Nave Open Arms ancora al largo dopo 6 giorni con 121 naufraghi a bordo. “Entreremo in Italia se avremo problemi gravi a bordo” dice il comandante

Nave Open Arms ancora al largo dopo 6 giorni con 121 naufraghi a bordo. “Entreremo in Italia se avremo problemi gravi a bordo” dice il comandante

“Entreremo in Italia se avremo problemi gravi a bordo” ha detto in un’intervista Oscar Camps, il fondatore di Open Arms, l’ong che da sei giorni cerca un porto sicuro di approdo per 121 migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale.

Nel frattempo, un ricorso al Tribunale per i minori e alla Procura minorile di Palermo è stato presentato da Open Arms, che in un tweet spiega: “Abbiamo presentato un ricorso al Tribunale per i minori e alla Procura minorile di Palermo affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare e vengano nominati dei tutori per quelli non accompagnati. Questo prevedono art 6 e 11 della Convenzione dell’Aja. Noi rispettiamo la legge”. “Faremo di tutto – ha spiegato in un video il presidente di Open Arms Riccardo Gatti – affinché le convenzioni internazionali, le normative, gli obblighi ed evidentemente anche i diritti di queste persone, vengano rispettati”. Le accuse della ong sono in primo luogo per Italia e Malta – “siamo testimoni” della loro “prepotenza e abuso istituzionalizzato” ha detto Gatti – ma anche nei confronti del “silenzio” dell’Unione Europea. “Noi continueremo – ha concluso il presidente di Open Arms – a rispettare prima di tutto la vita delle persone”. E a proposito di istituzioni europee, da Bruxelles giungono notizie pessime. “Non abbiamo ancora ricevuto richieste di coordinamento per il caso della Open arms”, afferma un portavoce dell’Esecutivo comunitario. “La Commissione europea – ricorda il portavoce – non ha competenza sulle operazioni di ricerca e salvataggio, o sui porti di sbarco. Ma questo episodio dimostra ancora una volta l’urgente necessità di un meccanismo prevedibile e sostenibile” per il Mediterraneo. Intanto, Cipro ha scritto una lettera a Bruxelles chiedendo il ricollocamento di 5mila migranti arrivati sul suo territorio. La Commissione “sta analizzando il documento”, ed è “pronta ad accrescere il suo sostegno”.

“Che cosa dovremmo fare? Smettere di salvare le persone perche’ si fanno delle leggi ingiuste?”, afferma Veronica Alfonsi, coordinatrice italiana di Open Arms. Il riferimento è al decreto sicurezza bis, che prevede pesanti sanzioni “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. Di ritorno a Roma da Lampedusa, Alfonsi spiega che l’isola è la più vicina alla nave, e per questo rappresenterebbe il naturale punto di attracco per fornire un porto sicuro ai migranti in fuga dalla Libia: “Siamo a 30 miglia dall’isola, anche le evacuazioni fatte nei giorni scorsi delle tre donne in stato di gravidanza avanzato, di cui una con un feto in posizione podalica, sono state fatte a Lampedusa perché è il porto più vicino” spiega l’attivista. Intanto, a bordo, la situazione è precaria: “è il sesto giorno che siamo in mare, e più passa il tempo, più la situazione si complica. Su 121 persone, ci sono 32 minori, la maggior parte dei quali (27) non accompagnati, due bambini piccoli, di nove mesi, che viaggiano con la loro mamma. Tutti hanno vissuto tante storie di violenza e sono molto provati, e ora stanno anche un po’ finendo i viveri” spiega Alfonsi. “C’è una situazione di stallo – continua – Abbiamo chiesto a Malta e all’Italia di farli sbarcare, ma Malta ci ha negato due volte l’autorizzazione, mentre l’Italia non ci ha proprio risposto. Il governo spagnolo declina ogni responsabilità, mentre l’Unione Europea dice che finché non c’è una condivisione di responsabilità da parte degli Stati, non può intervenire”.

Erasmo Palazzotto, Sinistra Italiana: “nella guerra alle Ong si sta costruendo una grande campagna propagandistica”

“Se fossimo un Paese normale quelle 121 persone a bordo della Open Arms, salvate 6 giorni fa, dovrebbero essere fatte sbarcare subito coì come prevede la legge, bisognerebbe prestargli assistenza, verificarne le condizioni e poi discutere con gli altri Paesi europei come gestirne l’accoglienza. Purtroppo siamo in un Paese dove le forze politiche al governo hanno costruito su questo terreno una narrazione totalmente falsa”, afferma Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana dai microfoni de La7 nel corso della trasmissione Omnibus. “Anche perché non saranno quelle 121 persone – prosegue il parlamentare di Leu – a cambiare le sorti dei fenomeni migratori in Europa. Non lo sono i circa 300 naufraghi che dall’inizio del 2019 sono stati salvati dalle Ong. Ricordo che mentre l’ultima nave di Mediterranea, prima di essere sequestrata, si trovava al largo di Lampedusa con 59 persone, nelle stesse 50 ore in cui venivano costrette a rimanere in mezzo al mare e sotto al sole, contemporaneamente almeno 200 persone sbarcavano autonomamente nell’isola. Insomma nella guerra alle Ong si sta costruendo una grande campagna propagandistica – conclude Palazzotto – che serve a coprire altre misure del governo e i fallimenti dell’esecutivo gialloverde.”

Share