Si chiamerà Italia Viva il nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, uscito dal Pd insieme a una trentina di parlamentari a lui vicini

Si chiamerà Italia Viva il nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, uscito dal Pd insieme a una trentina di parlamentari a lui vicini

“Il nome della nostra nuova sfida sarà ‘Italia Viva’” ha detto Matteo Renzi, arrivando a Porta Porta, conversando con Bruno Vespa. Sembra il nome di un detersivo, ma pare anche un modo politico di strizzare l’occhio a Berlusconi e ai centristi. Con una intervista a La Repubblica, Matteo Renzi ha annunciato la rottura e la scissione dal Partito democratico. “Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini”, ha dichiarato l’artefice della nascita del governo giallo-rosso e della conseguente caduta del Matteo sovranista. I parlamentari che seguiranno il senatore fiorentino ed ex premier saranno una trentina, tra questi Maria Elena Boschi e la ministra Teresa Bellanova. Ma restano fuori alcuni nomi di peso del cerchio magico, che resteranno nel Pd, tra i quali Luca Lotti, Lorenzo Guerini e il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. “I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti. Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi Pd perché saranno derenzizzati”, ha sottolineato.

Per Zingaretti l’addio di Renzi al Pd, invece, è un “errore”, mentre il premier Giuseppe Conte ha espresso “perplessità” su questa scelta, giudicando “singolare la scelta dei tempi di questa operazione”. Per Enrico Letta, premier defenestrato da Renzi, non “ci sono le ragioni politiche e profonde” della scissione Pd. Beppe Grillo, come è tradizione, usa toni forti, definendo l’uscita del senatore fiorentino dal Pd “una minchiata d’impulso”, venata di “narcisismo”, che potrebbe avere come esito “Pontida capitale”, ovvero la vittoria di Matteo Salvini. In un lungo post su Facebook Renzi ha spiegato le ragioni dello strappo, annunciando di voler “costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso”, dopo 7 anni di fuoco amico. Una Casa giovane, innovativa, femminista.

Intercettato da Tagadà fuori dal Senato, Renzi ha affermato: “Quello che è accaduto in questi anni lo abbiamo visto tutti. Penso che un modello novecentesco di partito, come quello che abbiamo dentro al Partito democratico non sia nelle condizioni di rispondere al meglio alle esigenze. Come ho scritto nel post su Facebook, è esattamente questo il momento per evitare polemiche, tensioni e discussioni”. L’ex segretario Pd Bersani – sempre in un’intervista a Tagadà – alla Casa nuova risponde con una “cosa nuova”. “Qui il problema è di fare una cosa nuova, perché il renzismo ha portato una novità e cioè, ha rotto delle radici, con un pezzo di popolo, ci si è infilato la destra, questo è l’esito e l’esito non si affronta con le porte girevoli del Pd, ma con una cosa nuova”.

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