Salvini manda a casa Conte e Tria. “La mia linea è diversa, impensabile manovra a costo zero”. Il vertice con le parti sociali trasformato in uno spot leghista. Fracassi (Cgil), Paese fermo. Serve grande piano di investimenti

Salvini manda a casa Conte e Tria. “La mia linea è diversa, impensabile manovra a costo zero”. Il vertice con le parti sociali trasformato in uno spot leghista. Fracassi (Cgil), Paese fermo. Serve grande piano di investimenti

Dice Salvini ai 43 esponenti delle forze sociali da lui convocati al Viminale proprio a poche ore di distanza dall’incontro  che hanno avuto con il premier, unico titolare, che “non è un tavolo parallelo, non c’è alcuna sovrapposizione con quello di ieri a Palazzo Chigi”. E prosegue: “Stiamo raccogliendo le varie posizioni di tutto il mondo produttivo e dei lavoratori perché vogliamo un progetto per il Paese”. È vero non c’è “sovrapposizione”. Perché Salvini, senza il minimo di pudore al Viminale presenta alle forze sociali il vero governo. Con lui c’è  il fior fiore del leghismo se così si può dire senza che alcun fiore si offenda, a partire guarda caso dall’ex sottosegretario  Siri, dimissionato, indagato per corruzione. Braccio destro di Salvini, lo porta sempre con sé, una sorta di suggeritore. E poi, in bella mostra, il governo reale di cui lui è il capo. Eccoli: Alberto Bagnai, Massimo Bitonci, Giulia Bongiorno, Claudio Borghi, Marco Bussetti, Gian Marco Centinaio, Claudio Durigon, Dario Galli, Giancarlo Giorgetti, Guido Guidesi, Massimo Garavaglia. Non a caso il tono del Salvini, le iniziative che annuncia sono il segno che si è, di fatto, impadronito del timone del governo tanto da esibire di fronte alle parti sociali il suo potere. Un governo vero, insomma.

Salvini parla di un “piano straordinario”, investimenti, infrastrutture, insieme ad un “coraggioso” sostanzioso taglio delle tasse, rilancia la flat tax, vuole eliminare la Tasi e “riorganizzare la tassazione sulla casa”. Già che c’è, una botta anche alla Ue, a Conte e Tria in primo luogo che con la Commissione Europea hanno preso qualche impegno per evitare la procedura di infrazione. “Bisognerà ridiscutere – afferma – alcuni vincoli Ue”. Ancora: “è il momento del coraggio – sostiene – e delle decisioni non del tirare a campare”. Arriva il colpo del Ko che abbatte il ministro Tria. “È così che si evita uno sviluppo dello zero virgola”. Poi dopo altre cianfrusaglie, ne dice una  mirata al corpo del Di Maio. “Manca manodopera – afferma – c ‘è chi dice che dipende dal reddito di cittadinanza”. Al Di Maio saranno fischiate le orecchie.

Gli invitati, i 43 esponenti delle forze sociali ascoltano, basiti. Bene ha fatto Maurizio Landini a disertare l’incontro. Con la sua presenza avrebbe offerto un sigillo prezioso in quanto segretario generale della Cgil, un avallo al Salvini show. La Confederazione non poteva però, invitata da un ministro, per di più vicepremier, visto anche che Cisl e  Uil annunciavano la loro partecipazione, fare il vuoto.

Ed è toccato a Gianna Fracassi, la vicesegretaria generale l’ingrato compito di intervenire.

“Il Paese è fermo, come dimostrano anche gli ultimi dati Istat e il rapporto Svimez. Si aprono divari territoriali e sociali sempre più preoccupanti. Per ripartire, per creare  lavoro serve un grande piano di investimenti pubblici e privati, oltre a nuove assunzioni nella pubblica amministrazione”. Richiama la documentazione dello Svimez sulla drammatica situazione del Mezzogiorno. “C’è da  ridistribuire le risorse a favore dei lavoratori e dei pensionati, rinnovando i contratti nazionali di lavoro a partire da quelli pubblici; abbassando le tasse ai lavoratori e ai pensionati attraverso le detrazioni; contrastando davvero l’evasione fiscale (con la tracciabilità, la limitazione dell’uso del contante) e evitando nuovi condoni fiscali; e pensando anche a un contributo di equità”. Infine, ha detto Fracassi rivolgendosi a Salvini, “serve una forte azione di contrasto all’illegalità, alle mafie, alle varie forme di caporalato, vero problema di sicurezza del Paese e tema di diretta competenza del suo dicastero”.

Dopo il vertice con le parti sociali Salvini , improvvisando, si fa per dire, una sorta di conferenza stampa  parla della manovra di Bilancio.

Dovrà essere “dura, coraggiosa, di sicuro non si può stare al di sotto del 2%”.  E poi spara: “La mia linea è diversa da quella di Tria. Impensabile una manovra a costo zero con investimenti e taglio delle tasse. Chi fa il gioco delle tre carte non fa parte del nostro progetto”. E subito dopo annuncia: “Voto anticipato? Valutiamo a breve”. Dagli ambienti del Movimento Cinquestelle si lascia filtrare una dichiarazione che parla di un flop di Salvini. “Oggi si è improvvisato portavoce dei sindacati ed è stato smentito proprio dai sindacati che hanno riconosciuto Palazzo Chigi luogo ufficiale dove interloquire con il Governo e hanno rimandato al mittente alcune proposte mai discusse, fortunatamente, tra i membri di Governo. Diciamocelo chiaramente: oggi Salvini non ha fatto una bella figura. Lo diciamo da tempo: bisogna fare squadra e non dividere il Governo”.  Il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, il segretario  generale della Uil, Barbagallo, fanno presente che attendono risposte alle proposte avanzate dai sindacati. Danno appuntamento a settembre. Così Confesercenti, Alleanza cooperative, Confcommercio.  Fra le forze politiche uno dei primo interventi quello di Brunetta, responsabile economico di Forza Italia. Parla di “comica finale”. “Da una parte- afferma -Palazzo Chigi, dove un premier delegittimato e senza potere cerca disperatamente di trovare una ragione al suo Governo. Dall’altra parte un vicepremier che pensa di aver recuperato il palazzo del Viminale al ruolo originario di sede del capo del Governo, un novello Giolitti 4.0, e chiama a raccolta le parti sociali schierando la sua squadra di Governo per raccontare la sua politica economica e riaffermare l’esigenza di politiche in sano debito, mini-bot per uscire dall’euro, ulteriori tagli di tasse senza coperture, insomma una vera e propria controagenda di Governo”.

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