Decreto salva-imprese passa con la fiducia, 168 voti a favore. Resta aperto il nodo dell’immunità per l’ex Ilva

Decreto salva-imprese passa con la fiducia, 168 voti a favore. Resta aperto il nodo dell’immunità per l’ex Ilva

L’Aula del Senato ha approvato con 168 voti favorevoli e 110 contrari la fiducia sul decreto Salva Imprese. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. Va convertito in legge entro il 3 novembre. Il 10 settembre scorso il governo ottenne 169 sì, 133 no e 5 astenuti. Oggi ai 168 voti favorevoli si sono contrapposti 110 voti contrari senza nessuna astensione: i votanti erano infatti 278 e la maggioranza era prevista a quota 140.

“La maggioranza è solida”, commenta il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Ma per arrivare al risultato il lavoro non è mancato. Da qui anche il ritardo accumulato per un testo che entro il 3 novembre deve essere convertito in legge e ancora deve essere esaminato dalla Camera. Cinque stelle, Partito democratico e Italia viva hanno dovuto trovare intese sulle tutele per i rider, i precari dell’Anpal e soprattutto sulla cancellazione dello scudo per l’ex Ilva. Last minute poi è scoppiata la polemica sulla viceministra all’Economia, la pentastellata Laura Castelli, a causa della norma ribattezzata ‘salva-ostelli’. Misura poi espunta dal dl. La storia inizia con un emendamento, che era stato votato nelle commissioni Industria e Lavoro del Senato in tarda serata, tra gli ultimi rimasti prima di chiudere il provvedimento per l’Aula. A presentarlo un po’ tutti i gruppi. Un sostegno bipartisan, quindi. Nel dettaglio si prevedeva di trasformare l’Associazione degli alberghi per la gioventù, con una storia decennale, in un nuovo ente pubblico. Questo per aprire un paracadute vista la situazione di crisi dell’organizzazione, che occupa 56 persone senza contare l’indotto. Si prevedevano oneri fino a 1,7 milioni annui ma per la Ragioneria si trattava di una cifra sottostimata. Un problema di coperture ha fatto così decadere il ‘salva-ostelli’. Ma sulla norma scoppia anche un caso dentro il M5s. I parlamentari, avvisati dell’ingresso della norma, si scagliano nelle chat interne dei gruppi 5S contro la viceministra Laura Castelli: l’accusano di agire in conflitto d’interessi, visto che il segretario dell’Associazione alberghi per la gioventù è il suo portavoce. Alla fine cantano vittoria: “Abbiamo messo in guardia i colleghi del Senato ed avvertito i ministri” racconta un deputato. Nei 5 Stelle, in parallelo, monta anche la polemica sugli attacchi alla sindaca di Roma, Virginia Raggi: nel mirino il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, finito anche lui nel diluvio di attacchi nelle chat interne dei gruppi parlamentari.

Cosa prevede il testo votato dal Senato

Tutela del lavoro e crisi aziendali: sono i due ‘capi’ in cui si suddivide il decreto salva Imprese approvato dal Senato con il primo voto di fiducia del governo giallo-rosso. Tanti gli argomenti, dalle tutele per i rider agli interventi sulle aree di crisi complessa in Sicilia e Sardegna. Ma i nodi principali sono lo scudo legale per l’ex Ilva e le misure per Whirlpool: l’articolo 14 del decreto reintroduceva le “tutele a scadenza” eliminate nel decreto Crescita, ma l’articolo in questione è stato poi soppresso durante i lavori delle Commissioni Industria e Lavoro. L’esonero contributivo pensato per la multinazionale degli elettrodomestici è invece rimasto, anche se l’azienda ha sostenuto di non volerne usufruire, decisa a cedere lo stabilimento di Napoli. Queste le misure principali.

Il decreto prevede le tutele del lavoro subordinato per i ciclofattorini impiegati in maniera continuativa e, per coloro che lavorano in maniera occasionale e discontinua, un pacchetto minimo di diritti inderogabili (divieto di cottimo, paga minima oraria collegata ai Ccnl, salute e sicurezza, tutele previdenziali) a cui può affiancarsi una regolamentazione specifica attraverso la stipula di contratti collettivi. I rider non potranno essere retribuiti in base alle consegne effettuate ma remunerati in base al compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari stabiliti dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali piu’ rappresentative. La contrattazione collettiva avrà il compito di regolare in concreto la figura dei rider. Le nuove norme entreranno in vigore contestualmente all’entrata in vigore della legge di conversione ma le norme sul compenso entreranno in vigore dopo dodici mesi; le norme in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, entreranno in vigore dopo tre mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione. E’ stato soppresso l’articolo 14 del decreto, che escludeva la responsabilità penale e amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente dell’Ilva di Taranto in relazione alle condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale. E su questa vicenda è duro il commento del segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli: “Dall’azienda ci arrivano segnali di persone che non vogliono rischiare condanne facendo il loro lavoro, applicando la legge” afferma il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, parlando delle reazioni di “impiegati e quadri” di Arcelor Mittal a Taranto a seguito della soppressione delle scudo penale dal dl ‘salva-imprese’. Per il sindacalista “il governo non si è reso conto di quello che ha fatto”.

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