69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Nel solo 2018 denunciati 645mila incidenti, di cui 1218 mortali. Mattarella: “sicurezza di chi lavora è priorità sociale”. Landini: “numeri da strage”

69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Nel solo 2018 denunciati 645mila incidenti, di cui 1218 mortali. Mattarella: “sicurezza di chi lavora è priorità sociale”. Landini: “numeri da strage”

Nel 2018 sono stati denunciati all’Inail oltre 645.000 infortuni, di cui 1.218 mortali, un dato quest’ultimo che, rispetto al 2017, ha visto un aumento di ben il 6%, con una media di oltre 3 morti ogni giorno. “Un bollettino che sta proseguendo, con la stessa gravità, anche nel 2019”. Queste le cifre ricordate dall’Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occasione della 69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che viene celebrata domenica 13 ottobre sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, con manifestazioni in tutta Italia. Nei primi otto mesi del 2019, le denunce di infortuni sul lavoro e malattie professionali sono state oltre 416.000, con 685 episodi mortali, leggermente inferiori rispetto ai 713 dello stesso periodo del 2018. Rispetto al 2018, spiega l’Anmil, “non possiamo tuttavia parlare di miglioramento del bilancio infortunistico, dal momento che il dato riferito al 2018 è pesantemente influenzato dal tragico crollo del Ponte Morandi e dagli incidenti stradali avvenuti a Lesina e Foggia, eventi che da soli avevano determinato ben 31 morti sul lavoro”.

La manifestazione principale della Giornata si svolge quest’anno a Palermo. Il tema della sicurezza sul lavoro è uno dei punti su cui si è concentrata sin da subito l’attività del nuovo governo che ha annunciato l’intenzione di realizzare un ‘Piano strategico per la prevenzione di infortuni e malattie professionali’, cui ha fatto seguito la convocazione di un tavolo di confronto tra ministero del Lavoro, ministero della salute e parti sociali. Iniziativa che l’Anmil, spiega l’associazione, “non può che condividere, ma che deve essere seguita a stretto giro da azioni concrete ed incisive che possano dare una scossa decisiva”. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha ricordato come negli ultimi dieci anni ci siano stati 17mila decessi, numeri “da strage”, ha detto. Come pure di vera e propria strage sul lavoro ha parlato il numero uno della Cisl, Anna Maria Furlan che ha chiesto al governo “provvedimenti urgenti e straordinari”.

Landini: “Questa è una strage. 17mila persone morte sul lavoro in 10 anni”

“Non solo gli infortuni sono in aumento, ma sono in aumento soprattutto le morti. Questa è una strage: se uno guarda i dati degli ultimi dieci anni sono diciassettemila le persone che sono morte sul lavoro contando anche quelli morti mentre andavano o tornavano dal lavoro. Sono numeri di una strage. Siccome si continua a morire come si moriva quaranta-cinquanta anni fa, è chiaro che c’è bisogno di agire” ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Pordenone, soffermandosi sugli infortuni e le morti sul lavoro. “Su questo va riconosciuto che il nuovo ministro del Lavoro e il nuovo ministro della Salute hanno immediatamente convocato un tavolo, iniziato una trattativa e noi abbiamo avanzato una serie di richieste – ha spiegato Landini -. Sicuramente c’è un problema di formazione perché una delle cose che viene fuori è questa. Se vai a vedere cosa succede, la formazione va fatta sia a chi comincia a lavorare sia anche agli imprenditori, visto che stiamo parlando anche di tante piccole e medie imprese”. “Abbiamo chiesto di introdurre anche uno schema di patente a punti per le imprese – ha osservato il segretario della Cgil -, perché così come avviene se uno guida male, fa degli incidenti e gli tolgono i punti fino a togliergli la patente, bisogna che ci sia uno strumento simile anche per le imprese, che indichi quanti infortuni ci sono stati, cos’è avvenuto, fino ad arrivare al punto che chi ha una situazione di questo genere sia penalizzato negli appalti, nelle attività e siano invece favoriti coloro che rispettano le norme e chi lavora in un certo modo”. “C’è poi il problema di fare assunzioni: gli Ispettorati del Lavoro – ha concluso – sono sotto organico di 1500 persone in tutta Italia, quindi fare queste assunzioni sarebbe assolutamente necessario per affrontare questa situazione”.

Il messaggio del Presidente Mattarella: “occasione preziosa per riflettere su dati preoccupanti”

“La Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro è un’occasione preziosa per riflettere sui dati, tuttora così preoccupanti, delle morti e degli infortuni dei lavoratori e per far crescere la cultura e l’impegno della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Inizia così il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al presidente dell’ANMIL. “Purtroppo – continua Mattarella – le notizie di incidenti mortali continuano a essere quasi quotidiane. Alla scomparsa di un congiunto segue una grande sofferenza, anche economica e sociale della sua famiglia. Ancor di più sono i feriti sul lavoro e non pochi subiscono invalidità permanenti con conseguenze fisiche e morali assai serie, talvolta persino drammatiche. Per questo desidero esprimere il mio apprezzamento all’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul lavoro per l’opera costante a sostegno delle vittime e delle loro famiglie e per l’impegno di promozione della sicurezza nel lavoro”. Inoltre, “la sicurezza di chi lavora è una priorità sociale – sottolinea il presidente della Repubblica – ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità. Infine, conclude Mattarella, “iniziative come quelle che si promuovono oggi in tutto il territorio nazionale accrescono la consapevolezza del valore della formazione. Tutti – dai dirigenti dell’impresa ai singoli lavoratori – sono chiamati a prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme e degli standard più avanzati e l’impegno comune- conclude Mattarella- è condizione per raggiungere il traguardo di una maggiore sicurezza”.

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