La prima volta del premier Conte: alla festa di Articolo1 a Roma. E parla di migranti, del governo giallorosso, delle cose da fare. Per Speranza e D’Alema ha detto cose di sinistra

La prima volta del premier Conte: alla festa di Articolo1 a Roma. E parla di migranti, del governo giallorosso, delle cose da fare. Per Speranza e D’Alema ha detto cose di sinistra

Era la prima volta di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, ad una festa di partito. E l’ha celebrata a Roma, alla festa nazionale di Articolo1, a Testaccio, uno dei quartieri più popolari della capitale, dalla solida tradizione di sinistra. Ed è solo per caso che vi abbia partecipato da presidente di un governo giallorosso (Testaccio è anche una delle roccaforti del tifo romanista, altra coincidenza). Lo racconta esplicitamente il capogruppo di LeU alla Camera, Federico Fornaro. Introducendo l’incontro serale, Federico Fornaro rivela che Giuseppe Conte aveva dato la disponibilità a partecipare alla Festa di Articolo1 già in luglio, “prima di questo pazzo agosto, e aveva dato la disponibilità a partecipare alla festa di un piccolo partito”.  Al suo arrivo alla festa, Conte è stato accolto dal ministro della Salute Roberto Speranza, segretario nazionale di Articolo1, e ha stretto la mano all’ex premier Massimo D’Alema, in un momento simbolico che diversi alla Festa hanno definito “storico”. Di tante cose si è parlato dunque con Giuseppe Conte. Ne segnaliamo qui quelle che sembrano le più significative.

La questione dei migranti. Conte: “le ong non sono nemici del popolo, ma non può sbarcare chiunque”

Le Ong non sono “nemici del popolo”, ma non si può nemmeno pensare che in Italia possa “entrare chiunque” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Io personalmente non vedo le ong come dei nemici del popolo e negli interventi miei non ci sarà mai ombra di questa valutazione”. “Però attenzione – ha aggiunto – il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Perché dobbiamo occuparci solo dello sbarco? La prospettiva umanitaria ci impone – come ho fatto ieri incontrando il presidente Serraj – di premere, perché in Libia ci sono dei centri dove le persone vivono in condizioni inaccettabili”. Conte ha spiegato: “Al presidente Serraj ho specificato che tra le premesse perché l’Italia continui ad appoggiare l’autorità nazionale (libica, ndr) c’è stato anche il fatto di richiamare la sua attenzione sulle condizioni in cui vivono i migranti. Ho detto che l’Italia è pronta a rinforzare gli aiuti per garantire condizioni minime a queste persone. Domenica sarò all’Onu, chiederò che le agenzie Onu rinforzino la loro presenza. Dobbiamo intervenire a livello europeo”. Insomma, “preoccuparsi del problema dell’immigrazione non significa solo stare a vedere la nave se sbarca. Sicuramente affronteremo il problema in maniera pragmatica. Non dovete pensare però che deve cambiare la filosofia secondo cui in Italia si consente a chiunque di entrare. Comunque dobbiamo controllare i nostri confini, non dobbiamo consentire che si alimenti il traffico di vite umane. Dobbiamo incrementare la cooperazione, coinvolgere i Paesi europei”.

Sulla nuova alleanza di governo, su Salvini e su Renzi

Sollecitato dalle domande di Enrico Mentana, il presidente Conte ha poi tracciato una serie di profili della nuova, e della vecchia maggioranza. Il passaggio dalla Lega a Pd e LeU in maggioranza “è stato molto impegnativo dal punto di vista concettuale, non lo avrei neppure immaginato. Ma nel giro di qualche settimana ho sentito un cambio di atmosfera del Paese, che ha iniziato a ragionare in termini diversi”. E poi,  “c’è un ottimo clima di lavoro nella squadra di Governo. Ci siamo subito detti che abbiamo preso un grande impegno. E, per portarlo a termine, siamo tutti consapevoli che non esistono personalismi, bisogna metterli da parte. Ciascuno di noi è chiamato ad inserirsi in questo progetto. Se si riesce a conservare questo spirito di squadra – io lo auspico e lo pretenderò – si potranno fare delle belle cose per i nostri concittadini. Il nostro paese non ha bisogno di fenomeni, ha bisogno di realizzare” le riforme. Quello del governo “è un progetto riformatore che ha una prospettiva”. E a proposito di personalismi, e di fenomeni, quando gli viene chiesto di Matteo Salvini, lui replica con qualche ironia. Intanto conferma che  “il mio mai più con la Lega” di agosto scorso, “va declinato all’infinito”. E poi, “No” ha detto Conte alla domanda se si è più sentito con Salvini. “Che l’opposizione si senta con il premier non è una necessità, che faccia il suo lavoro e io il mio, ci confronteremo e ci rispetteremo”. Per quanto riguarda la scissione di Renzi dal Pd “mi hanno sorpreso i tempi, e l’ho detto francamente a Renzi. Nel momento in cui un presidente incaricato in riserva deve scioglierla è bene che abbia piena contezza di come si predispongono le forze di governo” ha detto Giuseppe Conte. “Se avessi saputo della decisione – ha aggiunto Conte – lo dico anche nell’interesse del gruppo che si è formato, avrei preteso e voluto un’interlocuzione diretta con il gruppo stesso”. Il premier ha, inoltre, detto che “non è venuta meno la sostenibilità del progetto di governo”.

Le priorità dell’azione di governo

Asilo nido, giovani e lotta alla fuga dei cervelli, l’occupazione e il contrasto agli incidenti sul lavoro. Queste le priorità del nuovo governo Conte, illustrate dallo stesso premier nel corso della festa di Articlo uno a Roma. “Asili nido, micronidi, per dare a tutti la possibilità, soprattutto alle donne – dice il premier rispondendo alle domande di Enrico Mentana – di partecipare alla vita del paese, intervenendo già nei primi anni di vita per consentire di vivere quest’esperienza in modo più sereno e meno gravoso. Con un occhio al tasso di natalità che ci preoccupa molto. dobbiamo far di tutto per contrastare il calo demografico”. Altra priorità, illustrata dal presidente del Consiglio, “i giovani, è una follia lasciarli andare all’estero. Poi ancora il tema del lavoro, lavorare per incrementare anche le riforme già varate. Ad esempio, il reddito di cittadinanza: bisogna lavorare sull’aspetto occupazionale, solo così non assumerà un carattere assistenziale” ma consentirà di “recuperare quante più persone possibili oggi emarginate”.  Infine Conte si è soffermato sulla necessità di varare un “piano straordinario contro le morti sul lavoro”. E su quota 100, ha specificato che  “quando si progettava avevo incontrato le partecipate dello Stato: da una ricognizione fatta a palazzo Chigi era emersa una buona dose di ricambi tra prepensionamenti e nuove assunzioni. La questione che pesa è che non tutti hanno potuto beneficiare di questa prospettiva e che nell’imprenditoria privata non c’è stata questo riscontro”. Insomma un discorso in fondo onesto, orientato al buon senso, alla necessità di trasmettere serenità e tranquillità ad un Paese che per 14 mesi ha visto prevalere l’odio. Il giudizio politico? Conviene sospenderlo, per ora, in attesa dei provvedimenti concreti.

Le reazioni nel mondo di Articolo 1: Speranza e D’Alema

“Penso che nel suo discorso ci siano elementi significativi di sinistra, sì. La cosa che mi piace di più è l’idea di una politica che smette di fare propaganda, che è anche rigore. Sarò anche figlio di una scuola antica, ma per me la politica è questa cosa qui: immaginare che la politica di un presidente del Consiglio si risolva in qualche tweet o su Facebook a me sinceramente non piace. E mi pare che Conte, da questo punto di vista, segnala un atteggiamento di grande discontinuità rispetto ad altre ipotesi” commenta Roberto Speranza, ministro della Salute e segretario nazionale di Articolo1.

Si fida di Conte? “Io sì” afferma Massimo D’Alema, alle telecamere a margine della festa di Articolo Uno. “L’importante è che si metta in sintonia con il Paese, quindi dipenderà molto dalle cose che farà. Il fatto che voglia muoversi per una svolta in senso ambientalista, verde, che voglia ridurre la pressione fiscale sul lavoro mi sembrano delle scelte giuste. Io non guardo tanto al quadro politico, che mi interessa relativamente poco. Guardo invece a che ci sia, e che è fondamentale, questa sintonia tra le scelte del governo e il paese compresa la necessità di farsi carico delle istanze locali”, conclude. Quanto al Pd, “io sono stato militante del Pd poi abbiamo maturato convinzioni diverse” ma “è una forza fondamentale del centrosinistra e spero che vada bene e progredisca, guardo con simpatia all’impegno di Zingaretti, gli ho fatto miei auguri”. Infine, alla domanda se Italia viva di Renzi può mettere a rischio il governo accorciandone la vita, D’Alema replica: “Non credo, ma non voglio parlare di questo”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha infine lasciato la festa di Articolo 1 all’ex Mattatoio di Testaccio a Roma non prima di un giro degli stand allestiti, tra strette di mano e foto di rito con i militanti. Il premier si è fermato a bere mezza birra e mangiare un boccone con alcuni militanti della formazione di sinistra, prima di recarsi al Quirinale.

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