Senato: la peggiore destra sostenuta da M5S recluta anche Marx. I migranti? Tutti criminali. Conte ai sindacati: arrivederci a settembre. Oggi li attende Salvini. Ma Landini non ci va. Sondaggi farlocchi?

Senato: la peggiore destra sostenuta da M5S recluta anche Marx. I migranti? Tutti criminali. Conte ai sindacati: arrivederci  a settembre. Oggi li attende Salvini. Ma   Landini non ci va. Sondaggi farlocchi?

Proviamo un senso di vergogna ad ascoltare taluni interventi di senatori, da quelli della maggioranza a quelli che rappresentano forze politiche, in particolare i Fratelli d’Italia, pronti, meglio proni, quasi in ginocchio in attesa che capitan Salvini dia ospitalità nel suo serraglio alla  Meloni.  Interventi svolti nel corso del dibattito sul decreto sicurezza  bis sul quale il governo, come scriviamo in altra parte del giornale, ha posto la fiducia. Vergogna  per come hanno apostrofato  chi fugge da paesi come la Libia dove  il carcere, la tortura, la fame, le malattie che colpiscono in particolare i bambini, le donne. Interventi che provengono da personaggi dell’ultradestra dai quali non c’è da aspettarsi grida di gioia in accoglienza dei migranti. Ma nel corso della seduta del Senato si sono sentite parole che definire razziste, fasciste è quasi un complimento. I migranti sono tutti delinquenti, anche i neonati, fuggono per esercitare, in Italia in particolare, il loro mestiere, spacciatori di droga, ladri, gli zingari poi, vedi Salvini, starebbero bene in qualche campo di concentramento.  Dicevamo che ne abbiamo sentite di tutti i colori. In un intervento che abbiamo ascoltato quando il senatore aveva già iniziato a parlare per cui non conosciamo il nome, per affermare che i migranti devono essere rimandati ai paesi di origine il senatore, pensiamo dei Cinquestelle, ha addirittura richiamato più volte Marx, le  sue denunce dello sfruttamento capitalistico, del  lavoro nero cui sono sottoposti nei paesi in cui fuggono. Conclusione del “marxista”: se ne stiano nei loro paesi e combattano contro lo sfruttamento capitalistico. Attendiamo in un prossimo intervento dei senatori pentastellati  che richiamino Antonio Gramsci. Già, perché chi ha richiamato Marx deve essere uno di quelli che, in un passato recente, magari militava in qualche formazione di sinistra.

Una  brutta giornata a Palazzo Madama, un vulnus alla democrazia

Quella della seduta del Senato è stata una brutta giornata, un vulnus alla democrazia, una maggioranza che si regge con la benevolenza di forze della peggiore destra. Non sono mancate accuse infamanti nei confronti delle Ong che hanno una colpa agli occhi dei “salviniani”, quella di aver salvato vite umane. Brutta giornata al Senato ma anche a Palazzo Chigi dove Conte ha ricevuto per la terza volta, ci pare, gli esponenti delle forze sociali, dai sindacati dei lavoratori alle associazioni di imprese.  Stando ai resoconti delle agenzie di stampa, di Televideo in particolare, il premier avrebbe illustrato la “prima fase” della azione di governo, per affrontare il “profondo disagio sociale delle fasce deboli” annunciando la “seconda fase”. Una prima fase di cui nessuno si è accorto. Anche i dati forniti da Istat, depurati dai commenti governativi, confermano che la crescita annunciata dai gialloverdi non c’è e non ci sarà. Conte avrebbe annunciato che con la prossima manovra economica verrà affrontata la “fase 2” per realizzare un Patto per la crescita sociale. Poi il premier ha dato appuntamento ai sindacati, alle associazioni di imprese per un nuovo incontro a settembre, quando si dovrà entrare nel merito della Legge di Bilancio, attesa dalla Commissione Ue. Nel frattempo si muove Salvini il quale ha convocato i soggetti incontrati a Palazzo Chigi da quello che si suppone sia ancora il  presidente del Consiglio nel suo ufficio, al Viminale. Davvero singolare,  il governo che si sdoppia, un pezzo a Palazzo Chigi, un pezzo al Viminale.

Se Salvini convocava le forze sociali al Papeete Beach con  Inno dei lavoratori e cubiste

Già che c’era, Salvini poteva convocare sindacati e associazioni di imprese al Papeete Beach, Milano Marittima, locale di  proprietà di un leghista neoparlamentare europeo, amico di Salvini. Magari, ci viene da dire, avrebbe potuto salutare le forze sociali, i  sindacati in particolare, con l’inno dei lavoratori, con cubiste che danzano  in tenuta da lavoro, si fa per dire. Magari invitando quel senatore pentastellato  che ha richiamato Marx  per prendersela contro i migranti. Scherziamo? Sì, anche se si tratta di problemi della massima serietà. Ormai, ne siamo profondamente convinti,  in questo nostro paese il governo è protagonista solo di sceneggiate, prive di sostanza. Si dirà, ma sindacati e forze sociali si prestano? La realtà è che quando il presidente del Consiglio convoca le parti sociali non si può dire di no. Non è “politicamente” corretto. Ma, come sta avvenendo in questi incontri, Cgil, Cisl, Uil, per esempio, non rinunciano a porre problemi reali, soluzioni, a prospettare proposte, in modo da far uscire il Paese da una crisi profonda. Le loro proposte muovono in direzione opposta a quella prefigurata dal governo. Già ma qual è il governo  visto che Salvini, non presente all’incontro ufficiale a Palazzo Chigi, porta avanti un gioco pericoloso? Quello di assumere lui il ruolo del vero presidente. Landini, non a caso, annuncia che non sarà presente all’incontro al Viminale. Ci sarà una rappresentanza della Cgil per ascoltare. Prima finisce la sceneggiata degli incontri meglio è, a fronte dei problemi che un vero governo deve affrontare.  Già, ma anche su questo terreno, qualcosa va detto. Su Repubblica esce uno  dei tanti sondaggi di Diamanti da cui si evince che, tanto per dirne una, gli elettori del Sud non sarebbero ostili alla “autonomia”. Anzi, proprio nel Sud starebbe crescendo il consenso per Salvini. Alla maggioranza degli elettori del Sud, per esempio, non è chiaro cosa significhi l’autonomia differenziata. Ma va bene lo stesso, l’immigrazione viene individuata come causa di insicurezza, la paura che suscitano i migranti, l’uso che ne sta facendo Salvini.  Una sola osservazione. Solo qualche giorno fa la Svimez, nel rapporto reso noto, ha fornito un quadro del tutto diverso  per quanto riguarda il Sud da quello  reso noto da Repubblica dal sondaggio realizzato da Demos&Pi  e illustrato da Diamanti.  È vero che il pluralismo è un “bene” dell’informazione. Ma, come si dice, a volte il troppo stroppia.

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