Ue. La presidente Von der Leyen rivela la composizione della Commissione. Gentiloni agli Affari economici

Ue. La presidente Von der Leyen rivela la composizione della Commissione. Gentiloni agli Affari economici

Equilibrio di genere con 12 donne e 14 uomini, otto vice presidenti, tre dei quali esecutivi e con ampie deleghe, focus su clima e transizione digitale e un ruolo “geopolitico” forte. Ursula von der Leyen traccia linee e priorità della prossima Commissione europea, indica il profilo dei 26 commissari che la affiancheranno per i prossimi cinque anni e parla di una “una squadra equilibrata che mette insieme esperienza, competenza e giovani: sarà una struttura incentrata sui compiti, non sulle gerarchie – dice von der Leyen – durante una lunga conferenza stampa – dobbiamo essere in grado di affrontare le questioni che contano di più, rapidamente e con determinazione. Voglio che sia una Commissione flessibile, moderna e agile”. I pesi massimi del nuovo esecutivo Ue saranno i tre vicepresidenti: Frans Timmermans, Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis. Il socialista olandese avrà in carico tutto il portafoglio relativo al Green New Deal, la liberale danese sarà vicepresidente esecutiva per il digitale e conserverà il portafoglio alla Concorrenza, mentre l’ex premier lettone avrà un’ampia delega economica, compresi i servizi finanziari. Al Commercio approda l’irlandese Phil Hogan, cui spetta non solo la sfida con gli Usa e Cina nella ‘guerra dei dazi’, ma anche il difficile negoziato con Londra dopo Brexit. Un portafoglio di peso va all’Italia, con Paolo Gentiloni (unico ex premier della squadra oltre a Dombrovskis) incaricato per l’Economia, ma che avrà il compito di realizzare una proposta di web tax europea entro il 2020 e di un piano per combattere la disoccupazione. Parigi ‘perde’ la poltrona di Pierre Moscovici, ma ottiene per Sylvie Goulard un portafoglio al mercato interno e una pesante delega all’industria, decisiva soprattutto nel campo della difesa.

La nuova commissione, secondo von der Leyen, dovrà avere una particolare attenzione per i valori democratici e lo Stato di diritto e non è un caso che accanto al belga Didier Reynders, titolare della Giustizia, si occuperà di diritti anche la ceca Vera Jourova, espressione del blocco di Visegrad. L’austriaco Johannes Hahn andrà al Bilancio e all’Amministrazione, la bulgara Mariya Gabriel sarà la commissaria per l’innovazione e la gioventù, la portoghese socialista Elisa Ferreira alla Coesione e le riforme. Gli svedesi perdono il pesante portafoglio al Commercio di Cecilia Malmstroem ma ottengono per Ylva Johansson gli Affari interni, mentre alla finlandese Jutta Urpilainen andrà il portafoglio per i Partenariati internazionali e lo sloveno Janez Lenarcicsi occuperà della gestione delle Crisi. La rumena Rovana Plumb sarà commissaria ai Trasporti, il lussemburghese Nicolas Schmit commissario per il Lavoro. Tra le novità della commissione von der Leyen il portafoglio alla Democrazia e demografia, che sarà gestito dalla croata Dubravka Suica, che sarà anche vicepresidente non esecutiva, così lo slovacco Maros Sefcovic che si occuperà di relazioni interistituzionali. Stesso ruolo anche per Margaritis Schinas, greco ed ex portavoce di Juncker, che avrà in carico il delicato dossier per l’immigrazione su cui Von der Leyen ha promesso un “investimento importante” per evitare le partenze, l’impegno a combattere i trafficanti e ha indicato come “priorità” quella di riformare il trattato di Dublino. Le altre caselle saranno occupate dalla maltese Helena Dalli che sarà commissaria all’Eguaglianza, dall’ungherese Laszlo Trocsanyi cui andrà la politica di allargamento, mentre di Salute si occuperà la cipriota Stella Kyriakides. Titolare dell’Energia l’estone Kadri Simson, all’Agricoltura andrà il polacco Janusz Wojciechowski. Lo spagnolo Jopsep Borrell, infine, sarà il responsabile della politica estera e di sicurezza. In mattinata il Consiglio Ue ha dato il via libera all’elenco di candidati che saranno membri della Commissione europea fino al 31 ottobre 2024. Dalla prima settimana di ottobre i commissari passeranno al vaglio delle commissioni del Parlamento e infine, durante la plenaria del 21 ottobre, l’assemblea di Strasburgo votera’ sulla squadra nel suo complesso. Se tutto andra’ liscio, dal 1 novembre la commissione von der Leyen sara’ pienamente operativa.

Per Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, quella della nomina di Paolo Gentiloni a Commissario europeo agli Affari economici, “penso che sia una buona notizia soprattutto perché vuol dire che di nuovo il nostro Paese viene visto anche dall’Europa come un Paese che può svolgere una funzione importante”. All’uscita dall’assemblea dei lavoratori Fiom della G.D. di Bologna, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato la designazione a Commissario europeo dell’ex presidente del Consiglio. “Tra l’altro – ha proseguito – noi come organizzazioni sindacali lo diciamo da tempo: pensiamo che sia venuto il momento di cambiare l’Europa. Essere in Europa non per lasciare le cose come prima: le politiche di austerità, le logiche che sono state affrontate in questi anni vanno cambiate. E’ il momento – ha concluso Landini – di riaprire un ragionamento che riguarda gli investimenti così come la questione della politica dei migranti: il trattato di Dublino va rivisto ed è necessario che l’Europa sociale e dei diritti si riapra”.

Anche per il capogruppo di LeU alla Camera, Federico Fornaro, “con Paolo Gentiloni il nostro Paese torna protagonista delle nuove politiche europee. La nuova commissione dovrà con chiarezza scegliere di superare la stagione neoliberista e dell’austerità”. Federico Fornaro aggiunge: “Ora occorre partire dalla riforma del patto di stabilità per ridare slancio agli investimenti e ridurre le diseguaglianze economiche e sociali, aggravate dalla crisi e dalle politiche di austerità degli ultimi anni”.

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