Open Arms. Giornata convulsa. La Spagna offre un porto sicuro a Minorca. Ma a bordo è emergenza vera: 4 naufraghi si tuffano e vengono salvati. A Massa, Salvini contestato dagli antifascisti

Open Arms. Giornata convulsa. La Spagna offre un porto sicuro a Minorca. Ma a bordo è emergenza vera: 4 naufraghi si tuffano e vengono salvati. A Massa, Salvini contestato dagli antifascisti

Il governo spagnolo ha offerto alla nave di Open Arms, che si trova davanti alla costa di Lampedusa, i porti di Palma di Maiorca e Minorca. Lo hanno riferito alla agenzia di stampa Efe fonti della Moncloa, che ne hanno parlato alla presidente del governo delle Isole Baleari, Francina Armengol. I porti offerti sono, su una eventuale rotta di Open Arms verso la Spagna, più vicini di quello di Algeciras, offerto in precedenza e rifiutato dalla ong. Nel frattempo, è terminato dopo quasi tre ore il vertice della Procura di Agrigento dove i magistrati, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio, hanno fatto il punto della situazione sull’inchiesta sulla Open Arms, dopo la svolta dell’annuncio della disponibilità di un porto sicuro in Spagna. Massimo riserbo sull’incontro. Ma da fonti della Procura trapela che i pm stanno monitorando la situazione “con particolare attenzione alla incolumità delle persone” a bordo della Open Arms. Nel pomeriggio era emerso che “l’offerta di un porto sicuro da parte delle autorità spagnole pone una battuta di arresto all’attività d’indagine in corso”. Presenti anche il procuratore aggiunto Salvatore Vella e la pm Cecilia Baravelli. Un porto per la Open Arms dunque c’è, ma si trova in Spagna. Con 107 migranti ancora a bordo da 17 giorni la nave della ong trova la sponda da parte del premier iberico Pedro Sanchez che rompe gli indugi e indica prima Algeciras, in Andalusia, come luogo idoneo per l’attracco e lo sbarco da dove provvedere poi alla distribuzione dei migranti concordata da sei Paesi membri dell’Ue. Poi però dopo il diniego del comandante della Open Arms, viene offerta l’altra destinazione, verso Palma di Maiorca. “La nostra Guardia Costiera è ora a disposizione, ed è pronta ad accompagnare l’Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo” ha dichiarato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Finita qui l’odissea dei 107 naufraghi a bordo della Open Arms? Non è ancora detto. Altri sviluppo, magari dettati dalle decisioni della Procura di Agrigento potrebbero cambiare lo stato delle cose nelle prossime ore.

“La Spagna agisce sempre di fronte alle emergenze umanitarie. È necessario trovare una soluzione europea, ordinata e solidale, guidando la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanitarismo dell’Ue”, dice motivando la sua scelta, il premier socialista spagnolo Sanchez. L’inquilino della Moncloa non risparmia poi un attacco diretto a Matteo Salvini e alla sua decisione “inconcepibile di chiudere tutti i porti” annunciando di valutare la possibilità di “agire di fronte all’Unione europea o alle istituzioni che si occupano di diritti umani e diritto marittimo internazionale, contro il comportamento mantenuto dal governo italiano”. La mossa spagnola fa esultare il responsabile del Viminale con il più classico dei: “Chi la dura la vince”. L’offerta di vagare per giorni fino ad Alegciras, a 900 chilometri da Lampedusa, però viene respinta dalla Open Arms. “La situazione è di emergenza umanitaria e dopo 17 giorni in mare, non sono in grado di affrontare un viaggio così lungo. Non possiamo mettere insieme la sicurezza e l’integrità fisica degli immigrati e dell’equipaggio. Dobbiamo sbarcare ora”, spiega la Ong. Una scelta che il leader leghista bolla come “incredibile e inaccettabile, l’Italia non è il più campo profughi d’Europa”.

Un botta e risposta nel quale, come nel gioco dell’oca, si torna al punto di partenza, ovvero allo stallo più totale. Una situazione che rende l’atmosfera a bordo della nave, dalla quale sabato sono sbarcati i minori per volere del premier Giuseppe Conte, tesissima. Un impasse che spinge quattro migranti a gettarsi in mare con i giubbotti per disperazione cercando di raggiungere Lampedusa a nuoto prima di essere prontamente recuperati e riportati a bordo. Ed è proprio la questione migratoria il motivo per cui Matteo Salvini non intende lasciare il Viminale nonostante la crisi di governo. “Con la mia autorizzazione non ne sbarca neanche uno. Senza di me quelli della Open Arms sarebbero sbarcati già da 10 giorni”, dice. E, mentre la Spagna dice di essere disponibile a concedere un porto più vicino. al largo delle acque italiane resta sempre la Ocean Viking con oltre 300 persone a bordo.

A Massa, Salvini  contestato dagli antifascisti: “Salvini siamo qui a difendere la nostra città”.

Questo uno degli slogan urlati al corteo promosso dai Carc ma al quale hanno poi aderito varie realtà contro la presenza, stasera, ai Ronchi a Massa di Matteo Salvini, ospite della festa della Lega Toscana. In base a quanto spiegato dagli organizzatori sono circa un migliaio i partecipanti. Tra le persone che sfilano anche un manifestante che impersona una Madonna, trasportato su un baldacchino improvvisato e che indossa una tunica con scritto una frase dell’Antigone, ‘Non sono nata per condividere l’odio ma l’amore’, tutto in riferimento, è stato spiegato, “all’uso di Salvini dell’immagine della Vergine per la propaganda politica”. Tra i presenti alla manifestazione anche esponenti del Pd come il consigliere comunale di Massa Stefano Alberti, che afferma: “Siamo in tanti militanti del Pd e io come rappresentante del gruppo consiliare. Era giusto esserci per manifestare contro le politiche del ministro Salvini soprattutto quelle dell’immigrazione, dopo che ha tenuto prigionieri diversi minori su una nave al largo”. Il corteo, partito alle 17 da piazza Bad Kissingen a Marina di Massa, ha poi raggiunto, secondo il programma, il parco dei Ronchi, poco distante dal luogo dove era in svolgimento la festa della Lega, per una assemblea popolare.

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