L’Amazzonia, la più importante fonte di ossigeno e biodiversità, sta bruciando. Colpa di Bolsonaro. E al G7 di Biarritz segnerà una crisi internazionale

L’Amazzonia, la più importante fonte di ossigeno e biodiversità, sta bruciando. Colpa di Bolsonaro. E al G7 di Biarritz segnerà una crisi internazionale

Il tema degli incendi che divorano l’Amazzonia approderà al G7 di Biarritz, apprestandosi a diventare il perno di un nuovo braccio di ferro tra sovranisti, rappresentati da Donald Trump, e globalisti, riuniti intorno a Emmanuel Macron, che insieme all’Onu e all’Ue ha definito quanto accade una “crisi internazionale”. Nella foresta pluviale, nel Brasile del presidente sovranista Jair Bolsonaro (amico e alleato del presidente americano), è record di incendi quest’anno. A denunciarlo è stato l’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (Inpe), lo stesso che aveva indicato – dati alla mano – un’accelerazione della deforestazione dell’Ammazzonia sotto la presidenza Bolsonaro. I satelliti dell’Inpe hanno rilevato un aumento dell’83% dei roghi, da gennaio ad agosto 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: quasi 73 mila incendi, rispetto ai 39.759 registrati in tutto il 2018. Si tratta del numero più alto dal 2013 e segue due anni in cui il fenomeno era in diminuzione. La nuova denuncia dell’Inpe è arrivata dopo che, alcune settimane fa, il presidente Bolsonaro aveva licenziato il direttore dell’Istituto, tra le critiche piovute sul governo per il vertiginoso aumento del tasso di disboscamento dell’Amazzonia: il 67% in più rispetto al 2018.

Gli ambientalisti hanno accusato Bolsonaro di incoraggiare il disboscamento da parte di taglialegna e agricoltori; dal canto suo, il presidente ha bollato i dati dell’Inpe come fake news e ha perfino accusato le ong di appiccare le fiamme per fini politici. Il dossier è stato oggi affrontato, ma finora solo sui social, dai principali organismi multilaterali. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “profondamente preoccupato”. “Nel momento in cui ci troviamo di fronte a una crisi climatica, non possiamo permetterci che subisca danni la più importante fonte di ossigeno e biodiversità”, ha aggiunto Guterres, facendo eco a una precedente dichiarazione dell’Unione europea: “Siamo profondamente preoccupati dai numerosi incendi illegali vicini o dentro la foresta amazzonica. L’Ue sta monitorando la situazione”, ha spiegato la Commissione pubblicando una fotografia satellitare degli incendi realizzata con il sistema Copernicus. “Chiediamo a tutti i partner di unirsi a noi e proteggere e restaurare le foreste mondiali”, ha aggiunto Bruxelles prima che dall’Eliseo, che ha organizzato il G7 dei prossimi giorni, annunciasse l’intenzione di farne un argomento cruciale per il vertice: “La nostra casa brucia, letteralmente”, ha scritto Macron, sottolineando che va in fiamme “il polmone che produce il 20% dell’ossigeno del nostro pianeta”. “Membri del G7 – ha esortato – discutiamo di questa emergenza come primo punto di questi due giorni!”.

Il fumo prodotto dagli incendi che stanno devastando l’Amazzonia in questi giorni può essere visto persino dallo spazio: a catturarne le immagini, il 20 e 21 agosto, sono stati il satellite Sentinel 3, del programma europeo Copernicus dell’Agenzia spaziale europea (Esa), e quello della Nasa, Suomi National Polar-orbiting Partnership. La foto di Suomi Npp mostra il fumo e gli incendi che si estendono per diversi stati brasiliani, tra cui quelli di Amazonas, Mato Grosso, e Rondonia. “Non è inusuale vedere incendi in Brasile in questo momento dell’anno – scrive la Nasa sul suo sito – per via delle alte temperature e della poca umidità. Il tempo ci dirà se quest’anno si è segnato un nuovo record o si è entro i normali limiti”.

Share