà elettrico e a idrogeno”. Il vicesegretario generale della Cgil sottolinea che “c’è uno spostamento in atto inedito: siamo un Paese ‘gommacentrico’, che non regge più dal punto di vista ambientale, scoppiano le nostre città. Lo dobbiamo spostare su queste grandi filiere, e per farlo bisogna progettare il nostro Paese nei prossimi dieci anni”. Per Colla, dunque, passare all’elettrico “vuol dire che, siccome noi abbiamo componentistica di qualità sullo scoppio, bisogna convertire i nostri processi produttivi”. Su questo fronte il vicesegretario generale Cgil ritiene un “fatto importante” che il ministro Patuanelli abbia “costituito il tavolo per l’automotive presso il ministero. Lì dobbiamo discutere anche su cosa vuol dire Fca-Peugeot. In più c’è il tavolo sulla transizione energetica, che è l’altra grande filiera strategica per competere in questo Paese, altrimenti i nostri giovani dell’era digitale se ne vanno e non facciamo le filiere innovative”.

Miceli al  ministro Patuanelli: non riduca il suo ruolo a quello di spettatore

Il  segretario confederale della Cgil, Miceli, nel considerare le future alleanze di Fca, afferma che  “dobbiamo inevitabilmente partire dal preservare l’occupazione complessiva del gruppo che, insieme alle prospettive di competitività e sviluppo, deve essere la priorità in ogni futura discussione. Consigliamo, quindi, al ministro dello Sviluppo economico Patuanelli di non ridurre il proprio ruolo a quello di semplice spettatore di operazioni di mercato, ma di farsi parte attiva nella difesa del modello industriale italiano. L’operazione in corso, infatti, presenta criticità che vanno valutate attentamente e riguardano la sovrapposizione dei segmenti tra i due gruppi e la necessità di integrare le piattaforme esistenti, il ruolo della ricerca e la funzione che in questa operazione avrà la componentistica italiana. Sono temi sensibili – conclude Miceli – che devono a nostro parere essere oggetto di valutazioni appropriate da parte di Fca e del governo stesso. C’è preoccupazione tra le imprese e tra i lavoratori e chiediamo che siano parte della valutazione di questa operazione”.

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