Migranti. I 40 della nave Alan Kurdi sbarcati a Malta, saranno distribuiti tra 4 paesi europei. La nave Open Arms con 121 naufraghi ancora in alto mare

Migranti. I 40 della nave Alan Kurdi sbarcati a Malta, saranno distribuiti tra 4 paesi europei. La nave Open Arms con 121 naufraghi ancora in alto mare

I 40 migranti a bordo della nave umanitaria Alan Kurdi sono arrivati a Malta, dopo l’accordo per la redistribuzione tra vari Paesi dell’Ue. Lo ha fatto sapere il governo maltese, che sabato sera aveva dato l’assenso allo sbarco dopo discussioni con Berlino e Commissione europea. Nessuno dei profughi a bordo resterà sull’isola e, come nei casi precedenti, la nave non è stata autorizzata a entrare nelle acque territoriali maltesi: è stata la guardia costiera a prendere in carico le persone in acque internazionali, per poi portarle alla Valletta.

Un via libera a patto che “nessun migrante rimanga a Malta”. E così sarà. Dopo l’identificazione saranno trasferiti nei quattro paesi che hanno dato la disponibilità ad accoglierli: Germania, Francia, Lussemburgo e Portogallo. “Abbiamo compiuto un gesto di buona volontà e di buon senso comune – ha detto Muscat parlando alla radio – Ho sentito che dovevamo accettare” la richiesta della Germania. Parole che hanno fatto scattare il plauso del commissario uscente alle migrazioni Dimitri Avramopoulos. “Mi congratulo con Malta e accolgo con favore la solidarietà dimostrata dagli stati membri” ha scritto su Twitter ringraziando anche lo staff della Commissione europea che ha tenuto i contatti con i vari paesi. La decisione di La Valletta è stata accolta da urla di gioia, abbracci e applausi a bordo della Alan Kurdi. “Volevo dirvi che sbarcherete a Malta e andrete in diversi paesi europei” ha spiegato in piena notte ai migranti la capo missione Barbara Held. Da Berlino, invece, è toccato al portavoce della Ong Gorden Isler ringraziare il governo maltese e tornare ad attaccare nuovamente l’Italia. Il nostro paese, afferma, “ha completamente abbandonato le sue responsabilità umanitarie. Il comportamento di Malta è stato conforme alle leggi internazionali, quello dell’Italia un disastro”. Dopo aver completato il trasbordo dei migranti, Sea Eye ha ripreso a navigare in direzione sud e molto probabilmente già lunedì sarà di nuovo davanti alla Libia.

Non tornerà invece per il momento nella zona di ricerca e soccorso Open Arms, che naviga tra Lampedusa e Malta con i 121 migranti soccorsi in due diverse occasioni quattro giorni fa. “Un’altra notte è passata senza che nessuno abbia autorizzato lo sbarco, è urgente avere un porto sicuro” ha scritto l’organizzazione umanitaria su Twitter sottolineando come dai racconti dei migranti emergano storie “devastanti”. Racconti raccolti dalla giornalista spagnola Yolanda Alvarez, che si trova a bordo. “Abbiamo passato 9 mesi in un centro di detenzione, subendo anche violenze sessuali” ha detto una donna, mentre un nigeriano di 35 anni ha raccontato che, dopo esser fuggito alle violenze di Boko Haram, è stato costretto a lavorare gratis in Libia. “In Libia lavori e non ti pagano, non puoi essere felice, in Libia esiste ancora il commercio di schiavi”.

La nave umanitaria Open Arms giovedì al largo della Libia ha messo in salvo le prime 55 persone, venerdì ne ha recuperate altre 69. Due donne incinte e la sorella di una di queste sono state autorizzate a sbarcare in Italia per motivi medici, le altre restano a bordo dell’imbarcazione, cui è vietato entrare in acque territoriali italiane.

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