Manovra di Bilancio. Il Def si allontana. Forse pronto per lunedì. Il governo ha bisogno di qualche giorno di tempo per mettere a punto i conti. A Bruxelles dal 15 ottobre l’esame della Commissione. Conte: una nuova stagione riformatrice

Manovra di Bilancio. Il Def si allontana. Forse pronto per lunedì. Il governo ha bisogno di qualche giorno di tempo per mettere a punto i conti. A Bruxelles dal 15  ottobre l’esame della Commissione. Conte: una nuova stagione riformatrice

“Il governo deve assolutamente trovare tutti gli strumenti per fronteggiare le crisi aziendali. Dobbiamo rassicurare il sistema industriale con un piano per l’Italia”, così  il premier Giuseppe Conte, poco meno di una settimana fa dal palco della festa della Cgil a Lecce. Già le crisi aziendali, proprio  due giorni prima della presentazione del Def, il documento di economia e finanza , la base per la manovra di Bilancio 2020, hanno scioperato tutti i lavoratori degli otto stabilimenti Whirpool a partire da quello di Napoli che sono in svendita. Il 4 ottobre manifesteranno a Roma Si tratta di una delle 160, forse più, crisi aziendali. Bene, anzi no. Conte da New York , parlando alle 74ma Assemblea generale delle Nazioni unite afferma che “l’Italia ha avviato una nuova stagione riformatrice”. Parla di una grande sfida, “credere e investire nel multilateralismo  e mettere l’essere umano al centro dell’azione politica. Questo umanesimo è la cifra del governo da me presieduto. Il nostro obiettivo è promuovere una democrazia veramente umana”. Applausi al premier. E chi non li farebbe? Senza dubbio Salvini, ma questo è un altro discorso. Umanesimo, in fondo, è alla base della lotta che i lavoratori degli otto stabilimenti stanno portando avanti insieme a tanti altri cui fino ad oggi il ministero che era presieduto da Di Maio non ha saputo dare risposta.

Il premier annuncia “una svolta radicale” per risolvere il problema dell’evasione

Sempre il premier Conte rilancia il  “piano per i cittadini”, parla di un “patto”. Si rivolge agli italiani onesti. Annuncia una “svolta radicale”. Il patto è quello di “accettare un provvedimento complessivo, non una singola misura che “non è mai stato realizzato prima” per risolvere il problema “endemico” dell’evasione.  Poi per quanto riguarda il Documento di economia e finanza in base al quale si organizza la manovra di Bilancio spiega che “sono in corso simulazioni, non c’è nulla di definitivo ma sottolinea che  l’esecutivo è al lavoro per contrastare la maggiore iniquità in un sistema collettivo”. L’evasione appunto che è una sorta di palla al piede che ci portiamo dietro da decenni. Parla di una misura nuova perché così pagheremo tutti di meno. Tutto in attesa della presentazione del Def che, stando ad anticipazioni di stampa, come si dice, degne della massima fede, non verrà presentato venerdì, ma, forse lunedì. Perché ancora siamo alla prese con i numeri. Del resto non è obbligatorio presentare il Documento entro il 27. La manovra di Bilancio ha tempo fino al 10 0tttobre quando dovrà andare alle Camere. Tre giorni di ritardo non sono la fine del mondo. Ciò che preoccupa è che i conti non tornano. Il Pil si prevede intorno allo 0,4 nel 2020. La riunione di domani del Consiglio dei ministri prevista per le ore 16,30 si occuperà delle deleghe ai ministri senza portafoglio, gli incarichi ai viceministri, in particolare al ministero dell’Economia, leggi Gualtieri,  dove hanno sede manovra e documento di economia e finanza.

Rimbalzano i numeri della manovra.  Un labirinto con poche certezze. Solo anticipazioni

I numeri della manovra in questi giorni rimbalzano. Ognuno ha la sua fonte di informazione per cui è un vero e proprio azzardo entrare nel labirinto dei numeri della manovra. Vediamo alcune “certezze”, almeno si suppone. L’Esecutivo ha già fatto alcune anticipazioni: ci saranno l’unificazione IMU TASI, un taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, l’anticipazione della deducibilità totale IMU capannoni cara alle PMI, una revisione delle agevolazioni fiscali, tax expenditure. Nei piani, ma forse non di immediata attuazione, la semplificazione delle aliquote IRPEF.  Il punto di partenza  le risorse per evitare l’aumento IVA previsto dalle clausole di salvaguardia dello scorso anno. Si tratta di 23 miliardi di risorse da individuare. Un pacchetto a cui si possono aggiungere 7 miliardi di spese indifferibili, e si arriva a 30 miliardi. Aggiungendo anche le riforme in cantiere, si arriva a una manovra intorno i 35 miliardi. Resta ignoto quanto il governo intende finanziare la manovra a deficit, chiedendo a Bruxelles di poter investire in Green New Deal evitando di accrescere il deficit. Taglio cuneo fiscale: è nel programma di Governo, va esclusivamente a favore dei lavoratori, è stato ribadito anche nel corso dell’incontro del 18 settembre fra governo e sindacati a Palazzo Chigi in vista della legge di Bilancio e del Def. La riforma delle aliquote Irpef è nel programma ma, quasi certamente, non  è imminente la sua attuazione. Stop alla Flat tx, ma occorre  rimodulare la flat tax già prevista per le partite Iva.

Per quanto riguarda la manovra per evitare l’aumento Iva, subito 23 miliardi

In sintesi, stando a quanto pubblica Pmi.it, di solito bene informato per quanto riguarda la manovra, la somma che  bisogna trovare subito (aumentando le entrate o tagliando le spese) è intorno ai 16 miliardi, al netto dei margini di flessibilità che potrà darci l’Europa e dei possibili risparmi grazie al minor costo degli interessi sul debito (spread al ribasso.)Per evitare l’aumento IVA congelando le clausole di salvaguardia ci vogliono 23 miliardi di euro. Ci sono poi spese indifferibili che tutti gli anni entrano in manovra per circa 6-8 miliardi. E siamo già a 28-30 miliardi, ai quali bisogna aggiungere il costo delle misure che l’Esecutivo ha già annunciato: taglio del cuneo fiscale, incentivi industria 4.0, proroga detrazioni.

Fondamentali i conti pubblici: alzando l’asticella del deficit al 2,1 o al 2,2% si incamerano oltre 10 miliardi. C’è poi un pacchetto da 7-8 miliardi che arriva dai risparmi su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza (entrambi con meno richieste del previsto), e dalla stabilità dello spread, che rende meno oneroso il finanziamento del debito pubblico. Risultato, bisogna studiare misure che valgano circa 16 miliardi di risparmi. Chiudiamo con quella che ormai viene definita l’arma segreta, Green New Deal per il quale il ministro Gualtieri si è speso fino all’ultimo euro. Entro il 15 ottobre il tutto deve essere a Bruxelles. Il Documento di economia e finanza è la classica cartina di tornasole con la quale si fanno esperimenti. Ma qui si tratta di miliardi e c’è poco da sperimentare.

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