Nave Mar Jonio, “sequestro amministrativo surreale” e multa di 300mila euro per la ong che salva vite. Per la portavoce di Mediterranea, “è una vendetta”

Nave Mar Jonio, “sequestro amministrativo surreale” e multa di 300mila euro per la ong che salva vite. Per la portavoce di Mediterranea, “è una vendetta”

Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro la Mare Jonio, al momento alla fonda all’isola di Lampedusa. Lo riferiscono fonti del Viminale.  Il provvedimento è arrivato dopo l’inaspettata contestazione del decreto Sicurezza bis. Una motovedetta della Guardia costiera, ieri in tarda mattinata, ha preso a bordo gli ultimi 31 migranti che si trovavano sulla mare Nave Jonio, facendoli sbarcare sul molo Favarolo, a Lampedusa. A questo punto, dopo avere chiesto e ottenuto dalla Capitaneria di porto il permesso di entrare in acque italiane, i volontari di Mediterranea, mentre si avvicinavano al punto di fonda a loro assegnato, hanno trovato due militari delle Fiamme Gialle, inviati dal ministero dell’Interno, pronti a contestare loro la violazione del decreto Salvini. In particolare, nel documento era contenuta una multa di 300 mila euro, anche se il massimo previsto e’ di un milione, e il provvedimento di sequestro cautelativo dell’imbarcazione, in vista di una eventuale confisca.

Questo sequestro amministrativo della nave è veramente surreale, noi siamo stati autorizzati a entrare in acque territoriali, è un dispetto fatto a noi per non tornare in mare a salvare vite umano. Ma tanto ci torneremo, perché la giustizia ci darà ragione. Qui siamo davanti a un conflitto istituzionale enorme”. A parlare con l’Adnkronos è Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea che commenta così il sequestro della nave Mare Jonio da parte della Guardia di Finanza. Ieri sera la nave è entrata in acque territoriali dopo avere fatto sbarcare i 31 migranti rimasti a bordo. “Ci è stato consegnato nella notte il provvedimento di sequestro amministrativo e una multa di 300.000 per avere violato il decreto sicurezza – spiega Sciurba che si trova ancora a Lampedusa – è un conflitto istituzionale, siamo entrati dopo l’autorizzazione della Guardia costiera, dopo avere avviato le pratiche di sbarco. L’approdo doveva essere stamattina ma per la concomitanza dell’arrivo del traghetto ci hanno detto di potere attraccare solo alle 10”. “Invece – aggiunge Sciurba – invece poco dopo, a mezzanotte, ci è stato consegnato il provvedimento e hanno preso l’armatore e il comandante e li hanno portati in caserma per la verbalizzazione. L’averci contestato di avere violato il decreto Salvini con una autorizzazione formale di un’autorità di questo Stato crea una situazione davvero surreale che sembra rinviare più a una sana ‘vendetta’ da parte di chi non sopporta che qualche vola la giustizia prevalga come è successo ieri”. “Per noi – aggiunge Sciurba – la cosa importante è avere portato le persone a terra in sicurezza. E torneremo presto in mare, non ci fermerà nessuno. E’ una situazione davvero surreale. Ma la giustizia sarà ripristinata come è accaduto altre volte. Solo che questo dispetto rischia di tenere lontana dal mare per un po’ una nave e mentre ci sono bambini, come i 22 salvati da noi, che ci lasciano la pelle in mare”.

Mediterranea, “Aiutateci a continuare”

“Cos’altro dobbiamo aggiungere per raccontarvi perché lo facciamo, perché continueremo a farlo finché sarà necessario esserci. Siamo arrivati appena in tempo per guarire dal dolore, dalla paura, dagli incubi. Appena in tempo per ritrovare insieme il sorriso, la bellezza della vita e del futuro, nonostante tutto. Aiutateci a continuare”. Così su Facebook i volontari di Mediterranea Saving Humans, che postano una foto che ritrae alcuni di loro ed un gruppo di migranti minorenni sorridenti e la scritta: “Perché lo facciamo? Per ritrovare il sorriso”. Un post che nasconde una profonda amarezza. Infatti, arriva poco dopo che fonti del Viminale hanno reso noto che “nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro la Mare Jonio, al momento alla fonda all’isola di Lampedusa”.

Arrestato un presunto scafista dopo lo sbarco della nave Eleonor

Un 18enne sudanese è stato fermato dalla polizia di Ragusa dopo lo sbarco della nave ‘Eleonore’ della Ong Lifeline di ieri a Pozzallo. Il giovane è ritenuto lo scafista della piccola barca di legno che trasportava 103 Migranti, quasi tutti di origine sudanese, poi soccorsi dall’imbarcazione della Ong. Secondo quanto ricostrito dalle forze dell’ordine, è di 1.500 euro il costo medio pagato dai Migranti per raggiungere l’Europa e gli organizzatori libici hanno incassato quasi 150mila euro. Tutti i Migranti sono stati fotosegnalati dalla polizia scientifica all’hotspot di Pozzallo e breve verranno trasferiti secondo il piano di riparto della prefettura iblea. Dagli accertamenti effettuati grazie ai software in uso alla polizia scientifica di analisi delle impronte digitali, gli investigatori hanno constatato che i Migranti non erano mai stati precedentemente identificati in Italia. Avendo violato quanto disposto dal Decreto sicurezza bis, ieri personale della guardia costiera e della guardia di finanza ha contestato la violazione al comandante e sottoposto a sequestro cautelare la nave. Per quanto concerne la posizione del comandante e del capo equipaggio, entrambi cittadini tedeschi, la polizia giudiziaria ha trasmesso un’informativa a carico dei due alla procura. La nota informativa descrive la condotta tenuta dal comandante in ordine all’ingresso in acque territoriali italiane senza alcuna autorizzazione fino all’arrivo al il porto di Pozzallo. La procura ha iscritto i due nel registro degli indagati. – Continuano invece le indagini sulla nave ‘Cassiopea’ della Marina militare che aveva soccorso 29 Migranti libici. Si tratta di nuclei familiari e sono ancora in corso le accertamenti su eventuali responsabilità penali.

Share